Aprile 01, 2020

Fabrizio Consalvi

Di favole meravigliose da raccontare ne è pieno il calcio, cosi come lo sport in generale. Se ci siamo emozionati ormai quattro anni orsono per la cavalcata vincente del Leicester di Ranieri, con Mahrez, Kante e Jaime Vardy protagonisti in campo, non possiamo che tornare ancor più indietro nel tempo per ricordare un certo Alan Shearer e Chris Sutton, i cosiddetti "SAS", un tecnico come Kenny Dalglish e una squadra del nord d'Inghilterra, il Blackburn Rovers, capace di sfidare prima e battere poi, niente meno che il primo grande Manchester United di Sir Alex Ferguson.

Per rendere l'idea della portata dell'evento di allora, bisogna sapere che Blackburn è una città del Lancashire che conta circa 105 mila abitanti e che attualmente si trova in Football League Championship (la nostra Serie B), con un club i "Rovers" che fino alla stagione 1994-1995 avevano vinto solo 2 titoli di Campioni d'Inghilterra, con entrambi che fanno riferimento al 1911-12 e al 1913-14, ossia antecedenti la Prima Guerra Mondiale. Parliamo di un titolo allora atteso da ben 80 anni.

 

Blackburn Rovers: la costruzione del titolo

Partiamo dalla stagione 1992-93 perchè è li che si posiziona il primo titolo di Campione d'Inghilterra per il Manchester United di Alex Ferguson, capace di riportare la Premier ai Red Devils dopo 26 anni e di aprire un ciclo, chiuso praticamente "solo" nel 2012-13 e dopo aver vinto 13 campionati, 5 FA Cup, 5 Coppe di Lega, 11 Community Shield (la Supercoppa), 2 Champions League, una Supercoppa Uefa e una Coppa Intercontinentale. Il tutto con tre squadre diverse fatte salve le fondamenta da cui Alex Ferguson ripartiva sempre, un portiere, un difensore Gary Neville prima, Ferdinand poi, Roy Keane prima e Paul Scholes poi, ma sempre e soprattutto Ryan Giggs.

Quello era lo United che comprendeva anche Eric Cantona e Paul Ince (che poi venne all'Inter). Due titoli di Campione d'Inghilterra consecutivi, ma soprattutto tornando al Blackburn quello del 1993-1994 vinto proprio davanti ai Rovers di Jack Walker, il proprietario di allora, Re delle acciaierie e Presidente del club fino all'infausto arrivo della nuova proprietà indiana (con doppia retrocessione patita negli ultimi anni e purgatorio che oggi si chiama Serie B inglese).

Blackburn Rovers 1994-95 - Lineup

Jack Walker, riporta i Rovers in Premier League nel 1992-93 e nel giro di un anno comincia a spendere per costruire uno squadrone. Come tecnico sceglie niente meno che Kenny Dalglish, scozzese e soprattutto ex bandiera del Liverpool, mentre già da un anno, dal Southampton, è arrivato un centravanti che "corre male ma calcia bene e soprattutto segna tanto": si chiama Alan Shearer e in seguito al Newcastle e in Nazionale continuerà a far parlare di se. Nell'estate del 1994 completa il tutto, portando al Blackburn il portiere Tim Flowers (il miglior portiere inglese insieme a Seaman dell'Arsenal nel dopo Peter Shilton). Infine completa il l'ingaggio dal Norwich di Chris Sutton, formando di fatto la "Shearer and Sutton" nome esatto della "SAS".

Blackburn Rovers: la cavalcata vincente

I Rovers scattano subito davanti a tutti. Per qualche giornata li insegue il Newcastle allenato da Kevin Keegan, che dopo una prima serie di vittorie si stacca a novembre. Poi a inserirsi ci prova il Liverpool, che ha due ragazzi promettenti di nome Fowler e McManaman, ma alla fine, in un campionato intenso (terzo arriverà il Nottingham Forest) restano in due a ballare: Blackburn e Manchester United.

I ragazzi di Alex Ferguson vincono lo scontro diretto dell’andata, ma sul più bello perdono Eric Cantona. E' il 25 Gennaio 1995 e lo United va in trasferta sul campo del Crystal Palace, il match non è dei migliori per "The King" che nella ripresa del match viene espulso, tra gli insulti del pubblico di casa. Gli epiteti arrivano uno dietro l'altro: Cantona li ascolta, li manda giù, ma alla fine reagisce. Si libera dalla stretta del magazziniere del Manchester e fa partire un calcio volante col destro che colpisce in pieno petto, con i tacchetti, il tifoso del Crystal Palace. In totale arriveranno 2 settimane di prigione (uscì immediatamente su cauzione) e ben 8 mesi di squalifica che ne hanno compromesso il resto della stagione, per lui e per lo United, ma su Cantona ci torneremo con un "Ritratto" a dovere.

 

Colui che diventerà Sir, ossia Alex Ferguson tornando al 1994-95 corre ai ripari e lancia fra i titolari Andy Cole, prelevato dal Newcastle poche settimane prima (formerà qualche anno dopo una splendida coppia d'attacco con Yorke). Cole segnerà 12 gol nelle 18 partite che conducono a fine torneo, il Man Utd vincerà col Blackburn anche al ritorno, ma ciò non basterà.

In una delle Premier League più pazze degli ultimi 30 anni, si arriva alla 32° e decisiva giornata. Lo United non va oltre il pari con il Tottenham, mentre i Rovers battono l'Arsenal effettuando il sorpasso decisivo. L'ultima giornata cita Liverpool - Blackburn e West Ham - Manchester United, con Shearer e compagni davanti di 2 punti (la stagione 1994-95 fù la prima effettiva ad assegnare tre punti a vittoria). A 30 minuti dalla fine le due gare sono esattamente sull'1-1 con il portiere del West Ham Ludek Miklosko che para di tutto a Andy Cole e compagni. Finirà 1-1 con United battuto sul filo di lana (non accadrà praticamente più per i successivi 20 anni) e con il Blackburn Rovers di Dalglish e Shearer Campione d'Inghilterra, seppur sconfitto per 2-1 ad Anfield Road.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Fabrizio Consalvi

Un nuovo folletto per la Dea Atalanta, cresciuto quasi in toto come tanti altri nell'ultimo periodo dalla società nerazzurra. Parliamo di Amad Traore, attaccante esterno della Primavera di Massimo Brambilla, ma che ha già fatto vedere di cosa è capace anche in Serie A. Piede mancino, classe 2002 e una posizione offensiva che lo porta anche a giocare su tutto il fronte d'attacco, anche ovviamente da trequartista.

Sono 6 i gol fatti registrare nella stagione attuale nel campionato Primavera 1, a fronte di 16 presenze e 5 assist. Un gol in Uefa Youth League e 3 assist su 6 presenze e precisamente contro il Manchester City in casa dei citizens. Infine esordio e gol in Serie A, lo scorso 27 Ottobre nel 7-1 interno dei nerazzurri di Gasperini contro l'Udinese, diventando il primo classe 2002 a segnare nel massimo campionato italiano. Solo 13 minuti per il primo gol tra i "grandi", mentre ha avuto scampoli di partita anche con Juventus e Parma, sempre all'odierno Gewiss Stadium, ex Stadio Atleti Azzurri d'Italia.

