Settembre 18, 2021

Ecco la scheda tecnica di Musa Juwara, attaccante del Bologna Primavera, classe 2001. Di seguito potrete trovare le sue informazioni anagrafiche, le caratteristiche tecniche, alcune informazioni sulla carriera e un video che lo descrive in alcune giocate.

 

DATI ANAGRAFICI

 

Nome: Musa Juwara

Nato: 26 dicembre 2001

Ruolo: attaccante

Squadra: Bologna Primavera

 

LA CARRIERA

 

Dopo la trafila nel settore giovanile del Chievo Verona, nell'estate del 2019 passa al Bologna. Con i clivensi, due stagioni fa, si fa subito notare mettendo a segno, da giovanissimo, la bellezza di 8 reti e due assist tra le gare disputate in campionato e quelle del Torneo di Viareggio. A fine stagione, il 25 Maggio 2019, arriva anche l'esordio in Serie A con la maglia del Chievo, nella sfida contro il Frosinone. Un bottino che spinge il Bologna ad investire su di lui. Nel campionato 2019-20 trova la sua definitiva esplosione in Primavera.

Con la maglia rossoblù, infatti, gioca tra campionato e coppa 19 partite, realizzando 11 reti e fornendo 5 assist ai compagni. Numeri che convincono anche Sinisa Mihajlovic a tenerlo in considerazione. Il ragazzo, infatti, va spesso in panchina in Serie A e scende nuovamente in campo nella massima serie il 7 febbraio 2020 contro la Roma, negli ultimi 4 minuti. Poi ancora due presenze consecutive, prima con il Genoa per 11' e poi con l'Udinese per 8'. Con i bianconeri, inoltre, Juwara aveva già giocato un'intera gara nella sfida persa a dicembre 2019 in Coppa Italia. 

 

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

 

Attaccante di razza, capace di vedere la porta ed approfittare della più piccola distrazione della squadra avversaria. Si tratta di un giocare che ama svariare, partendo spesso anche esternamente, sia da destra che da sinistra, anche se il meglio di sè lo dà all'interno dell'area di rigore.

Velocissimo, dotato di discreta tecnica, si fa trovare spesso al posto giusto nel momento giusto. E' ancora molto giovane, può migliorare ed essere uno dei prossimi protagonisti del massimo campionato. 

 

Musa Juwara, la scheda tecnica (Bologna U19)

 

Ecco la scheda tecnica di Fabian Pavone, attaccante che milita nel Pescara Primavera, classe 2000, ma di proprietà del Parma. Di seguito potrete trovare le sue informazioni anagrafiche, le caratteristiche tecniche, alcune informazioni sulla carriera e un video che lo descrive in alcune giocate.

 

DATI ANAGRAFICI

 

Nome: Fabian Pavone

Nato: 5 Febbraio 2000

Ruolo: attaccante

Squadra: Pescara Primavera (proprietà del cartellino del Parma)

 

LA CARRIERA

 

Si è messo straordinariamente in luce in questo Campionato Primavera. Dopo esser nato calcisticamente negli abruzzesi, è stato prelevato dal Parma che lo ha lasciati ai biancazzurri in prestito, fino al termine della stagione 2019-20. Dopo un buon torneo Under 17 nelle fila abruzzesi, due stagioni fa, nel 2018-19 diventa un perno importante della squadra che partecipa al Campionato Primavera 2 mettendo a segno 8 reti e 4 assist in 22 gare totali, tra campionato e coppa. Il Pescara ottiene la promozione, e nella stagione 2019-20 inizia a confrontarsi con i big della categoria.

Il salto di categoria non lo spaventa, tanto è che si consacra nella stagione 2019-20. 19 gare giocate tra campionato e coppa e score invidiabile, con 10 reti segnate e 4 assist. Questo è anche l'anno del suo esordio in Serie B nel calcio dei grandi: il 29 ottobre 2019 entra in campo nella sfida che il Pescara perde sul campo della Juve Stabia, poi altre due apparizioni contro Pisa e Spezia per un totale di 36 minuti nelle tre sfide. 

 

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

 

Fabian Pavone è un attaccante abile a partire da lontano, nel ruolo di trequartista, per poi sfruttare le sue migliori qualità. Brevilineo, fa della grande tecnica il suo punto di forza. Riesce spesso a risolvere le partite e dare una mano ai suoi con giocate estemporanee, difficilmente prevedibili. Un mix di fantasia e tecnica che gli consente sia di servire nel migliore dei modi i compagni, sia di andare direttamente a segno, come dimostrano le 10 reti messe a segno in stagione dove spiccano soprattutto quelle realizzate contro Inter e Fiorentina, per qualità e completezza del suo repertorio. Il cammino verso il calcio dei grandi è già tracciato. 

