Marzo 29, 2020

INSIDE | Napoli - Barça, Gattuso batte Setién, Griezmann rovina la partita perfetta

Una strategia praticamente perfetta, quella di Rino Gattuso. Non sarà bella da vedere, spettacolare, entusiasmante, ma era forse l’unica chance per poter tenere aperta la qualificazione e sognare. Il pareggio per uno a uno forse non rende merito alla gara del Napoli, vicina alla perfezione per 89 minuti. Una distrazione, le maglie che si allargano, e il gol di Griezmann, per il resto difficile poter imputare qualcosa a Insigne e compagni.

Il tecnico l’aveva preparata cosi, talmente bene da portare il Barcellona fuori giri. Il modulo è lo stesso, 4-3-3 per il Napoli e lo stesso per i blaugrana, ma l’interpretazione completamente opposta. L’undici di Gattuso difende bassissimo, due linee, quelle di difesa e centrocampo, distanti non più di dieci metri con la palla agli avversari, Insigne e Callejon a fare i quinti a centrocampo e Mertens spesso sulla trequarti difensiva. Il Napoli, chiaramente, fatica a ripartire, non ci sono riferimenti in avanti ma va bene cosi. Il Barcellona, imbrigliato, non riesce a far gioco. La gabbia intorno a Messi funziona, Mertens scherma alla perfezione Busquets che non entra quasi mai nel vivo del gioco nel primo tempo, costringendo gli ospiti a far gioco con Pique e Umtiti, non certo due play. Vidal, nel Barca, viene schierato a sorpresa nei tre davanti con discreti risultati, difende e riparte, ma per superare la tenuta difensiva del Napoli serve altro. 

 

Le ripartenze, poi, sono fondamentali. In un paio di circostanze la precisione difetta ai partenopei, ma al 30’ su una palla rubata sulla trequarti offensiva, Mertens capisce che sarà forse l’unica palla buona del match e la spedisce in fondo al sacco, con Ter Stegen a guardare. Un primo tempo capolavoro, con il Napoli che soffoca qualsiasi velleità avversaria, con sacrificio, abnegazione, ripartenze, cattiveria e concentrazione.

Messi prova a cambiare la rotta tornando indietro a prendersi la palla ma alla fine sembra l’unico in grado di dare una scossa, Griezmann è il fantasma di se stesso e Rakitic e De Jong faticano a trovare spazi e ispirazione. La ripresa, in realtà, non è tanto diversa. Il Napoli rientra in campo con lo stesso atteggiamento, di chi non vuol far giocare e poi, se capita, ci riproviamo. Il Barcellona riprende a fare lo stesso gioco anche se prova ad alzare il ritmo. Il pallone scorre più velocemente ma la sostanza non cambia, almeno fino al 54’.

Mertens, toccato duro da Busquets, è costretto a lasciare il campo, entra Milik ma il contraccolpo c’è. Il Barca cambia qualcosa inserendo Arthur per Rakitic, tempo un minuto ed il Napoli stecca. Gli ospiti con il solito gioco fatto si passaggi disorientano la difesa del Napoli, non più concentrata su ogni palla, Semedo ha il tempo e lo spazio per infilare Mario Rui, palla al centro e Griezmann fa l’unica cosa buona della sua partita, mettendo dentro.

Per il Napoli è un colpo ma la squadra di Gattuso dimostra una tenuta mentale che spesso, in questa stagione, è stato difficile riconoscergli. I partenopei continuano a chiudere ogni varco ma alzano un po’ il loro baricentro. Il Barcellona, soprattutto se attaccato, soffre e la squadra di Gattuso ha almeno un paio di opportunità per fare male ma mira e cinismo non fanno parte del bagaglio azzurro, almeno per il momento.

Negli ultimi venti minuti la partita cambia, il Napoli spinge, pressa alto, il Barcellona gioca a riparte con Messi che ha un paio di ispirazioni che per poco non si tramutano in gol. La squadra di Gattuso tiene e ci prova, perché sa che con l’1-1 a Barcellona non sarà facile passare il turno. Alla fine, con il Barca che chiude in dieci per il rosso a Vidal, il pareggio sta stretto alla squadra di casa. Difficile poter chiedere di più a questo Napoli, serviva tenere aperta la qualificazione e ci sono riusciti, probabilmente tenere alta la concentrazione per tutti i novanta minuti era un’impresa impossibile, ed il Barcellona è stato bravo a fare il Barcellona nell’unica vera palla che ha avuto nel corso del match.

Si ripartirà dal Nou Camp, con il Barca che dovrà fare a meno di Busquets e Vidal, squalificati, in una partita che Gattuso dovrà, necessariamente, interpretare in maniera diversa. Non basterà chiudersi e forse ripartire, occorrerà segnare e fare gioco, e sarà interessante vedere come l’ex tecnico del Milan riuscirà a presentare una squadra con caratteristiche e atteggiamento completamente diverso rispetto a quello di ieri. Ieri, la gara a distanza con Setién, l’ha vinta lui. Aspettiamo fiduciosi il ritorno.

Alessandro Grandoni

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

Direttore anche del portale di Calcio Giovanile e Dilettante della Regione Lazio www.fuoriareaweb.it

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