Marzo 29, 2020

INSIDE | Juventus - Inter, la lezione di Sarri e la forza di una rosa di qualità nettamente maggiore

Doveva essere la partita dell’anno. L’atmosfera, la situazione, però, non ha aiutato. Proviamo a commentare tatticamente e tecnicamente una partita che, in realtà, di partita ha ben poco.

Proviamo, però, a descrivere quanto accaduto. Rispetto alla vigilia Sarri è il tecnico che rischia qualcosa in più, schierando una squadra a sorpresa con Bentancur, Ramsey e Matuidi in mezzo al campo lasciando in panchina Pjanic, mentre in avanti Douglas Costa e Higuain sono preferiti a Dybala. Conte non ha dubbi e schiera l’undici ampiamente preventivato, lasciando ancora in panchina Eriksen, probabilmente l’unico in grado di dare qualità e imprevedibilità al centrocampo nerazzurro.

Nel primo tempo l’Inter gioca una buona partita, riuscendo quasi sempre a interrompere le avanzate juventine grazie ad una squadra corta fra i reparti, pronta a sostenersi a vicenda. Il problema, per la squadra di Conte, arriva nel momento in cui c’è da costruire. La Juventus tiene bene il campo, soprattutto in difesa, con Lukaku e Lautaro che raramente riescono a ritagliarsi uno spazio importante.

Le uniche inventive arrivano sui cambi gioco interisti con la formazione di Sarri che non riesce subito a coprire tutti gli spazi sulle vie esterne. Il primo tempo, sostanzialmente equilibrato, vede lampi di luce solo nel momento in cui Ronaldo viene a prendere palla più basso e parte palla al piede, eludendo cosi il pacchetto difensivo di Conte.

Nella ripresa cambia tutto. La formazione di Conte parte sicuramente meglio della Juventus, la squadra pressa alta, riconquista la palla, gioca discretamente anche se, in avanti, manca sempre quel guizzo importante. La Juve sembra in difficoltà, incapace di reagire, ma al primo vero sussulto cambia tutto. Da una iniziativa di Matuidi arriva lo spunto decisivo, l’Inter sbaglia la copertura con l’errore decisivo di Skriniar, forse troppo spesso definito in anticipo come un campione, ed arriva la rete di Ramsey, che nella posizione di mezzala dimostra la bontà del suo acquisto, fino ad ora rimasto nascosto quando impiegato da trequartista.

Da lì in avanti c’è solo una squadra in campo. L’Inter, pur senza il boato dello Stadium, sparisce dal campo, spariscono le distanze, manca la cattiveria, la Juventus è assoluta padrona del terreno di gioco. Pressing alto, asfissiante, l’Inter non riesce ad uscire dalla sua metà campo denotando una qualità difensiva e a centrocampo decisamente bassa. Eriksen entra, tardivamente, sul terreno di gioco, e l’Inter dimostra di essere ancora più di un gradino sotto i bianconeri.

La partita, per contenuti tattici, finisce qui, per quelli tecnici basta aspettare Dybala per capire cosa è il calcio. Sarri batte Conte, la panchina bianconera dimostra di essere due categorie superiore a quella interista.  Due a zero e big-match in archivio. Juve – Inter si è giocata, ora forse è il caso di fermare tutto.

Alessandro Grandoni

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

Direttore anche del portale di Calcio Giovanile e Dilettante della Regione Lazio www.fuoriareaweb.it

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