Ottobre 17, 2021

STORIE | Kakà, la scintilla del Milan di Ancelotti

Ricardo Kakà in gol con il Milan all'Old Trafford Ricardo Kakà in gol con il Milan all'Old Trafford Getty Images

Pochi giocatori hanno alzato all'istante, sin dal loro arrivo il livello tecnico di una squadra, di per se già forte e ricca di campioni. Uno di questi è stato Wesley Sneijder, che dall'immediato approdo all'Inter è stato sin da subito protagonista, ossia dopo 24 ore e nel derby. Ma l'esempio perfetto riguarda Ricardo Izecson dos Santos Leite, conosciuto ai più con il suo pseudonimo, Kakà. Classe e potenza, con una progressione in grado di spaccare letteralmente in due le difese avversarie. Perfetto completamento di un reparto di centrocampo che nel Milan d'oro di Ancelotti poteva contare sulla geometria di Pirlo, sulla quantità di Gattuso e su di un Seedorf a tratti sublime. La scintilla di quel reparto che andava ad innescare all'occorrenza Shevchenko e Inzaghi arrivava dal numero 22, che nel suo primo periodo al Milan, era semplicemente imprendibile.

Nasce calcisticamente al San Paolo, dove chiude tutta la trafila delle giovanili e fà il suo esordio a 18 anni, nel Torneo Rio-San Paolo, siglando il suo primo gol in maglia tricolor tre giorni dopo, nel campionato Paulista (tra un campionato brasiliano e l'altro ci sono in terra verdeoro competizioni regionali) nella vittoria per 2-1 contro il Botafogo. Nel suo primo vero campionato nazionale chiude invece con un ragguardevole bottino a soli 18 anni di 12 gol in 27 partite, venendo inserito dalla rivista spagnola Don Balon nella lista dei migliori 100 giovani calciatori.

Figlio di un ingegnere è un brasiliano atipico, sfrutta si la sua classe, ma soprattutto una forza nelle gambe non comune, dotato di un accelerazione sui trenta metri a dir poco sublime. Giocatore completo, poteva usare entrambi i piedi e con ottimi risultati, oltre che nel ruolo a lui più congeniale di trequartista, veniva schierato all'occorrenza anche come seconda punta (nel famoso albero di Natale) o saltuariamente come esterno di centrocampo. Dotato di ottimo senso del gol, era anche un abile rigorista e ovviamente uomo-assist.
Particolare la sua esultanza, con braccia tese al cielo e occhi verso l'alto, dovuto ad un incidente di cui è stato vittima nel 2000, dov'è scampato alla paralisi. Da li, la sua forte fede cristiana. Noto anche per il suo impegno umanitario. Con la maglia del San Paolo ha vinto un Torneo Rio-San Paolo nel 2001 e un Supercampeonato Paulista nel 2002, venendo convocato dal Commissario Tecnico della Nazionale verdeoro Felipe Scolari per i Mondiali in Corea del Sud-Giappone dello stesso anno, dove con i suoi compagni diventa Campione del Mondo.

 

Kakà, il Milan e lo Scudetto

Il Milan grazie alla segnalazione e alla regia di Leonardo (all'epoca osservatore per i rossoneri) lo acquista per 8.5 Milioni di euro nell'estate del 2003, facendo il suo esordio in rossonero il 1° Settembre dello stesso anno in un Ancona - Milan 0-2, mentre il debutto in Champions League avveniva pochi giorni dopo contro l'Ajax a San Siro. Chiusura con il primo gol in Italia, nel derby contro l'Inter del 5 Ottobre 2003, siglando il gol del 2-0. Contribuisce in maniera decisiva alla vittoria dello Scudetto dei rossoneri di Ancelotti, con 10 reti in campionato e 4 in Champions League, dove il Milan viene eliminato dopo la straordinaria rimonta subita dal Deportivo La Coruna.

La stagione successiva firma 7 gol in campionato comprensivi di 9 assist, firmando la sua prima tripletta in Serie A contro il ChievoVerona, ma è in Champions League dove da il meglio di se, con doppietta allo Shakhtar Donetsk e assist nei Quarti di Finale di ritorno contro l'Inter, decisivo nella doppia Semifinale con il Psv Eindhoven dove firma all'andata i due assist per i gol di Sheva e Tomasson e soprattutto l'assist decisivo al ritorno, quando al 90' la rete di Ambrosini porta definitivamente il Milan nella Finale di Istanbul. Anche contro il Liverpool firma un assist e un gol nella lotteria dei rigori, con i rossoneri che subirono la famosa rimonta da 3-0 a 3-3, con ko ai penalty e Coppa ai reds. In crescita continua Kakà firmerà nella stagione 2005-2006 ben 14 reti in campionato e 18 sui 19 gol totali partendo da trequartista, ben 5 le reti in Champions League utili al Milan per raggiungere la semifinale persa, contro il Barcellona di Ronaldinho (un altro la cui stella si è eclissata fin troppo presto). E' però la stagione successiva, che Ricardo Leite trova la sua consacrazione.

