Marzo 29, 2020

INSIDE | Lione - Juventus: Tousart segna il punto di non ritorno della stagione bianconera

Impalpabile ed irritante per un tempo, reattiva ma disordinata nella seconda parte di gara. Irriconoscibile per una gara di questo genere, dove la Juventus (andata con l'Atletico Madrid nella scorsa stagione a parte), nelle partite che contano davvero aveva finora sempre risposto presente. Una debacle però non improvvisa e arrivata al termine di un ciclo in cui le avvisaglie erano state molteplici, come le due sconfitte esterne a Napoli e Verona, mentre non bastano di certo i due successi su Brescia e Spal, per nulla indicativi.

Da un mese a questa parte il mondo bianconero vive su due lati opposti e questo è un discorso insito anche e soprattutto nella squadra. Da un lato chi segue effettivamente le direttive del tecnico, dall'altro chi è rimasto all'ormai vecchio mondo "allegriano" e compie enorme fatica ad andare avanti, seguendo in pieno le idee di Maurizio Sarri, infine elementi forse non ancora adatti a questa competizione, vedi Alex Sandro, vedi soprattutto Rabiot. In tutto questo emerge di fondo anche un problema mentale, perchè l'approccio alla gara di ieri sera è stato quanto di peggio si possa vedere in un match ad eliminazione diretta in Champions League.

           

Al Lione di Rudi Garcia è bastato giocare in maniera del tutto semplice il suo calcio, fatto di qualità in alcuni elementi (Aouar su tutti) e tanta corsa, ma con una difesa che specialmente nel secondo tempo ha fatto vedere i suoi limiti, anche se l'applicazione delle due linee strette nel 3-5-2 messo in campo dal tecnico francese, ha fatto si insieme alla poca cattiveria dei bianconeri, che la Juventus in 90 minuti più recupero producesse la bellezza di zero tiri nello specchio e solo tre vere occasioni da gol. Che nell'ordine sono, il sinistro di Dybala fuori di un soffio al 24' del secondo tempo, la conclusione di Danilo poco dopo, più quella di Higuain al 40'. Al netto anche dei due episodi da rigore, non concessi da Gil Manzano.

Seconda parte che va analizzata come da contraltare ad un primo tempo abulico, fatto di tanto possesso palla fine a se stesso dei bianconeri, con un Pjanic appena rientrato dall'infortunio e troppo lento per accendere la manovra, Dybala troppo solo, una compagine totalmente sfilacciata tra i reparti e il solo Cristiano Ronaldo, in perfetta solitudine a provare a creare qualcosa di concreto, da cui il cross per Cuadrado dopo il primo quarto d'ora. Al Lione è bastato quindi salire con la pressione, forte di una superiorità numerica a centrocampo dovuta ai suoi quinti, Cornet e Dubois, con quest'ultimo perfetto nell'occasione del gol decisivo a saltare sul lato sinistro Bentancur, con De Ligt fuori per infortunio e una difesa bianconera messa in modo pessimo, senza quindi possibilità di scalate verso il centro. A quel punto è stato facile per i padroni di casa effettuare il cross al centro, per Tousart pronto a battere Szczesny. Lione che dieci minuti prima aveva colpito anche una traversa, su azione d'angolo con Toko-Ekambi, lo stesso che prima dell'intervallo era andato vicino al raddoppio, dopo errore del duo Pjanic - Bonucci.

Una sconfitta che dovrà far riflettere la Juventus tutta, da Maurizio Sarri in primis ai giocatori stessi. Perchè remare in una stessa direzione per i bianconeri sarà fondamentale non solo per il ritorno, ma per il prosieguo dell'intera stagione. Juventus che nelle ultime stagioni ha sempre dato dimostrazione di saper ripartire da situazioni del genere, ritrovando fame e compattezza. Battere il Lione a Torino si può ovviamente fare, con una velocità di manovra che dovrà essere più efficace e con il pieno recupero di elementi fondamentali nell'intero quadro tecnico bianconero, come Chiellini appena rientrato o soprattutto come Khedira, vero uomo cardine del centrocampo. In quel di Torino il 14 Marzo non servirà un impresa simil Atletico dello scorso anno, ma ferocia e applicazione, caratteristiche che la Juventus ha nel suo DNA.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

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Last modified on Giovedì, 27 Febbraio 2020 11:41
Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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