Gennaio 17, 2019

Alessandro Grandoni

Ecco la SuperClassifica delle società di Settore Giovanile Professionistiche che prende in considerazione i punti conquistati nei Campionati Primavera (1 e 2), Under 17, Under 16 e Under 15 relativamente alle formazioni di Serie A e B.  (per il Campionato Primavera 2, essendo una serie B, i punti conquistati sono divisi per due).  Aumenta il distacco della Roma, sempre più prima, nei confronti del Napoli che segue al secondo posto.

Più indietro Inter, Atalanta e Juventus che completano la Top Five. Sale il Milan che entra nelle prime dieci (nono posto), con Fiorentina, Genoa e Sassuolo che confermano quanto di buono fatto fino ad ora. Bene anche Bologna, Benevento e Lazio che, rispetto alle formazioni che le precedono, hanno diverse partite in meno che gli potrebbero consentire di scalare qualche posizione. 

 

LEGGENDA:

Punti conquistati in Primavera 1, Under 17, Under 16 e Under 15  PIENI

Punti conquistati in Primavera 2 (SUDDIVISI PER DUE) 

 

 

  SOCIETA' GARE GIOCATE PRIMAVERA UNDER 17 UNDER 16 UNDER 15 TOTALE
               
1 ROMA 53 26 36 32 32 126
2 NAPOLI 53 21 33 26 31 111
3 INTER 53 24 35 30 18 107
4 ATALANTA 53 32 30 25 17 104
5 JUVENTUS 53 24 27 26 24 101
6 FIORENTINA 53 28 27 12 31 98
7 GENOA 51 14 26 23 27 90
8 SASSUOLO 53 15 21 32 19 87
9 MILAN 53 11 23 25 27 86
10 BOLOGNA 50 14 24 20 27 85
11 BENEVENTO 49 6,5 23 34 18 81,5
12 LAZIO 49 11,5 22 27 21 81,5
13 TORINO 53 32 23 11 14 80
14 PALERMO 52 18 18 17 25 78
15 EMPOLI 53 11 27 19 20 77
16 SPAL 50 13 20 20 24 77
17 FROSINONE 48 7,5 12 25 30 74,5
18 HELLAS VERONA 50 8,5 19 20 23 70,5
19 PARMA 50 7,5 12 15 31 65,5
20 ASCOLI 49 9,5 20 21 11 61,5
21 CAGLIARI 50 17 16 6 22 61
22 SAMPDORIA 52 14 19 20 8 61
23 PESCARA 49 11 14 13 22 60
24 CHIEVO VERONA 53 13 15 18 6 52
25 BRESCIA 50 5,5 23 4 19 51,5
26 VENEZIA 50 9,5 11 12 17 49,5
27 UDINESE 53 12 7 17 12 48
28 PERUGIA 48 4,5 16 5 21 46,5
29 CREMONESE 50 7,5 14 13 11 45,5
30 SALERNITANA 50 2 12 15 16 45
31 CROTONE 47 5,5 14 17 6 42,5
32 LIVORNO 49 8,5 9 13 9 39,5
33 CITTADELLA 50 4 9 12 13 38
34 LECCE 49 9,5 9 7 12 37,5
35 PADOVA 50 7,5 2 19 9 37,5
36 SPEZIA 40 8,5 5 13 9 35,5
37 COSENZA 45 0,5 14 14 2 30,5
38 CARPI 50 5 6 11 5 27
39 FOGGIA 49 3 10 6 6 25

 