La carriera di Amad Traore

Perchè Amad Traore porta con se sin dall'inizio l'innata capacità di stringere i tempi, sin dal campionato Giovanissimi Nazionali (si chiamava ancora cosi nel 2016), deciso da sotto-età, lui 2002 vinse il tricolore con i classe 2001, con gol superbo in Finale contro la Roma, incantando di fatto per tutta la durata delle fasi finali (erano ancora Final Eight). L'ivoriano da li in poi ha praticamente sempre giocato sotto-età, con 23 gol totali su 41 presenze nel campionato Under 17 Serie A e B. Con la Primavera ha raccolto finora le maggiori soddisfazioni, con il titolo di Campione d'Italia vinto la scorsa stagione a cui è seguita la Supercoppa di categoria. Scoperto da Giovanni Galli (che lo propose alla Lucchese insieme al fratello Hamed Traore, ora al Sassuolo e prima all'Empoli).

Mancino come detto in precedenza ama partire da attaccante esterno sinistro, accentrarsi in area di rigore ed esplodere la conclusione, con dinamica simile anche dalla parte opposta. Con una punta di peso che ne sostiene il reparto offensivo, può diventare letale, come dimostrato negli ultimi anni con la Primavera di Massimo Brambilla, dove specialmente nella stagione in corso e ora fermata causa coronavirus. Con la sua Under 19 Traore in campionato è sempre partito dal lato opposto, ossia da attaccante esterno destro (da quella posizione sono arrivate tutte e 7 le reti stagionali nella Primavera). Per lui si prospetta un futuro prossimo ancora ovviamente in maglia nerazzurra, con Gasperini che presumibilmente dovrebbe portarlo tra i "grandi" in pianta stabile a partire dalla stagione prossima, avendo Traore tutta la qualità per arrivare ad alternarsi inizialmente ai vari Gomes, Ilicic e Muriel e Pasalic, ovviamente il tutto con i tempi giusti. Ceduto Kulusevski alla Juventus, ecco un altro talento vero, tutto made in Atalanta.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Proseguiamo il nostro viaggio all'interno delle venti squadre di Serie A, alla ricerca dei migliori giovani che fin qui hanno catturato l'attenzione, tanto da meritarsi la convocazione in prima squadra. Facciamo tappa a Bologna allora, con la Primavera di Emanuele Troise in piena corsa per la salvezza della categoria, fino all'attuale sosta forzata. Rossoblu in decima posizione nel campionato Primavera 1, frutto di 25 punti, raccolti con 8 vittorie e un pareggio, oltre a 12 sconfitte.

Bologna di Mihajlovic che invece un pò per via di vari infortuni, un pò per scelta, ha attinto a piene mani dalla rosa dell'Under 19 rossoblu. Dopo Atalanta, Inter, Juventus, Roma, CagliariFiorentina ed Hellas Verona andiamo a vedere con attenzione, quali sono stati gli elementi scelti da Sinisa Mihajlovic di volta in volta e quali invece potranno catturare l'attenzione nel prossimo futuro.

 

I migliori giocatori del Bologna Primavera

GABRIELE CORBO: Difensore centrale classe 2000, può giocare in alternativa anche come mediano, prelevato dal Bologna nell'estate del 2018 dallo Spezia, club dove è cresciuto. Per lui un totale di sole 2 gare con la Primavera rossoblu in campionato, più un match in Coppa Italia. Stabilmente nelle convocazioni di Sinisa Mihajlovic, vanta infatti 27 chiamate, con esordio in TIM Cup, contro l'Udinese. Presente nelle varie nazionali giovanili azzurre, esordio nell'Italia Under 20 avvenuto lo scorso 6 Settembre 2019. In passato ha contribuito alla promozione in Primavera 1 dei rossoblu, vincendo anche una Supercoppa di categoria.

MUSA JUWARA: Classe 2001, attaccante esterno, preferibilmente a sinistra ma può giocare anche sul lato opposto, nazionale del Gambia. Bologna che l'ha prelevato dal ChievoVerona la scorsa estate e con la Primavera di Troise ha fin qui messo a segno ben 13 gol in 18 gare tra campionato e Coppa Italia, oltre a 5 assist. Spesso chiamato in causa da Mihajlovic, con 13 convocazioni e 4 gare disputate. Esordio in Serie A avvenuto 7 Febbraio contro la Roma all'Olimpico, quando è entrato nel finale. Tre sono le presenze in tutto, con i successivi match con Genoa e Udinese. Una presenza anche in Coppa Italia contro l'Udinese.

ANDRI FANNAR BALDURSSON: Centrocampista centrale classe 2002, di nazionalità islandese. Per lui sono ben 21 le gare disputate con la Primavera di Emanuele Troise, tra campionato e Coppa Italia di categoria, con 2 gol all'attivo. Tre le volte in cui è stato chiamato in causa da Sinisa Mihajlovic, con esordio in Serie A avvenuto lo scorso 22 Febbraio contro l'Udinese. Con la Primavera rossoblu ha vinto la scorsa Viareggio Cup. Vanta infine 5 presenze nell'Islanda Under 19.

LEONARDO STANZANI: Ala sinistra classe 2000, ma può ricoprire indifferentemente tutti e tre i ruoli d'attacco. In stagione sono 13 le gare disputate con la Primavera rossoblu in campionato, più 3 in Coppa Italia di categoria, dove ha messo a segno un gol. Nelle fila dell'Under 19 rossoblu ha ottenuto la promozione lo scorso anno in Primavera 1, vincendo anche la Supercoppa, oltre al Torneo di Viareggio. Sono 3 infine le convocazioni ottenute da Sinisa Mihajlovic.

GIANMARCO CANGIANO: Attaccante sinistro classe 2001, può ricoprire anche il ruolo di trequartista oppure agire sulla fascia opposta. Di Cangiano e delle sue qualità abbiamo parlato ampiamente nello speciale dedicato. Prelevato la scorsa estate dalla Roma, ha fin qui totalizzato 8 gol su 18 presenze tra campionato Primavera e Coppa Italia. Chiamato in 3 occasioni da Sinisa Mihajlovic con i "grandi". Stabilmente tra i convocati nelle varie nazionali azzurre, vanta 6 le presenze con l'Italia Under 19.

 

LEONARDO MAZZA: Centrocampista centrale classe 2000, all'occorrenza può giocare a sinistra sempre nella zona mediana del campo, oppure avanzato da trequartista. E' il Capitano del Bologna Primavera, con cui in questa stagione ha totalizzato 17 presenze tra campionato e Coppa Italia di categoria, con 3 gol e 3 assist all'attivo. Infine 2 le chiamate ottenute da Sinisa Mihajlovic con i "grandi".

GABRIELE BOLOCA: Difensore centrale oppure all'occorrenza terzino destro classe 2001, in prestito al Bologna ma di proprietà della Juventus (con diritto di riscatto per i rossoblu e controriscatto a favore dei bianconeri), club che l'ha cresciuto calcisticamente. Con la Primavera del Bologna ha fin qui totalizzato 9 presenze tra campionato e Coppa Italia, mentre 2 sono le convocazioni ottenute in prima squadra. Nazionale romeno, milita nell'Under 19.

FEDERICO BONINI: Difensore centrale classe 2001, al Bologna dallo scorso Gennaio ma di proprietà della Virtus Entella. Vanta in questa stagione 5 presenze tra campionato Primavera 1 e Coppa Italia con un gol, più una presenza in Primavera 2 quando era all'Entella. Con il club ligure ha già disputato ben 3 gare in Serie B con esordio tra i "cadetti" avvenuto lo scorso 5 Ottobre contro il Crotone. Vanta infine 2 convocazione ottenuta a Sinisa Mihajlovic

DENIS PORTANOVA: Difensore centrale classe 2001, figlio d'arte di Daniele Portanova e fratello di Manolo Portanova (calciatore della Juventus Under 23). Prelevato dal Torino che l'ha lasciato in prestito ai rossoblu, con cui ha disputato 17 gare tra campionato e Coppa Primavera. Infine una convocazione ottenuta con i "grandi".

