Ottobre 17, 2021

STORIE | Andriy Shevchenko, il fenomeno venuto dall'Est

Andriy Shevchenko con la maglia del Milan Andriy Shevchenko con la maglia del Milan

Un fenomeno con il fisico di un robot. Un goleador come francamente se ne sono visti pochi, per regolarità realizzativa e continuità di rendimento. Un attaccante capace di svariare, nel corso di tutta la sua carriera, da prima a seconda punta, aprendo lo spazio agli inserimenti delle mezzali. Un campione assoluto che risponde al nome di Andriy Shevchenko, nato a Dvirkivscyna, vicino Kiev dove si è trasferito con la sua famiglia all'età di 3 anni e da dove è costretto a scappare dopo il disastro nucleare di Chernobyl. Atleticamente aveva tutto, corsa, grande forza fisica, colpo di testa, capacità d'inserimento senza palla, dribbling, tiro dalla distanza. In quest'epoca di attaccanti completi, ossia capaci di saper giocare su tutto il fronte d'attacco e di scomparire quando serve (falso nove), lui è stato forse il primo vero prototipo, ed era fantastico.

Andriy Shevchenko - la Dinamo Kiev e il sergente Valerij

Attira l'attenzione giovanissimo di un talent-scout ucraino, che lo nota in una speciale prova di dribbling per l'ammissione alla scuola specialistica di Kiev. Non la supera, ma arriva la Dinamo Kiev e inizia il percorso nelle giovanili della più importante scuola calcistica ucraina e una delle maggiori dell'ex Unione Sovietica. Il suo primo campionato professionistico è datato nel 1994/95, quando da capocannoniere della seconda squadra della Dinamo con 12 reti, fa il suo esordio in campionato, nella Premier-Liga ucraina, in Shakhtar Donestk - Dinamo Kiev 1-3, mentre trova il suo primo e unico gol stagionale contro il Dnipro. Al suo debutto segna anche in Champions League, chiudendo con un gol in due partite e diventando capocannoniere della Coppa d'Ucraina con 6 reti in 8 gare, vincendo il trofeo cosi come il campionato e arrivando per la prima volta in Nazionale.

 

In attacco alla Dinamo di Lobanovski, fa coppia con Rebrov dominando di fatto il campionato ucraino per cinque stagioni consecutive. L'annata 1995/96 è caratterizzata da 16 gol in 31 gare di campionato (secondo in classifica marcatori, vinta da Rebrov), con Dinamo che si aggiudicherà anche la Coppa Nazionale. 2 invece saranno i gol in Champions di Sheva, entrambi messi a segno contro l'Allborg, compagine danese nelle qualificazioni. La stagione 1996/97 viene vissuta a metà a causa di un infortunio e le sue reti sono 6 in 20 partite totali, senza poter disputare la Champions League, ma sarà l'anno successivo quello che della definitiva esplosione. Vince un altro campionato e un'altra Coppa Nazionale, con 19 gol in 23 partite disputate in patria, ma è la Champions e il percorso nel Girone C a farlo diventare già grande. Match d'esordio ad Eindhoven con il Psv e vittoria, 1-3 con gol di Sheva. Si ripete nel 2-2 casalingo con il Newcastle di Shearer e va ancora a segno nel 3-0 al Barcellona. Non basta, perchè al Camp Nou il 5 Novembre 1997 regala una prestazione letteralmente sontuosa realizzando una tripletta nello 0-4 con cui la Dinamo abbatte i blaugrana. Chiude il tutto con la rete al Psv Eindhoven in casa, che vale i Quarti di Finale, da cui sarà eliminato dalla Juventus di Del Piero, Zidane e Inzaghi.

Discorso a parte merita il metodo d'allenamento del Sergente Valerij Lobanovski, che sarà approfondito in un apposito capitolo, dedicato all'ex Commissario Tecnico dell'Unione Sovietica ai Mondiali del 1986 in Messico e allo storico allenatore della Dinamo. Tornando a Shevchenko (uno dei pochi a reggere in pieno i metodi d'insegnamento del tecnico e la cosa sarà anche divertente i primi giorni a Milano), nel 1997 viene eletto miglior giocatore del campionato e miglior calciatore ucraino dell'anno. Nella stagione 1998/99, l'ultima a Kiev, segna 33 gol stagionali in totale, vincendo nuovamente il double (campionato e Coppa Nazionale) e per la prima volta la classifica marcatori del campionato ucraino con 18 gol.