  SOCIETA' GARE GIOCATE PRIMAVERA UNDER 17 UNDER 16 UNDER 15 TOTALE
               
1 ROMA 53 26 36 32 32 126
2 NAPOLI 53 21 33 26 31 111
3 INTER 53 24 35 30 18 107
4 ATALANTA 53 32 30 25 17 104
5 JUVENTUS 53 24 27 26 24 101
6 FIORENTINA 53 28 27 12 31 98
7 GENOA 51 14 26 23 27 90
8 SASSUOLO 53 15 21 32 19 87
9 MILAN 53 11 23 25 27 86
10 BOLOGNA 50 14 24 20 27 85
11 BENEVENTO 49 6,5 23 34 18 81,5
12 LAZIO 49 11,5 22 27 21 81,5
13 TORINO 53 32 23 11 14 80
14 PALERMO 52 18 18 17 25 78
15 EMPOLI 53 11 27 19 20 77
16 SPAL 50 13 20 20 24 77
17 FROSINONE 48 7,5 12 25 30 74,5
18 HELLAS VERONA 50 8,5 19 20 23 70,5
19 PARMA 50 7,5 12 15 31 65,5
20 ASCOLI 49 9,5 20 21 11 61,5
21 CAGLIARI 50 17 16 6 22 61
22 SAMPDORIA 52 14 19 20 8 61
23 PESCARA 49 11 14 13 22 60
24 CHIEVO VERONA 53 13 15 18 6 52
25 BRESCIA 50 5,5 23 4 19 51,5
26 VENEZIA 50 9,5 11 12 17 49,5
27 UDINESE 53 12 7 17 12 48
28 PERUGIA 48 4,5 16 5 21 46,5
29 CREMONESE 50 7,5 14 13 11 45,5
30 SALERNITANA 50 2 12 15 16 45
31 CROTONE 47 5,5 14 17 6 42,5
32 LIVORNO 49 8,5 9 13 9 39,5
33 CITTADELLA 50 4 9 12 13 38
34 LECCE 49 9,5 9 7 12 37,5
35 PADOVA 50 7,5 2 19 9 37,5
36 SPEZIA 40 8,5 5 13 9 35,5
37 COSENZA 45 0,5 14 14 2 30,5
38 CARPI 50 5 6 11 5 27
39 FOGGIA 49 3 10 6 6 25

 

I giovani, sempre i giovani, perché bisogna puntare sui giovani, ma alla fine, questi giovani, perché non giocano mai?

La situazione italiana non è delle migliori, da questo punto di vista, ed il tema dei giovani ritorna in primo piano ogni qualvolta si presenta un fallimento delle nostre nazionali maggiori. Tutti al grido di “bisogna puntare sui giovani”, ma poi le squadre italiane, dei giovani, sembrano quasi fregarsene, tutti bravi a parole ma poi, nei fatti, di squadre che hanno il coraggio di puntarci veramente ce ne sono assai poche.

Guardiamo alla situazione presente in questo campionato, quello successivo, di fatto, al più grande fallimento della nostra nazionale con la mancata qualificazione al Mondiale in Russia del 2018.

Ad oggi, metà gennaio, fine del girone di andata, sapete quanti sono i giovani italiani che fanno fatto il loro esordio in Serie A in questa stagione? Tanti direte voi, se dobbiamo puntarci. E invece no.

I giovani italiani con meno di 21 anni che hanno fatto il loro esordio in questa stagione sono solo 4: Nicolò Zaniolo, Luca Pellegrini, Riccardo Sottil e Luca Matarese.

Oltre a loro mettiamoci anche Traorè dell’Empoli, non italiano, ma presente da diverso tempo nel settore giovanile dell’Empoli.

Di questi quattro, però, il solo Zaniolo al momento sembra avere un posto in pianta stabile in una prima squadra di Serie A, con dieci presenze all’attivo. Luca Pellegrini, terzino sinistro della Roma, dopo qualche apparizione che faceva ben sperare, è praticamente sparito dopo il calcio di rigore procurato in favore della Spal, come se un errore, se di errore si tratta, tutto da dimostrare, possa compromettere cosi la crescita di un ragazzo che deve giocare. Riccardo Sottil e Luca Matarese, purtroppo, fino ad ora hanno solo assaggiato il campo, due presenze per il primo e una per il secondo, quasi un contentino. E parliamo, soprattutto nel caso di Sottil, di un ragazzo  in grado, lo scorso anno, di fare la differenza nel Campionato Primavera, quello che dovrebbe preparare al grande salto. Un dato evidente anche dal fatto che, per vedere giocare uno spezzone a un giovane di cui da anni si parla nei settori giovanili italiani, Alessio Riccardi, classe 2001, abbiamo dovuto aspettare una gara di Coppa Italia di una squadra di Serie A, la Roma, contro una di C, con il ragazzo già diciottenne (ricordiamo i tanti italiani forti di un tempo esordire ancora ragazzini, e crescere sul campo), o Moise Kean, messosi in luce lo scorso anno e relegato a qualche minuto in Champions in questa stagione.