DION RUFFO LUCI: Centrocampista centrale classe 2001, prodotto del settore giovanile dei felsinei, con cui ha vinto una Supercoppa Primavera alla fine della scorsa stagione. Con l'Under 19 di Troise ha fin qui totalizzato nell'annata in corso 17 presenze tra campionato e Coppa di categoria con 2 assist all'attivo. Una convocazione ottenuta con i "grandi".

MARCO MOLLA: Estremo difensore classe 2002, prelevato dal Prato nell'estate 2018. Sono state 19 le gare fin qui totali con la Primavera rossolblu, tra campionato e Coppa Italia, con 37 gol subiti e 4 cleen-sheat. Inoltre ha ottenuto una convocazione in prima squadra.

 

 

 

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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Fabrizio Consalvi

 

Dopo aver analizzato quali sono i migliori portieri Under 21 secondo rendimento e valutazione, andiamo a fare lo stesso tipo di lavoro avanzando di qualche metro. Da Matthijs De Ligt centrale difensivo acquistato la scorsa estate a suon di milioni dalla Juventus a Todibo giovanissimo elemento di proprietà del Barcellona, ma in prestito allo Schalke 04, da Alessandro Bastoni dell'Inter a Marash Kumbulla dell'Hellas Verona vediamo quali sono i migliori difensori centrali sotto i 21 anni. Ben 3 hanno militato nel nostro campionato Primavera, uno è una vecchia conoscenza dell'Inter scudettata di Stefano Vecchi.

Top Under 21 - I migliori difensori centrali

MATTHIJS DE LIGT: Difensore centrale, classe '99 di nazionalità olandese. Non ha certamente bisogno di presentazioni, protagonista con la maglia dell'Ajax dov'è cresciuto nelle giovanili, arrivando fino ad indossare la fascia di Capitano della "prima squadra", condotta ormai un anno fa fino in Semifinale di Uefa Champions League. Con i lancieri ha vinto un campionato olandese e una Coppa d'Olanda, sotto la guida di Ten-Haag. Trasferitosi alla Juventus la scorsa estate per la cifra di 85 Milioni, ha fin qui disputato in bianconero 27 gare tra campionato, Champions e Coppa Italia, con all'attivo 2 reti. Primo anno in Italia tra alti e bassi, con ambientamento iniziale con qualche difficoltà e prestazioni in crescendo fino allo stop, causa coronavirus. Già nazionale olandese, con 21 presenze con in maglia orange, condite da 2 reti. Ha praticamente saltato l'Under 21, con cui ha totalizzato solo 6 presenze.

 

OZAN KABAK: Classe '99 di nazionalità turca, cresciuto nelle giovanili del Galatasaray, con cui è arrivato fino all'esordio in Super Liga (Serie A). Preso nell'estate 2018 dallo Stoccarda per 11 Milioni, nel primo anno in Germania ha totalizzato 17 presenze in Bundesliga, con 3 reti all'attivo. La scorsa estate è stato prelevato dallo Schalke 04 per 15 Milioni e nella regione della Ruhr ha disputato 21 partite tra Bundesliga e Coppa di Germania, con all'attivo 3 gol e 1 assist, prima di un infortunio alle vertebre che ne ha decretato lo stop, fino alla prossima stagione. Ha effettuato l'esordio con la nazionale maggiore turca lo scorso 17 Novembre nel match valido per le qualificazioni europee contro Andorra.

BOUBACAR KAMARA: Classe '99 francese, all'occorrenza può giocare anche da mediano di centrocampo oppure da terzino sinistro, oltre che ovviamente da difensore centrale, suo ruolo naturale. Di proprietà dell'Olympique Marsiglia con cui è cresciuto, dalle giovanili fino alla prima squadra. Nella stagione attuale, in Ligue 1 ha totalizzato 24 presenze e un gol, precisamente contro il Lille in casa, più 2 assist. Vanta anche 3 presenze in Coppa di Francia, con un gol all'attivo più una presenza in Coppa di Lega. Sempre presente nelle varie nazionali giovanili francesi, può vantare 5 gare in Under 21.

WILLIAM SALIBA: Classe 2001, altro nazionale francese, ma di proprietà del Saint-Etienne che ne ha detenuto il prestito dall'Arsenal, che lo ha già acquistato per 30 Milioni, lasciando un altro anno in Francia, dove nella scorsa stagione ha totalizzato 17 presenze totali. Nell'annata in corso ha invece già totalizzato 17 presenze tra Ligue 1, Coppa di Francia ed Europa League. Presente nelle varie nazionali giovanili francesi, vanta una presenza nell'Under 20.

ALESSANDRO BASTONI: Classe '99, di proprietà dell'Inter dove nella stagione in corso ha totalizzato 17 presenze tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. Man mano ha preso sempre più fiducia, ritagliandosi un posto nei tre del reparto difensivo di Antonio Conte. Ha siglato un gol contro il Lecce, lo scorso 19 Gennaio. Cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta, con cui ha vinto uno Scudetto Allievi Nazionali segnando in Finale contro l'Inter. Acquistato dai nerazzurri, ha trascorso la scorsa stagione in prestito al Parma (24 presenze e un gol in gialloblu). Sempre presente nelle varie nazionali azzurre, con 12 gare nell'Italia Under 21, con un gol all'attivo contro i pari-età della Croazia.

 

EVAN N'DICKA: Classe '99, terzo nazionale francese consecutivo. Di proprietà dell'Eintracht Francoforte, che l'ha prelevato nell'estate del 2018 dall'Auxerre, club con cui aveva fatto tutta la trafila, dalle giovanili alla prima squadra. In Germania ha totalizzato in questa stagione 25 presenze, suddivise tra Bundesliga, Coppa Nazionale ed Europa League, dove ha siglato anche un gol. Ha effettuato l'esordio nella Francia Under 21 lo scorso 9 Settembre 2019, contro la Repubblica Ceca.

MARASH KUMBULLA: Classe '99, di nazionalità albanese e di proprietà dell'Hellas Verona, club con cui è cresciuto dalle giovanili, fino alla Primavera e alla prima squadra, quest'anno allenata da Ivan Juric. In questa stagione, che di fatto lo ha lanciato nel grande calcio, ha totalizzato 19 presenze tra Serie A e Coppa Italia, con un gol all'attivo contro la Sampdoria, nel match disputato al Bentegodi lo scorso 5 Ottobre 2019, gara chiusa sul 2-0. Chiusura con l'esordio nella Nazionale maggiore albanese, avvenuto lo scorso 14 Ottobre contro la Moldavia (qualificazioni europee).

ZINHO VANHEUSDEN: Classe '99 di nazionalità belga, vecchia conoscenza del campionato Primavera con la maglia dell'Inter, club che lo ha prelevato giovanissimi dallo Standard Liegi. In nerazzurro sotto la guida di Stefano Vecchi, ha vinto un campionato Primavera e una Coppa Italia Primavera. Tornato allo Standard Liegi che l'ha prelevato due anni fà in prestito e la scorsa estate a titolo definitivo per 11 Milioni di euro. In Belgio ha vinto una Coppa Nazionale, mentre nella stagione corrente ha sin qui disputato 28 gare, tra Jupiler Pro League, Coppa del Belgio ed Europa League, mettendo a segno 2 gol, uno dei quali nella competizione europea rispettivamente contro l'Eintracht Francoforte. Ben 9 le presenze con 2 reti nel Belgio Under 21.