 

Nella stessa stagione con raggiunge la Semifinale della Champions League, dove la Dinamo viene eliminata dal Bayern Monaco, che perderà la Finale al Camp Nou contro il Manchester United di Alex Ferguson. Sheva diventa, insieme a Dwight Yorke, capocannoniere della massima manifestazione continentale con 8 gol segnati, 10 considerando anche i turni preliminari (di cui tre in due partite inflitti al Real Madrid nei Quarti di Finale) e viene eletto miglior attaccante della competizione. Alla fine dell'anno si piazza al terzo posto nell'edizione 1999 del Pallone d'Oro. Chiude la sua esperienza in patria, vincendo 5 campionati e 3 Coppe d'Ucraina.

Andriy Shevchenko - l'arrivo al Milan

L'attaccante viene acquistato dal Milan per 23,91 milioni di Euro (47 miliardi dell'epoca) e l'annuncio viene dato prima dalla Dinamo Kiev e poi dalla società rossonera intorno al Maggio del 1999, per permettere un ambientamento in Italia migliore. Galliani e Braida ci avevano visto giusto, perchè Shevchenko va in gol nel suo secondo match ufficiale in rossonero, prima di campionato 1999/2000, Lecce - Milan 2-2, mentre l'esordio era arrivato nel ko di Supercoppa contro il Parma con risultato di 1-2 per gli emiliani. I rossoneri reduci dallo Scudetto 98/99 con Zaccheroni in panchina e la rimonta sulla Lazio di Eriksson, non vivranno una stagione esaltante, ma Andriy Shevchenko segna la bellezza di 23 gol in campionato, diventando capocannoniere nell'anno d'esordio, il secondo straniero a riuscirci dopo Platini. Due le triplette da ricordare, quella alla Lazio e al Perugia, mentre si classifica sempre al 3° posto nella graduatoria del Pallone d'Oro vinto dal portoghese Luis Figo.

La stagione successiva, iniziata con Zaccheroni e conclusa con Mauro Tassotti in panchina è anche migliore dal punto di vista realizzativo, con 24 gol in campionato e 34 in totale, contando anche Champions League e Coppa Italia. Sono 9 i gol messi a segno nella massima rassegna continentale, dalle due doppiette decisive nelle qualificazioni contro la Dinamo Zagabria, alla doppietta al Besiktas all'esordio nel Girone H. Segnerà ancora al Besiktas cosi come al Galatasaray nel Girone 2 e al Deportivo La Coruna, con Milan che venne eliminato dalla competizione.

La svolta per i rossoneri arriva a metà della stagione 2001/2002 con l'esonero di Fatih Terim e il ritorno, ma da allenatore di Carlo Ancelotti. I gol di Sheva sono 17 in 38 gare totali, contando anche i 3 in Coppa Uefa in una delle rare partecipazioni del Milan dell'epoca nella seconda manifestazione continentale, chiusa in Semifinale, dove i rossoneri vengono eliminati dal Borussia Dortmund. Milan che termina il campionato al 4° posto, fondamentale per l'accesso in Champions e per quello che sappiamo, che accadrà la stagione successiva.

 

Andriy Shevchenko - un rigore da Champions League

Sarà infatti il 2002/2003 a consacrarlo definitivamente, raggiungendo l'ambita Coppa dalle grandi orecchie, che in rossonero mancava dal 1995 (Finale con il Barcellona di Crujiff). Shevchenko in realtà non vive una stagione esaltante dal punto di vista realizzativo, a causa di un infortunio al menisco esterno del ginocchio sinistro, che lo lascia diversi mesi fuori dai campi di gioco. Segnerà un totale di 5 gol in 24 gare di campionato, chiuso al 3° posto, ma è in Champions League che da letteralmente il meglio di se. Gol al Lens in trasferta nel Girone G, gol decisivo contro il Real Madrid a San Siro (1-0) nel Girone 3. Va a segno nei Quarti di Finale con l'Ajax nel match di ritorno terminato 3-2 e deciso da Inzaghi e soprattutto, trova il gol qualificazione nel ritorno del derby di Semifinale contro l'Inter (0-0 l'andata, 1-1 il ritorno con gol nerazzurro di Martins). Nella Finale di Manchester contro la Juventus, è lui a decidere la lotteria dei rigori, battendo Buffon e alzando insieme ai suoi compagni la Champions League. Infine tre giorni dopo conquisterà anche la Coppa Italia con i rossoneri.