La situazione non è molto diversa se andiamo ad analizzare la situazione di quei giovani che hanno fatto il loro esordio in A nella passata annata, 2017-18. Di quelli sotto i 21 anni che hanno calcato per la prima volta il campo, sono ben pochi quelli rimasti nel massimo campionato professionistico italiano. Tra questi il maggiore esponente è probabilmente Gianluca Mancini dell’Atalanta (oltre a Musa Barrow, però straniero), seguono Meret (Napoli), Romagna (Cagliari) e Orsolini (Atalanta), con tutti gli altri che sono dovuti scendere di categoria per trovare minutaggio (i vari Antonucci, Caligara, Buongiorno, Zanellato, Crociata, Scamacca, Brignola) oppure rimanere in Primavera come Torrasi dopo 5 apparizioni in prima squadra.

Una situazione che fa capire quanto, nella realtà, le squadre italiane, sui propri giovani, puntano assai poco.

Il quesito ora è: ma perché? Sono le società, gli allenatori, a non avere il coraggio di puntarci? Oppure questi giovani, tanto sbandierati, in realtà non hanno le qualità per giocare in campionati importanti?

Una risposta difficile da dare, e che forse è il giusto mix tra le due cose. In Italia, la perenne ricerca del risultato, sicuramente mina le possibilità per società e tecnici di affidarsi ai giovani che, necessariamente, devono sbagliare per imparare. Anche i grandi del passato, quando si sono affacciati nel calcio che conta, hanno avuto difficoltà. Ci ricordiamo di Totti che faticava a trovare spazio, ad un passo dal passaggio alla Sampdoria, a Nesta bersagliato dalle critiche nelle prime gare da centrale difensivo come gli aveva imposto Zeman, fino a Pirlo, comprimario fino a quando prima Mazzone e poi Ancelotti non decisero di portarlo nel cuore del gioco. Tutti giocatori che hanno faticato ma che si sono poi affermati come grandi non solo del nostro calcio , ma del calcio mondiale. Tutti giovani che avevano bisogno di spazio, come quelli di oggi.

Una situazione, questa, che deve anche essere confrontata con quella degli altri paesi. Da qualche anno a questa parte, in Italia, si è deciso di puntare su rose molto ampie ma composte, principalmente, da giocatori affermati, magari anche avanti con l’età, ma di esperienza. Rose per squadre che fanno le coppe con 25-30 giocatori, dove lo spazio per i giovani manca. Conseguenza? Monte ingaggi cresciuto alle stelle (perché i professionisti, seppur attempati, costano), squadre poco dinamiche, nessuna novità. Negli altri paesi, invece, anche le squadre ritenute da tutti al top del calcio europeo, dai due Manchester, fino a Barcellona e Real, passando per Psg e le tedesche, hanno praticato politiche diverse. Diciassette – diciotto grandissimi giocatori, di quelli che fanno la differenza, e poi solo giovani, del ’99, del 2000 o del 2001, perché il futuro è li. Poco turnover e spazio ai propri giovani.

L’Italia, da questo punto di vista, è indietro anni luce, nelle scelte strategiche e nella cultura dei tifosi, che vogliono giocatori di grido anziché aspettare i propri prodotti.

Una riflessione, sicuramente, va fatta anche sui giocatori. Probabilmente di talenti nel vero senso della parola ce ne sono pochi, i Baggio, Pirlo, Cassano, Baggio, Signori, Vieri e Inzaghi di un tempo non ci sono, ma forse anche perché nei settori giovanili non si insegna più il calcio, ma si insegna a vincere. E per vincere, da giovani, essere alti e grossi è meglio di piccoli e tecnici, correre conta più di saper calciare. Forse i talenti ci sono, ma non si è in grado di coltivarli, o non si ha la pazienza.