JEAN-CLAIR TODIBO: Classe '99 di nazionalità francese e di proprietà del Barcellona che l'ha prelevato nel Gennaio 2019 dal Tolosa. In blaugrana aveva raccolto due presenze con Messi e compagni, vincendo la Liga nella scorsa stagione, dopo le 10 presenze in Ligue 1 con la maglia del Tolosa (prima del trasferimento). Nell'annata in corso ha invece totalizzato 3 presenze (2 in Liga, 1 in Champions League contro l'Inter a San Siro, nell'ultima giornata del Girone F). Lo scorso Gennaio il Barcellona lo ha girato in prestito allo Schalke 04 con cui ha disputato 5 gare fin qui in Bundesliga e 2 in Coppa di Germania.

 

ETHAN AMPADU: Classe 2000 di nazionalità gallese e di proprietà del Chelsea, che l'ha girato per la stagione in corso al Lipsia, dove ha collezionato sin qui 7 presenze tra Bundesliga, Coppa di Germania e Champions League, dove ha fatto registrare ben 3 presenze contro Benfica e Lione all'interno del Girone G e negli Ottavi di Finale d'andata contro il Tottenham. Chiusura con le 5 presenze nella scorsa stagione nel Chelsea allenato da Maurizio Sarri, 9 infine le presenze nella nazionale maggiore gallese.

 

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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Pochi giocatori hanno alzato all'istante, sin dal loro arrivo il livello tecnico di una squadra, di per se già forte e ricca di campioni. Uno di questi è stato Wesley Sneijder, che dall'immediato approdo all'Inter è stato sin da subito protagonista, ossia dopo 24 ore e nel derby. Ma l'esempio perfetto riguarda Ricardo Izecson dos Santos Leite, conosciuto ai più con il suo pseudonimo, Kakà. Classe e potenza, con una progressione in grado di spaccare letteralmente in due le difese avversarie. Perfetto completamento di un reparto di centrocampo che nel Milan d'oro di Ancelotti poteva contare sulla geometria di Pirlo, sulla quantità di Gattuso e su di un Seedorf a tratti sublime. La scintilla di quel reparto che andava ad innescare all'occorrenza Shevchenko e Inzaghi arrivava dal numero 22, che nel suo primo periodo al Milan, era semplicemente imprendibile.

Nasce calcisticamente al San Paolo, dove chiude tutta la trafila delle giovanili e fà il suo esordio a 18 anni, nel Torneo Rio-San Paolo, siglando il suo primo gol in maglia tricolor tre giorni dopo, nel campionato Paulista (tra un campionato brasiliano e l'altro ci sono in terra verdeoro competizioni regionali) nella vittoria per 2-1 contro il Botafogo. Nel suo primo vero campionato nazionale chiude invece con un ragguardevole bottino a soli 18 anni di 12 gol in 27 partite, venendo inserito dalla rivista spagnola Don Balon nella lista dei migliori 100 giovani calciatori.

Figlio di un ingegnere è un brasiliano atipico, sfrutta si la sua classe, ma soprattutto una forza nelle gambe non comune, dotato di un accelerazione sui trenta metri a dir poco sublime. Giocatore completo, poteva usare entrambi i piedi e con ottimi risultati, oltre che nel ruolo a lui più congeniale di trequartista, veniva schierato all'occorrenza anche come seconda punta (nel famoso albero di Natale) o saltuariamente come esterno di centrocampo. Dotato di ottimo senso del gol, era anche un abile rigorista e ovviamente uomo-assist.
Particolare la sua esultanza, con braccia tese al cielo e occhi verso l'alto, dovuto ad un incidente di cui è stato vittima nel 2000, dov'è scampato alla paralisi. Da li, la sua forte fede cristiana. Noto anche per il suo impegno umanitario. Con la maglia del San Paolo ha vinto un Torneo Rio-San Paolo nel 2001 e un Supercampeonato Paulista nel 2002, venendo convocato dal Commissario Tecnico della Nazionale verdeoro Felipe Scolari per i Mondiali in Corea del Sud-Giappone dello stesso anno, dove con i suoi compagni diventa Campione del Mondo.

 

Kakà, il Milan e lo Scudetto

Il Milan grazie alla segnalazione e alla regia di Leonardo (all'epoca osservatore per i rossoneri) lo acquista per 8.5 Milioni di euro nell'estate del 2003, facendo il suo esordio in rossonero il 1° Settembre dello stesso anno in un Ancona - Milan 0-2, mentre il debutto in Champions League avveniva pochi giorni dopo contro l'Ajax a San Siro. Chiusura con il primo gol in Italia, nel derby contro l'Inter del 5 Ottobre 2003, siglando il gol del 2-0. Contribuisce in maniera decisiva alla vittoria dello Scudetto dei rossoneri di Ancelotti, con 10 reti in campionato e 4 in Champions League, dove il Milan viene eliminato dopo la straordinaria rimonta subita dal Deportivo La Coruna.

La stagione successiva firma 7 gol in campionato comprensivi di 9 assist, firmando la sua prima tripletta in Serie A contro il ChievoVerona, ma è in Champions League dove da il meglio di se, con doppietta allo Shakhtar Donetsk e assist nei Quarti di Finale di ritorno contro l'Inter, decisivo nella doppia Semifinale con il Psv Eindhoven dove firma all'andata i due assist per i gol di Sheva e Tomasson e soprattutto l'assist decisivo al ritorno, quando al 90' la rete di Ambrosini porta definitivamente il Milan nella Finale di Istanbul. Anche contro il Liverpool firma un assist e un gol nella lotteria dei rigori, con i rossoneri che subirono la famosa rimonta da 3-0 a 3-3, con ko ai penalty e Coppa ai reds. In crescita continua Kakà firmerà nella stagione 2005-2006 ben 14 reti in campionato e 18 sui 19 gol totali partendo da trequartista, ben 5 le reti in Champions League utili al Milan per raggiungere la semifinale persa, contro il Barcellona di Ronaldinho (un altro la cui stella si è eclissata fin troppo presto). E' però la stagione successiva, che Ricardo Leite trova la sua consacrazione.

Kakà, il Milan e la Champions League

Nel campionato 2006-2007 firma 8 gol e 6 assist, ma è nella competizione per club più importante al mondo che trascina i rossoneri verso quella che è stata definita come "la rivincita". Mette a segno ben 10 gol in 13 partite, con 3 assist a corredo. Va a segno in quattro delle prime sei gare del Girone H (dove sono inseriti i rossoneri), con gol all'Aek Atene, rete in Belgio contro l'Anderlecht e tripletta nel ritorno a San Siro (4-1). Gol negli ottavi contro il Celtic e a Monaco contro il Bayern nei quarti, fino alla doppia sfida con il Manchester United di un giovane Cristiano Ronaldo, dove trascina i rossoneri con due gol sublimi all'Old Trafford e da il la alla rimonta nel ritorno di San Siro (3-0), con una rasoiata sul primo palo. Ad Atene nella Finale contro il Liverpool il vero protagonista è stato Inzaghi, ma la Champions League vinta e il titolo di capocannoniere della competizione gli varranno a fine 2007 il Pallone d'Oro e il Fifa World Player, ultimo in ordine cronologico a vincere il trofeo prima del duopolio senza uscita Cristiano Ronaldo - Leo Messi (interrotto dal solo Modric nella scorsa stagione). Al debutto nel campionato 2007-2008, sul campo del Genoa, realizza una doppietta contribuendo al 3-0 finale, mentre cinque giorni più tardi, in occasione della Supercoppa Europea contro il Siviglia, sigla il definitivo 3-1. Infine vince con i suoi compagni il Mondiale per Club (la vecchia Intercontinentale), nella Finale contro il Boca Juniors, andando a anche a segno.

