Luglio 28, 2021

STORIE | Torino e Coppa Uefa: l'impresa sfiorata con l'Ajax

Il Torino che nel 1991-92 riesce ad arrivare alla finale di Coppa Uefa contro l'Ajax Il Torino che nel 1991-92 riesce ad arrivare alla finale di Coppa Uefa contro l'Ajax

La stagione 1991-92 resterà per sempre negli annali del Torino. Una società che in passato è stata abituata a vincere in Italia, dal grande Torino fino allo scudetto di Pulici e Graziani, ma che in Europa non era mai riuscita ad imprimere il suo marchio. Nell’albo d’oro della Coppa Uefa di quell’anno non c’è il nome del Toro, ma nel ricordo di tutti si, perché quella finale con l’Ajax brucia ancora a Casagrande e compagni, arrivati ad un passo dalla storia.

Sono anni felici per il Toro, che arriva dal quinto posto ottenuto nella stagione precedente in Serie A dietro a Sampdoria, Milan, Inter e Genoa. Si riparte dal tecnico, un veterano, un uomo di campo e di calcio, che ha ricevuto forse troppo poco per quello che ha dato: Emiliano Mondonico. Accusato sempre di giocare un calcio difensivo, proprio in quella stagione farà ricredere in molti, soprattutto fuori dai confini nazionali.

Il Toro che si presenta ai nastri di partenza è una squadra molto simile a quella della stagione scorsa, ma con tre ottimi rinforzi. Partiamo dal centrocampo, dove torna dal prestito al Napoli Giorgio Venturin, centrocampista di grande sostanza, bravo a distruggere ed organizzare gioco. Per quest’ultima fase, però, il colpo ad effetto è rappresentato dall’arrivo di Vincenzo Scifo, centrocampista belga, già in Italia a fine anni ottanta con l’Inter, prelevato dall’Auxerre. In attacco, invece, il colpo viene dall’Ascoli, dove il Torino prende Walter Casagrande, centravanti brasiliano che aveva fatto bene in maglia bianconera.

L’intelaiatura, per il resto, è collaudata. C’è Marchegiani in porta, che in granata arriverà alla nazionale, in difesa Annoni, Bruno, Cravero e Policano sono praticamente inamovibili, con Benedetti  e Mussi ottimi rincalzi. A centrocampo, oltre agli arrivi già citati, ci sono Luca Fusi, scudettato con il Napoli di Maradona, Martin Vazquez e Gianluigi Lentini, indubbiamente il miglior talento granata di quel periodo. Davanti, oltre a Casagrande, c’è Bresciani con un giovanissimo Christian Vieri, ancora troppo acerbo per incidere.

Il Torino parte bene e dopo un passo falso interno con la Lazio che vince con un gol di Ruben Sosa, si attesta nella parte alta della classifica. Il derby d’andata non sorride ai granata, sconfitti dalla rete di Casiraghi, cosi come avviene con i futuri campioni d’Italia del Milan che vincono a San Siro con i gol di Gullit e Massaro. Nel ritorno i granata non si smentiscono, pareggiano con Inter e Milan in casa e riescono nell’impresa di battere la Juventus con la doppietta di Casagrande il 5 Aprile del 1992.

 

 

In Coppa Italia il cammino è spedito fino ai Quarti di Finale, dove la formazione di Mondonico se la vede con il Milan, la squadra indubbiamente più forte di quegli anni. Due a zero per i rossoneri all’andata firmato da Baresi e Simone, uno a uno al ritorno con gol granata di Lentini, che farà innamorare Berlusconi e il Diavolo che nell’estate seguente ricopriranno d’oro la società di Borsano per accaparrarsene le prestazioni.  In campionato il Toro prosegue spedito ed alla fine della stagione otterrà un grande terzo posto subito dietro le due grandi, Milan e Juventus, ma è in Coppa Uefa che si sta per compiere un piccolo capolavoro.