 

Il momento d'oro prosegue anche all'inizio della stagione successiva, siglando il gol decisivo nella Supercoppa Europea disputata a Montecarlo, 1-0 sul Porto di Mourinho, suo futuro allenatore, mentre è in campionato che da il meglio di se con 24 gol su 32 partite giocate, titolo di capocannoniere e Scudetto, con rete nel match decisivo a San Siro contro la Roma di CapelloAncelotti trova infatti la formula perfetta, con Kaka alle spalle del duo Sheva - Inzaghi oppure il famoso albero di Natale, dove l'attaccante ucraino è il perfetto terminale offensivo, in grado di aprire gli spazi per gli inserimenti di Seedorf e Kaka, senza contare la maestria di Pirlo. Sono 4 invece le realizzazioni in Champions League, con doppietta allo Sparta Praga nella gara di ritorno degli Ottavi e gol nell'andata dei Quarti con il Deportivo, 4-1 che verrà ribaltato dagli spagnoli nel ritorno.

 

La stagione 2004/2005 si apre come meglio non si poteva, con la tripletta decisiva nella Supercoppa Italiana contro la Lazio, disputata a San Siro e il Pallone d'Oro conquistato nel dicembre del 2004, primo calciatore ucraino a riuscire nell'impresa. In Serie A si ferma si fa per dire, a quota 17 reti su 29 gare disputate, con l'ausilio di 6 assist, mentre ancora in Champions da il meglio di se, con 6 gol su 10 gare, andando a segno consecutivamente con Celtic Glasgow (3-1 a San Siro) e la doppia sfida al Barcellona (1-0 e gol decisivo in casa e ko 2-1 al Camp Nou). Sarà decisivo anche ai Quarti di Finale di nuovo contro l'Inter (2-0 e 0-3), cosi come nel 2-0 interno al Psv Eindhoven. La Finale è contro il Liverpool, dove Sheva firma un assist per il 2-0 momentaneo di Crespo, ma i reds rimontano dallo 0-3 e ai rigori, l'ucraino si fa parare l'ultimo tentativo da Jerzy Dudek.

Si arriva cosi al 2005/2006, l'ultima in rossonero prima dell'approdo al Chelsea. Sigla ben 19 gol in 28 partite in campionato, mentre di nuovo in Champions chiude da capocannoniere della competizione, con 9 realizzazioni su 12 partite, con quaterna al Fenerbache, un record che condivide con Van Basten, Prso, Simone Inzaghi, Van Nistelrooij, Messi, Gomis, Mario Gomez, Lewandowski, Ibrahimovic, Luiz Adriano, Cristiano Ronaldo e IlicicMilan che viene eliminato dalla competizione dal Barcellona (futuro Campione d'Europa nella Finale di Parigi contro l'Arsenal).

 

Il 7 Maggio 2006 lascia il campo per via di un infortunio nel match interno contro il Parma, mentre il susseguirsi di voci sul suo addio e conseguente arrivo al Chelsea viene spento dallo stesso attaccante, dopo un incontro con il Presidente Silvio Berlusconi"È inutile nascondere le cose. Quando sono andato dal Presidente abbiamo parlato di tante cose, tra cui la possibilità di cambiare squadra. Per ora ne stiamo solo discutendo, non c'è nulla di deciso. Ma voglio chiarire che una mia eventuale partenza non sarebbe da mettere in relazione al mio rapporto con il Milan che resta affettuoso o ai legami con allenatore e compagni. Sarebbe una decisione presa esclusivamente per la mia famiglia. Voglio dire ai miei tifosi che sono e saranno sempre importanti per me. Dopo sette anni al Milan, devo valutare bene le cose". Dichiarazioni alle quali successivamente faranno seguito quelle che sanciscono l'addio definitivo: "Lascio per motivi familiari, ringrazio la società per tutto quello che mi ha dato e anche perché mi ha ascoltato e ha valutato la mia volontà di trasferimento. Non c'è un problema di rapporti e men che meno un problema economico".