                                                                                                 Kakà bacia il Pallone d'Oro

 

Nel febbraio 2008 rinnova il proprio contratto con la società milanese, portando la scadenza al 2013, mentre ha segnato la sua seconda tripletta in campionato, terza con il Milan contro la Reggina, siglando ben 15 reti e contribuendo in maniera decisiva alla qualificazione dei rossoneri alla successiva Champions. In Europa sigla invece 2 gol su 8 partite, con Milan eliminato agli ottavi dall'Arsenal. Eguaglierà il suo record di gol stagionali (19) tra tutte le competizioni nel derby con l'Inter. Il lungo addio ai rossoneri era in realtà iniziato a Gennaio 2009, con la super offerta del Manchester City tra i 100 e i 120 Milioni, con il giocatore che rifiutò, con la famosa scena della maglia sventolata dalla finestra. La stagione lo portò comunque a realizzare il suo record di gol in Serie A, ben 16 con ultima marcatura contro la Fiorentina, ma l'addio era nell'aria e il Real Madrid trovò l'accordo con il Milan per 67,2 Milioni di euro.

 

Kakà, il Real Madrid e l'eclissi di un campione

Se al Milan aveva trovato la crescita e la definitiva consacrazione, inserito in una società che allora era un modello in un gruppo dai valori ben definiti, ben diversa è la questione al Real Madrid. Le merengues sono un club che per tradizione non coccola i suoi campioni, ma in un certo senso se ne serve, tenendo fede alla grandezza del Real (da Di Stefano a Raul, fino a Cristiano Ronaldo, senza eccezioni). Dove il fuoriclasse deve fare da solo. Il primo anno è condizionato dalla pubalgia, con prestazioni che ovviamente ne risentono. Firma il suo gol in blancos il 23 Settembre 2009 contro il Villarreal su calcio di rigore, mentre la prima doppietta arriverà nel match di ritorno con lo stesso avversario. Mette a segno un totale di 8 gol in Liga più uno in Champions, mentre la stagione successiva inizia con un intervento al ginocchio sinistro che lo costringe allo stop per 4 mesi. Chiude l'anno con 7 gol su 14 partite e la Coppa del Re, mentre la Liga è ancora del Barcellona.

Poco spazio, cosi come nella successiva stagione 2010-2011, con l'arrivo di Josè Mourinho segna comunque 5 gol in 27 partite, vincendo la sua prima Liga (secondo titolo nazionale dopo la Serie A vinta nel 2004), mentre in Champions i gol sono 3 su 8 partite (con Real eliminato dal Bayern ai rigori, con errore dal dischetto di Kakà, oltre che di Ronaldo e Sergio Ramos e bavaresi successivi Campioni, in Finale contro il Dortmund). Chiude la sua esperienza a Madrid nella stagione successiva, dove realizza le stesse medie dell'anno precedente, con 5 gol in 27 gare di Liga.

Il ritorno al Milan e gli ultimi anni

Torna in rossonero firmando un contratto di due anni, ma il Milan non è più lo stesso che aveva lasciato e lui non contribuisce in maniera significativa. Raggiunge comunque la ragguardevole cifra dei 100 gol in maglia rossonera nel 3-0 contro l'Atalanta, mentre trimbra la centesima presenza con il ChievoVerona siglando anche una doppietta. Chiude la stagione con 9 reti in 37 partite, l'ultima ad alto livello. Rescissione consensuale con i rossoneri che arriva il 30 Giugno 2014, firmando per l'Orlando City in Major League Soccer, con un periodo in prestito al suo San Paolo. In totale ha disputato 331 partite con la maglia del Milan, siglando 109 gol e 86 assist. Negli Stati Uniti d'America andrà a segno 24 volte su 75 partite, con 19 assist all'attivo. Decidendo di ritirarsi definitivamente il 17 Dicembre 2017.

Con il Brasile ha disputato ben 3 edizioni dei Mondiali, vincendo in Corea-Giappone nel 2002 e siglando il suo primo gol nella competizione iridata in Germania ai Mondiali 2006, nella prima partita dei verdeoro contro la Croazia. Chiuderà la sua esperienza con la maglia del Brasile con un Mondiale vinto e due Confederations Cup. Siglando 29 reti su 92 presenze con la Selecao.

Una delle vere sorprese della stagione in corso, anche se bloccata a causa del Coronavirus, è l'Hellas Verona di Juric e con esso la Primavera allenata da Nicola Corrent, finalista della Coppa Italia con la Fiorentina, dopo aver eliminato in semifinale in doppia sfida la Roma di Alberto De Rossi, dopo Frosinone e Cagliari rispettivamente nei Quarti e negli Ottavi di Finale. Prima volta per una squadra, che attualmente milita in Primavera 2, con quarta posizione attuale a quota 33 punti, in piena corsa per i play-off promozione, con Udinese e Spal.

I gialloblu sin dalla compagine di Juric presentano un età media piuttosto bassa (26,1) con solo tre elementi sopra i trent'anni, vale a dire il difensore Salvatore Bocchetti, il playmaker Miguel Veloso e ovviamente Giampaolo Pazzini. Diversi sono invece gli Under 21 messi in mostra oppure lanciati durante il corso della stagione, da Kumbulla (vero e proprio prodotto del vivaio gialloblu) e già preso dal Napoli a Claude Adjapong, preso dal Sassuolo, per finire con Andrea Danzi e soprattutto Eddie Salcedo arrivato in gialloblu via Inter. Vediamo però quali dei "Primavera" di Corrent, sono stati utilizzati nel corso di quest'annata e quali potranno essere utili nel momento in cui si dovesse riprendere l'attività, con uno sguardo attento anche sul futuro.

I migliori giocatori dell'Hellas Verona

LUCAS FELIPPE: Centrocampista centrale, classe 2000 di nazionalità brasiliana. Può ricoprire all'occorrenza anche il ruolo di centrocampista di sinistra oppure anche trequartista. In stagione con l'Under 19 di Corrent, ha disputato 15 gare, tra campionato e Coppa Italia con un bottino di 8 reti totali (3 in Primavera TIM Cup). Infine 4 le volte in cui è stato convocato da Juric senza però essere mai utilizzato.

BOGDAN JOCIC: Trequartista classe 2001, di nazionalità serba, prelevato la scorsa estate dalla Stella Rossa di Belgrado, dove aveva già fatto l'esordio in campionato con i "grandi", 3 gare corredate da un assist. Nella stagione attuale con la Primavera di Corrent, è stato utilizzato 20 volte tra campionato e Coppa Italia, con 3 gol all'attivo e 3 assist. Due infine le convocazioni ottenute da Juric, rispettivamente contro Bologna e Lecce. Presente nelle varie Nazionali giovanili serbe, con 2 presenze e un gol in Under 18 e 5 presenze in Under 19.

 

BERNARDO CALABRESE: Difensore centrale classe 2002, per lui ben 23 presenze nella Primavera di Nicola Corrent (il più utilizzato), con un gol fatto in Coppa Italia e 2 assist, suddivisi tra campionato e Coppa Primavera.

DESTINY UDOGIE: terzino sinistro classe 2002 e nazionale Under 19. In totale 15 match disputati con 3 gol all'attivo e 4 assist. Cresciuto nel Settore Giovanile dell'Hellas Verona, vanta anche 4 presenze nell'Italia Under 18 e altrettante nell'Italia Under 19.

MATTIA TURRA: Centrocampista centrale classe 2002, in stagione ben 20 gare disputate con l'Under 19 di Nicola Corrent, con 5 presenze in Coppa Italia, con 2 gol all'attivo e un assist.

