Aprile 01, 2020

INSIDE | Atalanta - Valencia, il Gasp e quella partita "quasi"perfetta

Gasperini e quel capolavoro “quasi perfetto”. L’Atalanta batte il Valencia nell’andata degli Ottavi di Finale di Champions League con un punteggio, 4-1, che può far pensare decisamente positivo in vista del ritorno fra 15 giorni. Un’Atalanta spigliata, conscia della propria forza, forse per la prima volta in questa Champions.

La squadra nerazzurra non aveva iniziato con questo piglio la massima competizione europea, ma l’undici visto ieri sera ha confermato tutto quello che, ormai da qualche anno, si dice dei bergamaschi. Tatticamente la partita era indubbiamente interessante, per la diversa tipologia di approccio, di gioco e di idee delle due squadre.

Gasperini non tradisce il suo credo e schiera i suoi con un 3-5 2 molto mobile. Il problema nel riscaldamento di Djimsiti complica un po’ i piani con Caldara (per il Milan non era buono?) che torna titolare al centro della difesa, con Toloi sul centro destra e Palomino sul centro sinistra. Hateboer e Gosens presidiano come di consueti gli esterni, mentre al centro De Roon e Freuler fanno schermo davanti alla difesa, con Pasalic più libero ed in appoggio alla coppia formata da Ilicic e il Papu, con Zapata in panchina.

Una squadra che non vuole dare punti di riferimento al Valencia, alle prese soprattutto in difesa con seri problemi di formazione. Più scolastica l’impronta del giovane Celades, un 4-4-2 con Wass e Gaya esterni di difesa, l’inedita coppia centrale formata da Mangala e Diakhaby che sostituiscono Gabriel Paulista (due turni di stop per squalifica, non ci sarà neanche al ritorno) e Garay (rottura del crociato a inizio febbraio, stagione finita). A centrocampo Kondogbia è il recupera palloni centrale con Parejo destinato all’impostazione, Ferran e Soler fanno gli esterni di centrocampo con la coppia Maxi e Guedes in avanti.

 

INIZIA LA GARA, L’ATALANTA C’E’

Fin da inizio partita la squadra di Gasperini mette in campo tutte le sue qualità e caratteristiche. Costruzione dal basso, grande spinta sugli esterni, pressing a tutto campo con tecnica e fantasia in avanti. Il Valencia, di contro, prova a infastidire l’Atalanta andando a pressare i tre centrali atalantini in fase di uscita dalla difesa palla al piede, il pressing non è però organizzato e spesso Toloi e Palomino riescono facilmente ad eludere questa tattica. Dall’altra parte il Valencia rinuncia fin da subito a impostare, affidandosi anche in caso di rimessa del portiere, al classico lancio lungo a cercare la testa di un compagno.

La mossa del Gasp di mettere in avanti Ilicic e il Papu sortisce subito i suoi effetti. Mangala e Diakhaby non hanno un punto di riferimento centrale da marcare, come poteva essere Zapata, e vengono spesso risucchiati dall’arretramento dei due attaccanti dell’Atalanta. Si crea lo spazio ed è lì che vanno ad infilarsi i centrocampisti atalantini, con Pasalic che in apertura sbaglia un gol quasi fatto che sarebbe stata la perfetta realizzazione del piano del tecnico atalantino.

L’organizzazione difensiva del Valencia vacilla, l’Atalanta ha delle certezze in più, ed il primo gol mette in luce tutte le amnesie degli ospiti che si limitano a controllare, a distanza, Gomez permettendogli di fare palla al piede quasi venti metri ed entrare in area, da li e senza la possibilità di essere contrastato, per il Papu è quasi un gioco da ragazzi pescare il “quinto” Hateboer che chiude sul secondo palo e mette dentro.

LA REAZIONE VALENCIANA

Dopo il gol subito, però, il Valencia passa al contrattacco. Guedes e Soler iniziano a macinare e mettono in difficoltà la difesa atalantina in evidente difficoltà vista la diversa composizione del trio. Caldara, che disputa in generale una gara sufficiente, in qualche occasione perde contatto con gli avversari e da qui scaturiscono almeno un paio di azioni pericolose della formazione di Celades.

Nel finale del primo tempo, ci pensa Ilicic a sistemare le cose con un colpo da campione, perché la tattica è importante, la strategia, la psicologia, ma poi le partite le decidono, quasi sempre, i grandi giocatori, con lo slavo che trova un angolo incredibile con il destro.