Una cosa è certa, se si vuole cambiare bisogna innanzitutto procedere ad un cambio di cultura da questo punto di vista, spingere sui propri giovani, investire sui vivai (che non vuol dire investire andando a comprare i diciottenni all’estero già pronti) e lanciarli in prima squadra, perché un giovane è un investimento assai più sensato di un uomo di esperienza al termine della carriera.

Alessandro Grandoni

Un vero e proprio cambio di rotta. E’ stata questa la sensazione vedendo il nuovo Milan Primavera targato Federico Giunti. Con il nuovo anno, infatti, la compagine milanista si è ripresentata in Primavera con un nuovo tecnico, uno che al Milan ha scritto anche qualche pagina importante. Il girone di andata, chiuso all’ultimo posto del campionato, parla infatti di sole due vittorie, due pareggi e ben nove sconfitte, numeri che non possono essere accostati ad una squadra del blasone del Milan, anche se si tratta di Primavera.

La dirigenza, ringraziato Lupi, ha dunque affidato le redini a Giunti, uno che in campo sapeva far viaggiare il pallone e distribuire gioco, per ripartire e cercare di evitare una retrocessione amara da digerire.

Pronti via e subito la squadra è sembrata trasformata. La Sampdoria è stata infatti sconfitta con il punteggio di due a zero, frutto di una gara che non è certo sembrata una casualità. Sul fronte formazione i cambi non sono stati poi molti, il tecnico ha riproposto la difesa a quattro con tre centrocampisti e Maldini, ormai punto fermo di questa squadra, a ridosso di Capanni e Tsadjout.

Quello che ha fatto la differenza, però, nel match di sabato è stato soprattutto l’atteggiamento della squadra, l’attenzione, la voglia di farcela. Dal punto di vista tattico la squadra ha giocato il solito calcio, tenuto in mano il pallino del gioco nel primo ma è soprattutto in fase di non possesso che la formazione rossonera ha vinto la sua gara.

Fin dal calcio di rinvio avversario pressing alto ad impedire alla Samp di partire palla al piede dalla difesa, marcature preventive, grande attenzione con la conseguenza che i blucerchiati, specialmente nel primo tempo, hanno faticato non solo ad orchestrare azioni ma anche semplicemente ad uscire dal primo pressing rossonero. Daniel Maldini, decisivo in fase d’attacco con l’ennesimo gol, ha in realtà recitato un ruolo di primo piano anche e soprattutto quando la palla l’avevano gli avversari, andando in pratica a prendere a uomo Peeters, il play basso della Samp.

A centrocampo pressing costante e riconquista veloce del pallone con Brescianini e Sala sempre pronti a tamponare e Torrasi a distribuire gioco e palloni importanti. Se nel primo tempo la differenza l’ha fatta l’atteggiamento tattico dei rossoneri, bravi poi a capitalizzare con Maldini e Tsadjout in avanti, nel secondo tempo l’attenzione è stato il fattore principale che ha giocato a favore della formazione di Giunti.

La Samp ci ha provato ma stavolta l’undici rossonero non ha concesso praticamente nulla, se non un paio di palloni in pieno recupero. Una prova di maturità di una squadra che spesso, nei minuti finali, è sembrata perdersi ad un passo dalla meta.

Una vittoria non cambia la stagione, ma indubbiamente quanto fatto vedere da Torrasi e compagni può far ben sperare, la classifica in coda è davvero corta, con i rossoneri ultimi insieme all’Empoli, a 11, ma di fatto a quattro punti dalla salvezza diretta, un traguardo raggiungibile a patto di continuare sulla strada intrapresa.  

Alessandro Grandoni

E' on line il video della gara del campionato Primavera 1 tra Sassuolo e Torino con la vittoria degli ospiti per tre a zero. Buona visione. 