PRECIOUS AMAYAH: Ala destra classe 2000, ben 24 le volte che è stato chiamato in causa da Nicola Corrent, con 4 gol all'attivo esattamente distribuiti tra campionato e Coppa Italia. Come Calabrese e Turra, fa parte degli indispensabili del tecnico dell'Under 19 gialloblu.

ADAMA SANE: Attaccante, classe 2000, senegalese di nazionalità, prelevato dalla Juventus a Gennaio 2018. In questa stagione in maglia gialloblu ha messo a segno 18 gol su 22 gare disputate, tra campionato (dove ha una media di un gol a partita, 15 su 16 gare) e Coppa Italia, corredati da 10 assist.

 

MATTIA FLORIO: Attaccante, classe 2003, protagonista spesso con l'Hellas Verona Under 17 dove ha realizzato 6 reti nell'attuale stagione, ma convocato in ben 4 occasioni da Nicola Corrent in Primavera, dove ha fatto il suo esordio nel match di Coppa Italia a Pordenone. Da tenere d'occhio nel prossimo futuro.

PHILIP YEBOAH ANKRAH: Punta centrale classe 2002, di nazionalità ghanese. Protagonista nelle giovanili gialloblu dov'è cresciuto, vanta nell'attuale stagione 22 match disputati tra campionato e Coppa Italia, con ben 8 gol messi a segno e 4 assist all'attivo.

NUNZIO BRANDI: Centrocampista classe 2001, all'occorrenza può ricoprire il ruolo di difensore centrale. Uno dei più utilizzati dal tecnico Nicola Corrent, con le sue 22 gare all'attivo tra campionato e Coppa Italia, con un gol fatto proprio in tale competizione e 3 assist.

 

                                                                                                                                                                                                               

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

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Un talento puro, capace di interpretare a meraviglia quasi tutte le posizioni offensive. Parliamo di Gianmarco Cangiano, attaccante esterno ora in forza al Bologna, dove se ce ne fosse bisogno, ha trovato probabilmente il suo definitivo trampolino di lancio. Nato esterno d'attacco come detto pocanzi, può esprimere le sue doti anche da trequartista o sul lato opposto. Nato a Napoli (figlio d'arte), ma cresciuto calcisticamente alla Roma, dove con i classe 2001 formava un reparto d'attacco di assoluto spessore già dall'Under 14, con Bamba sull'altro lato e Barbarossa centrale, il tutto rifinito da Alessio Riccardi. Non poche sono state le gare dove i giallorossi hanno fatto letteralmente impressione, specialmente nei vari tornei di categoria, contro Paris Saint Germain ad esempio e Barcellona (quello allora di Bernabè Garcia, oggi in forza al Manchester City di Guardiola e Txiki Beguiristain per intenderci).

LA CARRIERA DI GIANMARCO CANGIANO

In giallorosso raggiunge la Finale del campionato Under 15 Serie A e B sotto la guida di Valerio D'Andrea, match poi perso per 1-0 con l'Atalanta ormai quattro stagioni orsono, con gol decisivo di Traore. Cangiano si toglie però il gusto della rivincita due anni più tardi, dove con l'Under 17 sigla un totale di 7 gol in 20 partite totali, tra regular-season e Fase Finale, conclusa con la vittoria tricolore sui bergamaschi per 3-2.

L'esordio in Primavera arriva la stagione successiva ed è datato 15 Settembre 2018, in un Roma - Sassuolo, mentre nella settimana seguente mette a segno la prima tripletta in categoria contro il Milan in trasferta. Una conclusione di destro a giro chiusa all'angolino basso, una girata di sinistro dopo inserimento in area di rigore e una stoccata sotto porta dopo aver tagliato l'area di rigore. Il Milan sembra essere nella passata stagione una delle sue vittime preferite, con tripletta ripetuta anche nel match di ritorno, mentre sigla un gol all'esordio in Uefa Youth League a Madrid, contro il Real, con giallorossi sconfitti per 3-1. Due le convocazioni ottenute tra i "grandi", rispettivamente contro la Spal e il Milan, entrambi i match disputati all'Olimpico.

GIANMARCO CANGIANO AL BOLOGNA

In estate arriva il trasferimento al Bologna e con i felsinei allenati da Emanuele Troise completa il percorso di maturazione, siglando nella stagione per ora interrotta, ben 8 gol su 18 gare disputate, corredando il tutto con ben 5 assist, dimostrando inoltre una innata ormai capacità di adattamento, con un gol schierato da punta centrale, ben 4 ovviamente da esterno d'attacco a sinistra, 2 a destra e uno da trequartista. Tre finora le convocazioni ottenute da Sinisa Mihajlovic, due lo scorso Novembre contro Inter e Sassuolo e una recente, il 22 Febbraio in Bologna - Udinese, senza però essere entrato in campo. Sicuri che l'esordio arriverà presto, anche nel corso di questa stagione, se si dovesse concludere. Con la garanzia di un tecnico come Sinisa, che non ha di certo remore nel lanciare in Serie A i giovani (vedi Donnarumma ad esempio). Cangiano in fondo è ancora un Under 19.

Presente nelle varie Nazionali giovanili azzurre, vanta 5 presenze nell'Italia Under 18 con un gol contro i pari-età della Grecia. Sei invece le convocazioni ottenute con l'Under 19 azzurra, esordio avvenuto lo scorso 14 Agosto 2019 contro la Slovenia, con Commissario Tecnico Alberto Bollini.

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Da Plizzari a Diogo Costa, da Carnesecchi a Maarten Vandevoort. Sono tutti nella top 10 dei portieri Under 21, stilata secondo rendimento e valutazione. Dall'attuale estremo difensore del Livorno (di proprietà del Milan) e con un ormai piena esperienza tra Serie B e i due Mondiali Under 20 disputati, passiamo al giovanissimo portiere belga che con il Genk vanta già un campionato e una Supercoppa vinta nel suo paese, più l'esordio in Champions League avvenuto lo scorso dicembre contro il Napoli. Presenti, troviamo anche il francese Meslier, il portoghese Diogo Costa e un certo Gabriel Brazao, brasiliano di proprietà dell'Inter.

TOP UNDER 21 - PORTIERI

ALESSANDRO PLIZZARI: Classe 2000 che vanta già un enorme esperienza, con 34 gare complessive in Serie B, prima alla Ternana, poi al Livorno sempre ovviamente in prestito dal Milan, dov'è cresciuto calcisticamente. Nella stagione in corso sono 15 le gare disputate in maglia amaranto, con 29 gol subiti e 2 cleen-sheat. Come per Carnesecchi, sempre presente nelle varie Nazionali azzurre, con 14 presenze in Under 19, 9 in Under 20 dove ha disputato sia il Mondiale del 2017 arrivando terzo con l'Italia di Evani, sia più recente Mondiale svoltosi in Polonia (quarto posto dopo la finalina persa con l'Ecuador). Il contratto con il Milan scade nel 2023.

 

ILIAN MESLIER: Francese, classe 2000, di proprietà dell'Fc Lorient ma girato in prestito per questa stagione al Leeds United (Championship inglese) di Marcelo Bielsa. Tre le gare disputate in Inghilterra, 2 in campionato, una in FA Cup, con un gol subito e due cleen-sheat. Nella scorsa annata in Francia, 30 gare tra Ligue 2 e Coppa di Lega, con 32 gol subiti, mentre 11 volte ha mantenuto la porta inviolata. Stabilmente presente nelle varie Nazionali blues, attualmente presente nella Francia Under 21.

DIOGO COSTA: Classe '99, compirà 21 anni il prossimo 19 Settembre, portoghese e attuale secondo portiere del Porto. Per lui in stagione già 12 le gare disputate con 6 gol subiti e ben 7 cleen-sheat. Sempre presente nelle varie Nazionali lusitane con 19 presenze in Under 19, 10 in Under 20 e già 5 in Under 21. Contratto in scadenza, 2022.