ATALANTA PERFETTA, O QUASI

Nella ripresa ci si aspetta un cambio di passo del Valencia, che tarda ad arrivare. Parejo, che pur prova a predicare nel deserto, si limita a giocate scolastiche che non impensieriscono la difesa atalantina schierata. I problemi, per la squadra di Gasp, arrivano paradossalmente quando è proprio l’Atalanta ad avere il possesso del pallone. Sia nel primo che nel secondo tempo, infatti, i bergamaschi concedono troppe palle perse in uscita dalla propria difesa. La presenza di Caldara al posto di Djimsiti influisce, ma anche la tecnica dei difensori bergamaschi fa la sua parte perché, se un punto debole questa Atalanta ce l’ha, è proprio questo (come aveva evidenziato anche l’errore di Palomino contro la Roma in campionato).

I nerazzurri soffrono, e rischiano più del dovuto ma in avanti sono micidiali, complice anche una difesa, quella spagnola, a tratti imbarazzante. Freuler con un colpo da maestro trova l’angolo del 3-0, praticamente indisturbato, Hateboer in velocità elude il fuorigioco valenciano per il 4-0. Sembra la partita perfetta, ma in fondo questo Valencia almeno un gol se lo è meritato.

Quello che cambia un po’ le carte è l’ingresso di Cheryshev, attaccante non sempre prolifico sotto misura, che prima mette i brividi a Gollini e poi sigla a sorpresa il punto del 4-1, quello della flebile speranza spagnola nel ritorno. Gasperini intuisce che qualcosa si è inceppato, e con un cambio che può sembrar paradossale, inserisce Zapata, un attaccante, per Caldara, un difensore. Ma non è matto il Gasp, perché De Roon va a fare il centrale con Pasalic che scala a centrocampo, i nerazzurri guadagnano un minimo di affidabilità in più, si ricompattano e portano a casa una vittoria fantastica.

Una gara che ha messo in luce, davvero, tutti i pregi e i piccoli difetti del meccanismo di Gasperini. Un’Atalanta padrona del campo anche in Champions come in campionato, organizzata, che gioca a calcio, che lascia spazio in avanti alla fantasia dei suoi fuoriclasse, con un tecnico pronto a intervenire e correggere in corsa le piccole imperfezioni. I limiti, perché ci devono pur essere, sono nella fase difensiva. Anche in Europa, così come in campionato, l’Atalanta in casa concede tanto (non sono un caso le 19 reti subite in casa in Serie A in 12 partite), un aspetto che nel doppio confronto va sicuramente migliorato. L’altro problema, evidenziato ieri ma presente anche nel corso della stagione, è la qualità non sempre eccelsa in fase di impostazione della squadra.

Il gol del Valencia non è arrivato per questo motivo, ma la stragrande maggioranza delle occasioni della formazione ospite sono partite da palloni persi da portiere e difensori in fase di uscita. Se le avversarie dell’Atalanta possono sperare è proprio in questo aspetto, perché la difesa atalantina tiene quando tutta la squadra è compatta e quando la concentrazione è al massimo, ma come questa si abbassa la qualità non ottimale degli interpreti paga dazio.

SI PUO’ PUNTARE ANCORA ALLA PERFEZIONE?

Al ritorno, probabilmente, quanto fatto ieri basterà e avanzerà, perché se è vero che l’Atalanta subisce, è difficile pensare che al Maestalla non arriva neanche un gol in fase offensiva, ma nella prospettiva dei Quarti e di un finale di campionato ancora da giocare, è forse questo l’unico aspetto su cui il tecnico può continuare ancora a migliorare il suo giocattolo perfetto, sempre che questo sia possibile, visto l’altissimo livello al quale Gasperini ha portato i suoi.

Alessandro Grandoni

Rate this item
(0 votes)
Last modified on Giovedì, 20 Febbraio 2020 10:30
Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

Direttore anche del portale di Calcio Giovanile e Dilettante della Regione Lazio www.fuoriareaweb.it

www.calcionazionale.it

Ultimi Tweets

#CampionatoPrimavera #Primavera1TIM #LegaSerieATIM https://t.co/D1aq3KXgJ9
#Giovanili #Under16SerieAeB https://t.co/R3BhPDrvI7
#Giovanili #LazioCUP https://t.co/wExfD2GDqk
Follow Calcio Nazionale on Twitter
I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Ok