 

Fabian Pavone, la scheda tecnica (Pescara U19)

 

Con i campionati fermi a causa dell'emergenza Coronavirus, diamo uno sguardo alle statistiche del torneo Primavera. Oltre alla classifica dei bomber, infatti, c'è un altro dato che è capace di fotografare i giocatori più utili e decisivi del torneo, quello degli assist. Non poche le sorprese andando a scorrere la classifica di chi, nella stagione 2019-20, ha saputo mandare in gol con facilità e frequenza i propri compagni di squadra. 

 

STAGIONE 2019-20 - CAMPIONATO PRIMAVERA - LA CLASSIFICA DEGLI ASSIST

 

9 assist: Marigosu (Cagliari)

8 assist: Oddei (Sassuolo)

7 assist: Colombini (Inter)

6 assist: Ebongue (Genoa), Pellegrini (Sassuolo)

5 assist: Anzolin (Juventus), Vezzoni (Inter), Belardinelli (Empoli), Sgarbi (Napoli), Bove (Roma), Cangiano (Bologna), Traorè (Atalanta), D'Amico (Sampdoria), Juwara (Bologna)

4 assist: Cleonise (Genoa), Ruggeri (Atalanta) ,Brogni (Atalanta), Siatounis (Sampdoria), Persyn (Inter), Demirovic (Chievo Verona), Lombardi (Empoli), Zelenkovs (Empoli), Cambiaghi (Atalanta), Falbo (Lazio), D'Orazio (Roma), Ladinetti (Cagliari), Cortinovis (Atalanta), Pavone (Pescara), Colley (Atalanta)

L'ultimo titolo, in una stagione che alla fine avrebbe visto sparire la "vecchia" Juventus per come la conoscevamo. L'ultimo Scudetto Primavera, che i bianconeri si cucirono sulle maglie è difatti targato 2005-2006 e l'importanza di quella squadra, venne fuori ovviamente solo qualche tempo dopo, tra la retrocessione in Serie B e il successivo ritorno in Serie A, con ben 6 elementi di quella squadra nella rosa di Deschamps. Un campionato Primavera molto diverso, sia ovviamente da quello che conosciamo oggi, con la suddivisione in due categorie (Primavera 1 e 2), sia rispetto al precedente formato, con i famosi tre gironi suddivisi territorialmente, fase ad eliminazione diretta con Ottavi di Finale e Final Eight. Basti pensare che i raggruppamenti all'epoca erano addirittura quattro, tre da 13 compagini e uno da 12. Oltre alle società di Serie A e B, venivano incluse anche 9 società provenienti dall'allora Serie C1.

Juventus Campione Primavera 2005-2006 - il tecnico

Il tecnico era un certo Vincenzo Chiarenza, con un lungo passato da calciatore tra Sampdoria, Atalanta, Avellino, Bari, Taranto, Udinese, Lazio, Triestina e Novara tra le altre. Un ritorno in bianconero (da li era partita la carriera da giocatore, attaccante che mano a mano ha arretrato il suo raggio d'azione), per compiere l'intero percorso da tecnico nelle giovanili targate Juventus. Dagli esordienti ai giovanissimi, per poi salire man mano i gradini, fino alla Primavera, con esperienza chiusa nell'ormai lontano 2008, mentre l'ultimo incarico in ordine cronologico è stato al Como nel 2012. Un ciclo quello del tecnico nato a Termini Imerese, che a conti fatti è stato uno dei più vincenti nella storia bianconera in categoria, con oltre allo Scudetto, ben 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe Primavera e 3 Tornei di Viareggio consecutivi. Uno dei pochi a vincere in categoria, sia da calciatore che da allenatore.

                                                                                                         Vincenzo Chiarenza - Allenatore Juventus Campione Primavera 2005-2006

Juventus Campione Primavera 2005-2006 - la squadra

Da Claudio Scarzanella, portiere classe '86 oggi al Varzi a Stefano Dicuonzo, terzino sinistro. Da Andrea Rossi, una carriera trascorsa tra Parma, Latina, Salernitana, Brescia, Ternana e Teramo, a Domenico Criscito, allora protagonista con l'Under 19 bianconera e a oggi Capitano del Genoa, dopo un recente passato allo Zenit San Pietroburgo, dove passerà il testimone a Claudio Marchisio, senza alcun dubbio, vista 14 anni dopo, la vera perla nella rosa della Juventus Primavera dell'epoca.  Il "principino" cresciuto in bianconero con il numero 8 sulla schiena, con cui ha vinto 7 Scudetti, 3 Supercoppe Italiane, 4 Coppe Italia e un campionato di Serie B. Da Venitucci, Lanzafame (ora di proprietà dell'Honved) e De Ceglie (con un discreto trascorso in bianconero) a Volpe, Del Prete, Raffaele Bianco (ora al Bari in Serie C), al figlio d'arte Alessandro Bettega. Per chiudere con le punte, da Riccardo Maniero alla terza esperienza al Pescara, dove nella stagione in corso ha messo a segno 3 reti in Serie B a Michele Paolucci (che nel corso della sua carriera ha indossato tra l'altro anche le maglie di Siena, Palermo, Vicenza e Latina, con 17 gol in Serie A e 19 nella serie cadetta). A completare il tutto la fantasia di un certo Sebastian Giovinco (2 Scudetti e 2 Supercoppe con Antonio Conte), allora talento purissimo del settore giovanile bianconero e con una carriera, che prima del Canada e dell'Arabia Saudita (ora è di proprietà dell'Al-Hilal allenato da un certo Mircea Lucescu), parla di Empoli e Parma.