Andriy Shevchenko - il Chelsea e il declino

Viene annunciato dalla società blues, con un comunicato il 31 Maggio del 2006. Shevchenko si unisce alla nuova squadra dopo i Mondiali in Germania, dove guida per la prima volta in assoluto l'Ucraina alla rassegna iridata. Segna due gol contro Arabia Saudita e Turchia, all'interno del Girone H, dove l'Ucraina si qualifica insieme alla Spagna. Viene infine eliminato dall'Italia di Lippi ai Quarti di Finale. Al Chelsea sceglie la sua maglia numero 7 e l'avventura inglese, inizia come meglio non si poteva in termini realizzativi. Gol del momentaneo pari (con bacio alla maglia da cui ne scaturirono polemiche tra i tifosi rossoneri) in Community Shield contro il Liverpool, nel match poi perso per 2-1. Al Chelsea però l'aria non è la stessa di Milano, l'ambientamento a Londra è complicato e il gruppo dei blues di Mourinho era già definito, con Drogba prima punta. Le apparizioni sono 30 in Premier League, con soli 4 gol all'attivo e 7 assist, mentre 3 sono i gol in FA Cup, cosi come in Coppa di Lega. E' sempre in Champions dove Sheva trova l'ispirazione migliore, andando a segno in 3 occasioni, con Levski Sofia nell'ultima gara del Girone A, nell'1-1 di Oporto ed è decisivo ai Quarti di Finale al Mestalla contro il Valencia. Chelsea che verrà eliminato in Semifinale dal Liverpool di Benitez (poi battuto in Finale proprio dal suo ex Milan).

 

La stagione successiva 2007/2008 è ancora peggiore, sia in termini di match disputati che di gol fatti, tanto da venir definito come il peggior affare degli ultimi dieci anni in Premier League dal Sun, tabloid inglese. Sono 5 i gol realizzati in campionato, uno solo in Champions League, contro il Rosenborg con Mourinho ancora in panchina (verrà esonerato dopo il match di ritorno con i norvegesi). Il Chelsea viene allenato per il resto della stagione da Avraham Grant e nella massima competizione europea, Sheva trova spazio solo per un minuto nella Semifinale di ritorno contro il Liverpool. Neppure schierato in Finale a Mosca contro lo United, che vincerà ai rigori.

Torna quindi al Milan, in prestito con diritto di riscatto, ma sarà una stagione totalmente incolore. Indossa 76 in luogo della numero 7, ora sulle spalle di Alexandre Pato e non va mai a segno in campionato, su 18 presenze totali, firmando soli 2 gol, uno in Coppa Uefa contro lo Zurigo e uno in Coppa Italia contro la Lazio. Chiude quindi definitivamente la sua esperienza al Milan con 127 gol fatti su 226 presenze in Serie A, contando anche Champions League, Coppa Uefa, Coppa Italia e supercoppe, sono 175 i gol realizzati in rossonero, secondo marcatore di tutti i tempi, dietro solo a Gunnar Nordhal con 221 reti.

 

Al Chelsea invece i numeri sono di 22 gol su 77 partite. Torna quindi alla Dinamo Kiev, firmando un contratto biennale e torna ad indossare la numero 7. Il campionato ucraino ora è dominato dallo Shakhtar Donetsk e la sua Dinamo chiude al secondo posto, Sheva gioca anche più dietro rispetto al passato e realizza 8 gol su 30 gare totali, con rete in Champions all'Inter futura Campione d'Europa nell'1-2 di Kiev. Nelle ultime due stagioni prima del ritiro le sue medie si alzano, con 16 gol su 32 gare nel 2010/2011 e 6 gol su 22 nel 2011/2012. Ufficialmente chiude la sua carriera all'Europeo del 2012 disputato in casa, dove va a segno con una doppietta nel match d'esordio dell'Ucraina contro la Svezia, vinto per 2-1. Ora è il Commissario Tecnico della sua Nazionale, incarico offerto già nel 2012 dal Presidente della Federazione Anatoliy Konkov, ma rifiutato da Sheva, perchè troppo prematuro a poco dal ritiro. Entra quindi a far parte dello staff di Mykhaylo Fomenko nel 2016 e sostituisce l'ex allenatore dell'Ucraina subito dopo gli Europei del 2016. Porta con se nel suo staff Mauro Tassotti.

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

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