Settembre 15, 2019

I segreti dell'Italia di Mancini

 

 

Dopo una serie di anni difficili, la nazionale italiana sembra essere finalmente tornata a competere come una volta. Sebbene ancora non attrezzata come le grandissime squadre del continente, soprattutto per via della mancanza di talenti assoluti, la nuova Italia di Roberto Mancini ha il piglio giusto di chi vuole recuperare una tradizione importante attraverso le vittorie e la concretezza. I dodici punti su dodici ottenuti fino ad ora nel gruppo di qualificazione al prossimo europeo, quello itinerante del 2020, sono la dimostrazione di un netto miglioramento in quanto a risultati, con l'aggiunta di un gioco più armonioso e sicuramente imperniato su un'identità più definitiva rispetto a due anni fa. Dopo la delusione per l'eliminazione dal mondiale 2018 in Russia, il quale sanciva la prima assenza dopo 60 anni, gli azzurri stanno provando adesso a tornare grandi, attraverso un processo graduale ma comunque costruttivo. Ma quali sono i segreti della riforma di Mancini? Andiamo a vederli.

In primis, l'ex tecnico dell'Inter e del Manchester City ha voluto puntare su un mix tra senatori e giovani di belle speranze, dando a Giorgio Chiellini la fascia di capitano e aprendo a realtà con uno sviluppo potenziale amplio come Zaniolo e Barella, tra i migliori giovani italiani della scorsa Serie A. Esperto conoscitore del calcio europeo, Mancini ha saputo da subito come motivare i suoi ragazzi. La vittoria per 2 a 0 sulla Finlandia nel primo match di qualificazioni aveva fatto capire immediatamente che l'Italia c'era. In seguito alla vittoria per 2 a 1 contro la Bosnia, tra l'altro in rimonta, gli azzurri si sono confermati come una delle forze principali delle qualificazioni in questo momento, sebbene per quanto riguarda le proiezioni alla coppa dell'anno prossimo la Spagna, la Francia e la Germania abbiano per ora più possibilità di vittoria secondo le scommesse live di Betfair. Queste tre nazionali contano con un bacino di giocatori superiore e con maggiore esperienza, oltre a non aver dovuto rifondare come l'Italia. Eppure la truppa di Mancini sembra essere finalmente convinta dei propri mezzi: la solidità della difesa e la completezza di un centrocampo dove Jorginho e Verratti assicurano geometrie sono i cardini principali del gioco azzurro.

In attacco, invece, sono tante le opzioni a disposizione del Mancio, il quale ha puntato anche sulla voglia di un senatore come Fabio Quagliarella, capocannoniere della Serie A l'anno scorso e giocatore più anziano di sempre ad andare in goal con la maglia azzurra. Ai suoi lati possono agire Lorenzo Insigne e Federico Bernardeschi, realtà attuali di Napoli e Juventus, mentre la possibilità di puntare su un fenomeno in divenire come Moise Kean ha fornito un quid in più all'attacco azzurro. Con ancora molta strada da fare, iniziando dal match fuori casa contro l'Armenia il prossimo 5 settembre, Mancini ha dimostrato comunque di aver messo delle ottime basi per la ripartenza di una nazionale azzurra motivata dall'impegno del prossimo europeo. Del resto, nel 2012 e nel 2016 l'Italia aveva fatto un'ottima figura durante la kermesse continentale, e Mancini non vorrà essere da meno l'anno prossimo.

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Last modified on Martedì, 30 Luglio 2019 12:20
Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

Direttore anche del portale di Calcio Giovanile e Dilettante della Regione Lazio www.fuoriareaweb.it

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