                                                                                                        Claudio Marchisio - centrocampista - Juventus Primavera

Juventus Campione Primavera 2005-2006 - la corsa tricolore

Un percorso senza intoppi nell'allora Girone A, concluso con 10 lunghezze di vantaggio sul Torino, 52 punti totali frutto di 17 vittorie, 4 sconfitte e un solo pareggio. Nei due derby stagionali, un successo per parte, con 1-2 bianconero nel match di ritorno. Giunta agli Ottavi di Finale, la Juventus viene accoppiata all'Albinoleffe, allora in Serie B e che nel secondo raggruppamento aveva raggiunto il quarto posto, con classifica avulsa che premiò i bergamaschi sul ChievoVerona e sui cugini dell'Atalanta, tutte a quota 42 punti. Il doppio confronto tra la Juventus di Chiarenza e l'Albinoleffe venne risolto in favore dei bianconeri solo nel match di ritorno (vinto per 0-2, dopo lo 0-0 dell'andata). Cosi Marchisio e compagni approdano alle Final Eight, con Milan, Roma (Campione d'Italia uscente), Palermo, Sampdoria, Torino, Udinese e Fiorentina.

                                                                                                                               Sebastian Giovinco - attaccante - Juventus Primavera

Il percorso dei bianconeri partì da Pesaro, con il Quarto di Finale vinto per 1-2 sulla Sampdoria. Vantaggio di Venitucci e gol decisivo di Paolucci, nel mezzo il momentaneo pari blucerchiato con Foti. Dall'altra parte del tabellone, è la Fiorentina a farsi luce, con l'1-2 ai supplementari sulla Roma. Nei viola giocava un giovane Danilo D'Ambrosio, oggi all'Inter di Antonio Conte. Mentre tra le curiosità, c'è Torino - Milan decisa da Ardemagni, attuale attaccante del Frosinone. Si arriva così alle due Semifinali, che vedono a Pesaro il 6 Giugno 2006, il confronto tra Fiorentina e Milan, con botta e risposta iniziale e gol decisivo di Masi, mentre a Rimini la Juventus elimina il Palermo, vincendo per 2-3, con doppietta di Paolucci e gol di Sebastian Giovinco. I gol nella Finale di Rimini, sulla Fiorentina di Cadregari, portano la firma di Criscito dopo sei minuti del primo tempo e ancora di Paolucci (4 marcature totali nelle Final Eight) dopo la mezzora. Quella stessa Rimini che solo qualche mese dopo, avrebbe visto l'esordio assoluto dei bianconeri in Serie B, dopo i fatti di Calciopoli. La fine di un ciclo, l'inizio di un'altra storia, anch'essa con il tempo diventata vincente. Di sicuro completamente un'altra epoca.

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

E’ il 24 Giugno del 1995 quando allo Stadio Oimpico, di fronte a 45.000 spettatori, la Lazio Primavera diventa campione d’Italia. E’ una squadra che ha al suo interno elementi in grado di scrivere la storia del calcio italiano, ma anche tanti ragazzi che non riusciranno ad avere lo stesso percorso. In panchina un uomo, Mimmo Caso, che il pubblico laziale aveva imparato a conoscere dieci anni prima, quando il tecnico allora giocatore faceva parte della squadra di Fascetti, capace di evitare la Serie C partendo da -9 (quando la vittoria valeva due punti).

E’ la Lazio di Sergio Cragnotti, quella che pochi anni più tardi sarà capace di salire sul tetto d’Italia e del mondo, con Zdenek Zeman in panchina con la prima squadra. In quegli anni, però, sono in tanti a guardare la formazione Primavera perché, qualche predestinato, sembra esserci.