Torino 1991-92: il cammino in Coppa Uefa

L’avventura parte con la doppia vittoria del Toro sul Reykjavik, due a zero in trasferta con le firme di Mussi e Annoni, e 6-1 al ritorno con la doppietta di Scifo e i gol di Bresciani, Policano, Martin Vazquez e Carillo. Ai sedicesimi è la volta dei portoghesi del Boavista, annichiliti all’andata a Torino con il due a zero di Lentini e Annoni, ed incapaci di ribaltare il risultato al ritorno (0-0).

La corsa di Cravero e compagni prosegue, agli Ottavi è la volta dell’AEK, due a due all’andata in terra greca (Casagrande e Bresciani), e vittoria per uno a zero al ritorno ancora con Casagrande decisivo. Ai Quarti ci sono i danesi del B 1903, il Toro mette al sicuro la qualificazione già nella gara d’andata in trasferta, vincendo due a zero con i gol di Policano e Casagrande, al ritorno sarà un autogol di Nielsen a spianare la strada verso la semifinale dove ad attendere la squadra di Mondonico c’è niente di meno che il Real Madrid. La squadra madrilena è sempre la solita grande formazione, con gente del calibro di Buyo, Hierro e Sanchis, Hagi, Michel, Butragueno e Luis Enrique. A Madrid per il Toro finisce male, vince il Real due a uno con le reti di Hagi e Hierro, in mezzo il gol del solito Casagrande che tiene viva la speranza granata, anche se al ritorno serve un’impresa.

Coppa Uefa: Torino - Real Madrid 2-0

Mondonico prepara il match alla perfezione, il Toro parte forte ed al 7’ trova il vantaggio con l’autogol di Rocha che nel tentativo di anticipare Casagrande mette il pallone alle spalle del proprio portiere. Il Torino difende e riparte, ed al 76’ trova il gol della tranquillità con Luca Fusi, che devia da pochi passi il pallone che porta la squadra di Mondonico alla prima storica finale europea della storia granata, avversario l’Ajax di Luois Van Gaal. I lancieri sono una formazione di indubbio spessore, ci sono Blind e Frank De Boer in difesa, Jonk, Winter, Van’t Schip e Kreek a centrocampo, mentre in attacco Bergkamp, che a breve passerà all’Inter, assiste Roy e Pettersson (il dodicesimo biancorosso risponde al nome di Van der Sar).

All’andata non inizia bene, l’Ajax trova il gol del vantaggio con una conclusione dalla distanza di Jonk che supera Marchegiani. Il cuore del Toro non molla ed al 62’ ci pensa Casagrande a ribattere in rete una respinta di Menzo, gli ospiti spingono ed al 75’ ottengono un calcio di rigore con Bergkamp. Dal dischetto va Pettersson che sigla il due a uno, sembra finita ma a sei minuti dal termine ci pensa ancora Casagrande, con una grande azione personale, a firmare il 2-2 che tiene vive le speranze del Toro in vista del ritorno ad Amsterdam.

Coppa Uefa 1991-92: Torino - Ajax 2-2 (Finale Andata)

 

Questa sarà una partita che, anche se sfortunata, resterà per sempre negli occhi e nel cuore di tutti i tifosi. Il Toro soffre ma spinge, prova il tutto per tutto, colpisce tre pali e si vede negare un rigore netto su Cravero, che va a terra a due passi dal portiere. L’ira di Mondonico è rappresentata, e lo sarà per sempre, dal suo gesto in cui protesta alzando una sedia e inveendo contro il direttore di gara.

Coppa Uefa 1991-92: Ajax - Torino 0-0

 

Il Torino, pur con un grande cuore, non ce la farà, ma quella partita, quella squadra, quel tecnico, rimarranno per sempre nel cuore di tutti i tifosi italiani. Il cuore Toro è tornato..

Alessandro Grandoni

Coppa Uefa 1991-92: la protesta di Mondonico

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Last modified on Sabato, 13 Febbraio 2021 17:32
Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

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