RADOSLAW MAJECKI: Classe '99, di nazionalità polacca, milita nel Legia Varsavia, ma è di proprietà del Monaco. In Polonia ha già vinto un campionato, disputando nella passata stagione 26 gare complessive, tra campionato e Coppa, con 31 gol subiti e 11 cleen-sheat. Nel corso di questa stagione, prima dello stop aveva disputato 34 gare, comprese 8 nelle qualificazioni all'Europa League, con 27 gol subiti, 16 invece le volte in cui è riuscito a mantenere la porta inviolata. Presente nelle varie Nazionali della Polonia.

MARCO CARNESECCHI: Classe 2000, di proprietà dell'Atalanta ma in prestito al Trapani, con cui in questa stagione ha disputato 24 partite, comprensive di 45 gol subiti e 2 cleen-sheat. Campione d'Italia lo scorso anno con la Primavera bergamasca allenata da Massimo Brambilla, dove non è sceso in campo nella Fase Finale complice la convocazione ai Mondiali Under 20. Sempre presente ovviamente nelle varie Nazionali, con ben 14 presenze in Under 19, 3 le gare disputate con l'Under 20 allora di Nicolato e già 5 presenze in Under 21, esordio datato 6 Settembre 2019, in Italia - Moldavia 4-0.

 

GABRIEL BRAZAO: Classe 2000, di proprietà dell'Inter, via Parma che l'ha prelevato dal Cruzeiro nel Gennaio 2019. Attualmente è in prestito all'Albacete in Spagna. Promettente estremo difensore brasiliano, con la Nazionale Under 17 verdeoro ha vinto una Copa America di categoria. In questa stagione ha disputato 4 gare in tutto in terra spagnola, tra La Liga2 e la Coppa del Re, con 3 gol subiti e un cleen-sheat. Vanta 2 presenze nel Brasile Under 20.

MAARTEN VANDEVOORDT: Estremo difensore belga classe 2002, di proprietà del KRC Genk, dove seppur giovanissimo è il secondo portiere. In questa stagione vanta 12 presenze totali, tra campionato belga e Coppa Nazionale, più Uefa Youth League e l'esordio nell'ultima gara del Girone E contro il Napoli al San Paolo, 4-0 per i partenopei. Con il Genk ha vinto già uno Scudetto e una Supercoppa, mentre il suo percorso nella Nazionale belga arriva all'Under 19 con cui ha disputato 6 gare. Contratto in scadenza nel 2023.

 

KJELL SCHERPEN: Classe 2000 di nazionalità olandese, l'Ajax l'ha prelevato la scorsa estate dall'Emmen per 1.5 Milioni. 14 le gare disputate in stagione (nell'Eredivisie B, ossia Under 23 olandese), con 18 gol subiti e 5 cleen-sheat, sempre 14 invece le convocazioni ottenute da Ten-Haag, tecnico dei lancieri. Nella passata stagione all'Emmen ha disputato 35 gare (34 in Eredivisie e una in Coppa d'Olanda), con 72 gol subiti e 4 cleen-sheat. Ha fatto l'esordio nell'Olanda Under 21 di Van de Looi il 31 Maggio 2019, nel 5-1 degli orange contro il Messico.

DOMINIK KOTARSKI: Classe 2000 sempre di proprietà dell'Ajax, ma di nazionalità croata. I lancieri l'hanno prelevato nel Gennaio 2018 dalla Dinamo Zagabria con cui disputava la Uefa Youth League. E' l'alterego di Scherpen con cui si divide la porta dell'Ajax Under 23, per lui in stagione 13 gare disputate, 22 gol subiti e 3 cleen-sheat, 18 invece le convocazioni ottenute da Ten-Haag. Sempre presente nelle varie giovanili Nazionali, con 12 presenze nella Croazia Under 17, ben 7 in Under 19 e l'esordio in Under 20 arrivato lo scorso 6 Settembre 2019.

BERKE OZER: Classe 2000 di nazionalità turca, prelevato in prestito dal Westerlo ma di proprietà del Fenerbache. Nell'attuale stagione ha disputato 22 gare nel campionato Under 22 belga, con 23 gol subiti e 6 cleen-sheat. Presente nelle varie giovanili Nazionali, con 7 presenze nella Turchia Under 19.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Fabrizio Consalvi

Due Champions League con due squadre diverse, due Europa League con due squadre diverse, campionati vinti in Portogallo, Inghilterra, Italia e Spagna. Parliamo ovviamente di Jose Felix Mourinho, attuale allenatore del Tottenham e uno dei migliori tecnici in circolazione. Andiamo indietro nel tempo però, ripercorrendo le tappe della sua prima vera avventura, quella che gli ha permesso di arrivare immediatamente al grande calcio, di imporsi all'attenzione internazionale e di approdare al Chelsea di Abramovich. Parliamo del Porto, che in due anni fece il double europeo, Coppa Uefa prima - Champions League poi, dentro una stagione tutta particolare, con l'Europeo del 2004 finito in mano alla Grecia di Otto Rehhagel.

CELTIC GLASGOW - PORTO 2-3, LA COPPA UEFA

La prima grande perla di Jose Mourinho al Porto, oltre al campionato portoghese e alla Coppa Nazionale vinta nello stesso anno, fù la Coppa Uefa 2002/2003 (si chiamava ancora cosi), perchè è da quel punto che nacque la base di fondo su cui il tecnico diede poi vita alla stagione successiva. Una squadra prettamente portoghese, con due sole eccezioni, nel russo ex Roma Alenichev, rivitalizzato letteralmente dall'allenatore lusitano e da Derlei, attaccante brasiliano. Il modulo era com'è ovvio che sia il 4-3-3 che sarebbe diventato poi il suo marchio di fabbrica, 10 uomini dietro la linea della palla e ripartenze rapide. Vitor Baia in porta (un istituzione all'epoca in Portogallo). Linea a quattro formata da Paulo Ferreira e Nuno Valente ai lati, con Jorge Costa e Ricardo Carvalho, che segui il tecnico anche al Chelsea, dove formò un'ottima coppia difensiva con John Terry. Alenichev e Maniche le due mezzali, con Costinha play-maker. Le due punte erano Nuno Capucho e Derlei, dietro un certo Deco, altro elemento fondamentale nella costruzione del tecnico portoghese, portato al Chelsea come Carvalho e cercato nella sua prima estate all'Inter.

Il cammino verso la Finale di Siviglia diede al Porto il Polonia Varsavia prima e l'Austria Vienna poi, mentre dai sedicesimi gli avversari furono i francesi del Lens, poi agli Ottavi il Denizlisport e ai Quarti il Panathinaikos. In Semifinale il Porto eliminò la Lazio di Mancini (prima sfida tra i due). In quel di Siviglia dall'altro lato c'era invece il Celtic Glasgow di Larsson (una vera e propria macchina da gol all'epoca). Vantaggio portoghese con Derlei prima dell'intervallo, pari di Larsson ad inizio ripresa, 1-2 Porto con Alenichev, 2-2 ancora di Larsson, servirono i tempi supplementari e il gol decisivo ancora di Derlei. I lusitani tornarono a vincere un trofeo continentale dopo la Coppa dei Campioni 1986-1987, giocando una partita che è definita da Mourinho come "un grande esempio per quanti amano il calcio".