In porta gioca un certo Flavio Roma che girerà l’Italia fino al 2001 prima di trovare la sua definitiva consacrazione con il Monaco, dove arriverà a disputare la finale di Champions contro il Porto di Mourinho. In difesa c’è un ragazzo che si è già affacciato in prima squadra, complice l’infortunio di Favalli. Si chiama Alessandro Nesta, fino a qualche tempo prima giocava a centrocampo, poi si è reinventato terzino sinistro ma ancora non sa che diventerà uno dei centrali difensivi italiani più forti di sempre. A centrocampo spiccano tra gli altri Domenico Cristiano e Daniele Franceschini, che farà anche il suo esordio con la prima squadra prima di affermarsi con Chievo e Sampdoria, ma è in avanti che la formazione biancoceleste può offrire il meglio. Oltre a Simone Lucchini, fanno parte del pacchetto avanzato un giovane che ha già esordito e segnato in Serie A e che risponde al nome di Marco Di Vaio, un predestinato per tutti gli addetti ai lavori, e Alessandro Iannuzzi, fantasista con il numero dieci capace di telecomandare le punizioni all’incrocio dei pali come pochi.

 

Nesta e Di Vaio con Mimmo Caso
Nesta e Di Vaio con Mimmo Caso

 

Quella Lazio vince il suo girone, all’epoca ce ne erano quattro, mettendo in fila Perugia, Fiorentina e Ancona, con la Roma quinta ed eliminata dalla fase finale.

Nel turno successivo i biancocelesti sono ancora protagonisti, arrivano primi nel gruppo con Torino, Atalanta e Reggina e si guadagnano il pass per le semifinali. La squadra di Caso se la vede con l’Udinese, vince all’andata per uno a zero e pareggio al ritorno 1-1), dall’altra parte del tabellone il Perugia fa fuori la Juventus. Si arriva cosi alla doppia finale di fine giugno.

La Lazio di Mimmo Caso sembra poter chiudere la pratica già nella sfida di andata in terra umbra. Dopo sette minuti Iannuzzi, in un anno di grazia, firma l’uno a zero, ma il Perugia non molla. Gioacchini al 30’ e un altro che farà parlare di se in Serie A, Cristiano Lucarelli, ribaltano tutto. Due a uno per il Perugia e tutto da decidere nella gara di ritorno.

Il 24 Giugno la sfida decisiva si gioca allo Stadio Olimpico, e la squadra Primavera della Lazio viene supportato dal pubblico delle grandi occasioni. Uno stadio mai cosi importante per questi giovani che hanno il compito di riportare a Roma uno scudetto che manca da tanto tempo (stagione 86-87, in una squadra con Fiori, Rizzolo e Saurini, tra gli altri). Bastano quattro minuti ai biancocelesti per rimettere le cose a posto. Ci pensa sempre lui, come fa spesso in quella stagione, Alessandro Iannuzzi, che al 4’ indirizza la sfera all’incrocio dei pali con il boato dell’Olimpico a celebrare il gesto (lo stesso boato che lo stesso Iannuzzi sentirà, l’anno successivo, in Serie A, quando in una fredda serata invernale siglerà il gol dell’1-1 contro il Torino).

 

Alessandro Iannuzzi con la maglia della Lazio
Alessandro Iannuzzi con la maglia della Lazio

 

La gara è più difficile del previsto, il Perugia preme, ma alla fine la Lazio riesce a conquistare il trofeo più ambito. Un titolo che in molti attribuiscono ai protagonisti in campo, da Roma a Iannuzzi, passando per Nesta e Di Vaio, ma che il popolo laziale tributa a Mimmo Caso, da poco uscito vincitore da una battaglia contro un male spesso incurabile.

Alcuni di quei giocatori faranno la storia, tra chi alzerà Coppe dei Campioni e Coppe del Mondo al cielo come Nesta, a chi segnerà valanghe di gol in Serie A come Marco di Vaio. Non tutti saranno protagonisti, altri si perderanno con il passare delle stagioni, come avviene spesso anche ai giovani di belle speranze, ma certamente nessuno toglierà mai a loro la gioia ed il ricordo di una giornata scolpita nel cuore di tutto il popolo laziale.

 

La rosa della Lazio Primavera Campione d'Italia 1995 

 

Ecco, di seguito, la rosa della Lazio Primavera, campione d’Italia nella stagione 1994-95:

PORTIERI

Roberto Mancinetti, Rocco Mattia, Flavio Roma

DIFENSORI

Antonello Calicchio, Fabio Desideri, Alessio Di Bisceglia, Ciro Di Nicolantonio, Marco Napolioni, Alessandro Nesta, Giovanni Orfei, Marco Piccioni, Matteo Sogliani, Paolo Zaccagnini, Mauro Zanini

CENTROCAMPISTI

Stefano Bellè, Domenico Cristiano, Daniele Franceschini, Emiliano Pala, Giacomo Paniccia, Gianluca Pietrucci

ATTACCANTI

Mirko Birzò, Marco Di Vaio, Daniele Federici, Alessandro Iannuzzi, Simone Lucchini

ALLENATORE

Domenico Caso

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