 

 

E' on line il video della gara del campionato Primavera 1 tra Juventus e Roma con la vittoria degli ospiti per tre a uno. Buona visione. 

 

E' on line il video della gara del campionato Primavera 1 tra Sampdoria e Milan con la vittoria degli ospiti per due a zero. Buona visione. 

E' on line il video con la vittoria della Lazio sul Torino nella semifinale del Memorial Halima Haider 2019. Buona visione. 

Vi ricordiamo che è possibile acquistare il video integrale dell'incontro (gara completa, audio ambiente, file da scaricare sul vostro Pc) al costo di € 10,00. Per info e ordini inviare email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

La Lazio vince e conquista la finalissima del torneo dove si troverà di fronte la Roma in uno spettacolare derby. Parte bene il Torino che si rende pericoloso sugli sviluppi di due corner, poi al 15’ ci prova Ciammaglichella con Magro che para a terra. La Lazio sfiora il gol al 17’ con Cannatelli, imbeccato  da Zanchetta, che a tu per tu con Brezzo non trova lo spazio per siglare. Il gol è solo rimandato perché al 18’ ci pensa Zanchetta, con un calcio di punizione telecomandato all’incrocio dei pali, a sbloccare l’incontro. Al 23’ episodio da moviola.

Il Torino calcia a rete prima con Ciammaglichella, Magro respinge, poi Serra sulla ribattuta mette fuori di poco. Il pallone, però, rimbalzando sul fondo entra in rete da un buco e l’arbitro, coperto, concede il gol. Dopo qualche minuto di discussioni il tecnico granata Fioratti chiede spiegazioni al suo giocatore che ammette l’irregolarità, tutto annullato ed applausi per l’ammissione del ragazzo granata.

La Lazio continua a spingere ed al 31’ trova il raddoppio con Brasili. Azione di Cannatelli sulla destra, cross basso al centro dove Brasili devia in rete per il due a zero. Il Torino non ci sta e sfiora la rete al 34’ con Gerarca che, di testa, colpisce in pieno la traversa. Passa un minuto ed arriva la terza rete laziale con Di Venanzio che serve Brasili, stop e tiro di collo destro all’angolino per il numero nove laziale che sigla la sua personale doppietta ed il tre a zero.

Nella ripresa il Toro lascia spazi alla Lazio che sfiora la quarta rete in apertura con Zanchetta e Cannatelli. I granata provano a rendere meno pesante il passivo con un paio di tiri da fuori area che però non hanno grande fortuna, poi nel finale ci prova anche Serra, di testa, con la sfera che termina alta. Finisce cosi 3-0 in favore dei biancocelesti di Tommaso Rocchi che festeggiano l’approdo alla finale (la seconda consecutiva, lo scorso anno persero con l’Inter) dove si troveranno di fronte la Roma.

Alessandro Grandoni

IN SERATA ON LINE IL VIDEO CON GLI HIGHLIGHTS DELL’INCONTRO

LAZIO – TORINO              3-0

LAZIO: Magro, Giranelli, Petta, Nazzaro, Petrucci (26’ st Oliva), Dutu, Cannatelli (28’ st Iobbi), Di Tommaso (35’ st Peroni), Brasili (25’ st Reddavide), Zanchetta (32’ st Armini), Di Venanzio. A disp.: Polidori, Milani, Giuffrida, Mazzola. All. Rocchi

TORINO: Brezzo, Broccanello, Gallone (6’ st Di Federico), Serra, Moretto, Coppola, Benrhouzile (6’ st Ascoli), Manissero (6’ st D’Abramo), Gerarca, Ciammaglichella, De Simone (6’ st Panetta). A disp.: Lando, Omorogbe, Luwana, Prete. All. Fioratti

MARCATORI: 16’ pt Zanchetta, 33’ pt e 36’ pt Brasili

E' on line il video della gara del Memorial Halima Haider tra Lazio e Juventus, conclusosi con la vittoria dei biancocelesti per uno a zero. Buona visione. 

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E' on line il video della vittoria del Torino Primavera sull'Inter per 4-0. Buona visione. 

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