PORTO CAMPIONE D'EUROPA 2003-2004

Fù la stagione delle sorprese nel pieno senso della parola. La compagine di Mourinho aggiunse al suo arsenale Pedro Mendes (mezzala) e l'attaccante brasiliano Carlos Alberto, con Alenichev dalla panchina, cosi come Benni McCarthy, punta sudafricana. Il percorso del Porto ai gironi fù brillante, nonostante fosse inserito con Real Madrid e Olimpique Marsiglia. Pari all'esordio in casa del Partizan Belgrado e ko con le merengues in casa (1-3). Da li una serie di tre vittorie di fila e il pari a Madrid (1-1), che diede la qualificazione agli Ottavi di Finale, vera e propria svolta della stagione sia per il Porto, che forse dell'intera carriera per Jose Mourinho.

IL MANCHESTER UNITED - MOURINHO e LA CORSA

Fù la prima grande impresa all'Old Trafford, con qualificazione acciuffata all'ultimo istante, con la famosa ormai corsa del tecnico portoghese verso i suoi giocatori. All'andata era terminata 2-1 per il Porto e il ritorno contro Sir Alex Ferguson (che sarebbe diventato successivamente un grande amico-avversario) fù una gara ormai storica. United in vantaggio con Paul Scholes al 32' del primo tempo, pari e gol qualificazione di Costinha al 90'.

VIDEO, CHAMPIONS 2003-04: MANCHESTER UTD - PORTO 1-1

 

IL PORTO e LA CAVALCATA VERSO LA FINALE

Agli Ottavi si persero per strada Juventus e Bayern Monaco, eliminate rispettivamente da Deportivo La Coruna e Real Madrid. Il meglio di quell'edizione della Champions stava però per arrivare, perchè ai Quarti di Finale il super-Depor fece addirittura meglio. Da sempre squadra ostica per le italiane, rimontò il Milan di Carlo Ancelotti (quello di Maldini, Nesta, Pirlo, Gattuso, Kaka appena arrivato, Sheva, Inzaghi, Seedorf) dal 4-1 subito all'andata a Milano, con un sonoro 4-0 a La Coruna. Il Real non fece di certo meglio, venendo eliminato dal Monaco del momentaneo ex Morientes (era in prestito), mentre il Chelsea allora di Ranieri (l'ultimo anno in blues), fece fuori nel derby londinese l'Arsenal. Il Porto di Mourinho superando il Lione (2-0 in casa, 2-2 in Francia) si apri una strada in discesa verso la Finale di Gelsenkirchen. Nel penultimo atto arrivò proprio il Deportivo La Coruna, liquidato dopo lo 0-0 in Spagna, con il minimo sforzo ad Oporto.

PORTO - MONACO 3-0, MOU SUL TETTO D'EUROPA

L'ultimo atto fù anche il lascito su quella che sarebbe stata la sua carriera dopo quella Finale. Dall'altro lato il Monaco di Didier Deschamps allenatore, in certo Giuly, poi al Barcellona e anche al Milan e un giovane Evra. In porta c'era Flavio Roma, dalla panchina anche un esordiente Adebayor, che in quella Finale non mise piede in campo. Monaco che eliminò quello che di li a poco darebbe diventato il suo "futuro" Chelsea (storia che con altre squadre si ripeterà). Il Porto scese in campo con il suo classico undici, passando in vantaggio al 39' con Carlos Alberto, mentre nella ripresa fecero il resto Deco e Alenichev.

La conclusione con Mourinho che si toglie la medaglia è entrato di diritto nelle pagine di storia di questo sport, cosi come le successive dichiarazioni (alla presentazione da tecnico del Chelsea). "Please don't call me arrogant, but I'm European champion and I think I'm a special one", senza bisogno di traduzione, oppure: "Non sono preoccupato dalla pressione. Se avessi voluto un lavoro facile, lavorando con la grande protezione di quello che avevo già fatto, sarei rimasto al Porto – una bella sedia blu, una Uefa Champions League, Dio, e dopo Dio, io".

VIDEO, FINALE CHAMPIONS LEAGUE 2003-04: PORTO - MONACO 3-0

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Un tuttocampista dal futuro praticamente assicurato. Il vero gioiello del Settore Giovanile della Juventus, cresciuto sin dal 2015 tra le fila delle varie categorie dei bianconeri. Nicolò Fagioli sta arrivando al momento della verità, che presumibilmente coinciderà con la fine di questa stagione e l'inizio della prossima, al termine quindi del percorso in Primavera e con già abbastanza gare alle spalle con la Juventus Under 23. Massimiliano Allegri ex tecnico della Vecchia Signora, stravedeva per lui, per la semplicità di calcio e di visione di gioco che ha saputo far evolvere anno dopo anno e un calciatore cosi, da quelle parti viene lasciato crescere passo dopo passo.

LA CARRIERA DI NICOLO' FAGIOLI

Arriva in bianconero nel 2015, prelevato dalla Cremonese. Inizialmente gioca in posizione più avanzata, da trequartista sia nell'Under 14 che nella successiva Under 15, dove si mette in luce anche come realizzatore. Straordinaria ad esempio la stagione in Under 17 culminato con la Semifinale persa contro l'Atalanta), dove ha messo a segno 13 reti in 25 gare disputate, mentre nel frattempo da sotto-età aveva già fatto il suo esordio nell'allora Primavera di Alessandro Dal Canto con 7 presenze tra campionato, Viareggio Cup e soprattutto Uefa Youth League. E' la scorsa stagione che ne ha consacrato le doti, prima con il ritiro estivo con i "grandi", poi con 6 gol e 8 assist in 19 presenze totali, messi a segno con la Primavera passata agli ordini di Francesco Baldini.

Infine, in questi anni è stato un punto fermo delle varie Nazionali giovanili, rilanciate dalla. Il fantasista emiliano con l'Under 17 ha sfiorato il titolo europeo di categoria nel 2018, chiudendo con 14 presenze e 3 gol. Saltando di fatto l'Under 18 ha fatto il suo esordio con l'Italia Under 19 il 7 Settembre 2018, nella sconfitta per 0-1 con i pari-età del Portogallo, ma da allora ha collezionato 21 presenze, con un bottino di 2 reti.

E' questa come dicevamo la stagione della consacrazione, punto fisso della Primavera di Lamberto Zauli, con 5 gol messi a segno su 21 gare totali, tra campionato, Coppa Italia e Uefa Youth League, dove ha aggiunto 2 assist. Buono anche lo score con l'Under 23 di Fabio Pecchia, dove con 8 presenze (5 nel Girone A di Legapro, con un assist contro il Siena e 3 in Coppa Italia di categoria, dove la Juventus è in Finale).

Destro naturale, nel frattempo ha arretrato il suo raggio d'azione, fungendo soprattutto da play-maker basso davanti la difesa e aggiungendo al suo bagaglio, l'importante capacità di saper giocare su più ruoli del centrocampo, con specializzazione ovviamente dietro le due punte. Inserito dal giornale d'oltremanica "The Guardian" nella lista dei migliori talenti classe 2001, insieme a Salcedo e Pellegri, per quanto riguarda gli "italiani". Splendido il suo gol di destro a giro contro l'Empoli in quel di Vinovo, nella passata stagione, oppure con stessa manovra, la rete siglata a Genova. Emblematica per concludere, la rete realizzata quest'anno in casa contro il ChievoVerona, dal recupero palla al rientro sul destro, per arrivare alla finalizzazione. 

In questa stagione, la sua maturità tecnico-tattica è difatti cresciuta ancora, tanto da portarlo a giocare diverse volte a centrocampo, dove può ricoprire un po’ tutti i ruoli. Centrocampista centrale con compiti di sviluppo del gioco, interno di un centrocampo a due e infine può agire da mezzala di qualità e regia.

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