Kakà, il Milan e la Champions League

Nel campionato 2006-2007 firma 8 gol e 6 assist, ma è nella competizione per club più importante al mondo che trascina i rossoneri verso quella che è stata definita come "la rivincita". Mette a segno ben 10 gol in 13 partite, con 3 assist a corredo. Va a segno in quattro delle prime sei gare del Girone H (dove sono inseriti i rossoneri), con gol all'Aek Atene, rete in Belgio contro l'Anderlecht e tripletta nel ritorno a San Siro (4-1). Gol negli ottavi contro il Celtic e a Monaco contro il Bayern nei quarti, fino alla doppia sfida con il Manchester United di un giovane Cristiano Ronaldo, dove trascina i rossoneri con due gol sublimi all'Old Trafford e da il la alla rimonta nel ritorno di San Siro (3-0), con una rasoiata sul primo palo. Ad Atene nella Finale contro il Liverpool il vero protagonista è stato Inzaghi, ma la Champions League vinta e il titolo di capocannoniere della competizione gli varranno a fine 2007 il Pallone d'Oro e il Fifa World Player, ultimo in ordine cronologico a vincere il trofeo prima del duopolio senza uscita Cristiano Ronaldo - Leo Messi (interrotto dal solo Modric nella scorsa stagione). Al debutto nel campionato 2007-2008, sul campo del Genoa, realizza una doppietta contribuendo al 3-0 finale, mentre cinque giorni più tardi, in occasione della Supercoppa Europea contro il Siviglia, sigla il definitivo 3-1. Infine vince con i suoi compagni il Mondiale per Club (la vecchia Intercontinentale), nella Finale contro il Boca Juniors, andando a anche a segno.

                                                                                                 Kakà bacia il Pallone d'Oro

 

Nel febbraio 2008 rinnova il proprio contratto con la società milanese, portando la scadenza al 2013, mentre ha segnato la sua seconda tripletta in campionato, terza con il Milan contro la Reggina, siglando ben 15 reti e contribuendo in maniera decisiva alla qualificazione dei rossoneri alla successiva Champions. In Europa sigla invece 2 gol su 8 partite, con Milan eliminato agli ottavi dall'Arsenal. Eguaglierà il suo record di gol stagionali (19) tra tutte le competizioni nel derby con l'Inter. Il lungo addio ai rossoneri era in realtà iniziato a Gennaio 2009, con la super offerta del Manchester City tra i 100 e i 120 Milioni, con il giocatore che rifiutò, con la famosa scena della maglia sventolata dalla finestra. La stagione lo portò comunque a realizzare il suo record di gol in Serie A, ben 16 con ultima marcatura contro la Fiorentina, ma l'addio era nell'aria e il Real Madrid trovò l'accordo con il Milan per 67,2 Milioni di euro.

 

Kakà, il Real Madrid e l'eclissi di un campione

Se al Milan aveva trovato la crescita e la definitiva consacrazione, inserito in una società che allora era un modello in un gruppo dai valori ben definiti, ben diversa è la questione al Real Madrid. Le merengues sono un club che per tradizione non coccola i suoi campioni, ma in un certo senso se ne serve, tenendo fede alla grandezza del Real (da Di Stefano a Raul, fino a Cristiano Ronaldo, senza eccezioni). Dove il fuoriclasse deve fare da solo. Il primo anno è condizionato dalla pubalgia, con prestazioni che ovviamente ne risentono. Firma il suo gol in blancos il 23 Settembre 2009 contro il Villarreal su calcio di rigore, mentre la prima doppietta arriverà nel match di ritorno con lo stesso avversario. Mette a segno un totale di 8 gol in Liga più uno in Champions, mentre la stagione successiva inizia con un intervento al ginocchio sinistro che lo costringe allo stop per 4 mesi. Chiude l'anno con 7 gol su 14 partite e la Coppa del Re, mentre la Liga è ancora del Barcellona.

Poco spazio, cosi come nella successiva stagione 2010-2011, con l'arrivo di Josè Mourinho segna comunque 5 gol in 27 partite, vincendo la sua prima Liga (secondo titolo nazionale dopo la Serie A vinta nel 2004), mentre in Champions i gol sono 3 su 8 partite (con Real eliminato dal Bayern ai rigori, con errore dal dischetto di Kakà, oltre che di Ronaldo e Sergio Ramos e bavaresi successivi Campioni, in Finale contro il Dortmund). Chiude la sua esperienza a Madrid nella stagione successiva, dove realizza le stesse medie dell'anno precedente, con 5 gol in 27 gare di Liga.

Il ritorno al Milan e gli ultimi anni

Torna in rossonero firmando un contratto di due anni, ma il Milan non è più lo stesso che aveva lasciato e lui non contribuisce in maniera significativa. Raggiunge comunque la ragguardevole cifra dei 100 gol in maglia rossonera nel 3-0 contro l'Atalanta, mentre trimbra la centesima presenza con il ChievoVerona siglando anche una doppietta. Chiude la stagione con 9 reti in 37 partite, l'ultima ad alto livello. Rescissione consensuale con i rossoneri che arriva il 30 Giugno 2014, firmando per l'Orlando City in Major League Soccer, con un periodo in prestito al suo San Paolo. In totale ha disputato 331 partite con la maglia del Milan, siglando 109 gol e 86 assist. Negli Stati Uniti d'America andrà a segno 24 volte su 75 partite, con 19 assist all'attivo. Decidendo di ritirarsi definitivamente il 17 Dicembre 2017.

Con il Brasile ha disputato ben 3 edizioni dei Mondiali, vincendo in Corea-Giappone nel 2002 e siglando il suo primo gol nella competizione iridata in Germania ai Mondiali 2006, nella prima partita dei verdeoro contro la Croazia. Chiuderà la sua esperienza con la maglia del Brasile con un Mondiale vinto e due Confederations Cup. Siglando 29 reti su 92 presenze con la Selecao.

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Last modified on Sabato, 13 Febbraio 2021 17:32
Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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