Marzo 29, 2020
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FOCUS | Profondità delle rose e qualità: ecco come la Lazio tiene il passo di Inter e Juve

Profondità delle rose e rendimento delle squadre. Da anni, se non decenni, non si fa che parlare della necessità di avere una rosa lunga per competere ad altissimi livelli. Le liste da presentare di 25 giocatori sembra non debbano mai bastare, ma se andiamo ad analizzare i numeri delle squadre più importanti nei vari campionati ci accorgiamo di come questo sembri, in fondo, un finto problema. Dall’Inghilterra alla Spagna, passando per Italia, Francia e Germania, analizzando i dati dei giocatori impiegati e dei minuti in cui questi sono stati in campo, appare evidente come tutte le big dei vari campionati, in realtà, si affidano a 17-18 giocatori in tutto, con un undici di base praticamente inamovibile.

Tutti i discorsi fatti spesso sulla profondità delle rose a disposizione di formazioni come Lazio e Atalanta, quindi, cadono quando andiamo ad analizzare i dati. Analizzando proprio il campionato italiano, e partendo dalla Lazio, vediamo che i biancocelesti si affidano, sostanzialmente, sempre ai soliti undici giocatori che infatti hanno un impiego ben al di sopra dei 1.000 minuti in campionato, con uno stacco importante tra l’undicesimo, Luiz Felipe, con 1467 minuti e il dodicesimo, Patric, con 917. Dopo lo spagnolo troviamo per impiego Caicedo, Parolo, Marusic, Jony, Bastos e Cataldi. In totale 18 giocatori, dato non diverso dalle altre, con la differenza rispetto al passato che è stata fatta dall’innalzamento della qualità dei giocatori che già facevano parte della rosa e la mancanza, sostanzialmente, di infortuni di un certo rilievo.

Guardando le altre due formazioni al momento in corsa per lo scudetto, Inter e Juventus, vediamo che in realtà si tratta sempre di 11-12 giocatori sopra i 1.000 minuti di gioco (l’Inter ne ha 12 con Bastoni ultimo della lista con 1046). Se andiamo a vedere i minuti giocati dagli altri giocatori in rosa, vediamo come si tratti sempre al massimo di 5-6 giocatori che arrivano ad un minutaggio rilevante. Nel caso dell’Inter, ad esempio, tra i giocatori impegnati ma non fondamentali, quelli cioè che sono dal tredicesimo al diciottesimo, troviamo elementi come Gagliardini, D’Ambrosio, Asamoah e Borja Valero. Giocatori che, sul piano della qualità, possono essere tranquillamente comparati con le riserve della Lazio che, probabilmente, sono state anche più determinanti.

La Juventus non fa eccezione. I bianconeri, pur disponendo della rosa più importante e più profonda, si affidano per lo più a dodici giocatori (il dodicesimo più impiegato è Rabiot con 1.100 minuti). Il resto della rosa in realtà non è impiegato, se non per i 6 giocatori che arrivano ad un minutaggio discreto (dal tredicesimo al diciottesimo ci sono Bernardeschi, Danilo, Ramsey, Khedira, Buffon e Douglas Costa).

E’ chiaro come avere 17-18 giocatori tutti sullo stesso livello risulta essere importante, ma appare altrettanto chiaro come, in realtà, per la maggior parte del tempo tutte le formazioni, anche quelle in grado di spendere e spandere, si affidano agli stessi 11-12 giocatori come titolari e al massimo 5-6 riserve di un certo spessore, non di più.

Parlando d’Europa, e prendendo in considerazione gli altri grandi campionati, appare chiaro come la situazione non cambi. Da Liverpool e City in Inghilterra, fino a Barcellona e Real Madrid in Spagna, o Psg e Bayern in Francia o Germania, il modus operandi è lo stesso. Undici – docici grandi giocatori che sono i titolari, 5-6 riserve in grado di sostituire i titolari ma comunque con uno scarto qualitativo, e poi giovani che vanno a integrare la rosa per arrivare ai 23-25 giocatori richiesti.

In una situazione del genere, quindi, non deve stupire il rendimento della Lazio in Serie A. La formazione biancoceleste, con investimenti fatti nel tempo (Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e Correa sono costati circa 40 milioni di euro in tutto), con la maturazione di alcuni giovani importanti come Strakosha (arrivato dalla Primavera), e Luiz Felipe, e il rendimento costante di elementi come Lucas Leiva, Radu e Lulic, è riuscita ad abbassare il gap rispetto alle altre due contendenti. La differenza, fino a questo momento, è stata fatta anche dai 5-6 giocatori che Inzaghi ha integrato nelle rotazioni e che sono cresciuti esponenzialmente. Da Marusic, che lo scorso anno era il titolare ed ora è la riserva di Lazzari (unico vero acquisto dell’estate), a Parolo e Cataldi, perfettamente in grado di dare un cambio nella ripresa, fino a Caicedo, Patric e Bastos, riserve che nel corso degli anni sono riusciti a migliorare la loro qualità rispetto a quando sono arrivati in Italia.

La Lazio, quindi, fino a questo momento ha avuto il pregio e la bravura di riuscire a sfruttare e far crescere al massimo i suoi 11-12 titolari, riuscendo ad integrare il resto degli elementi importanti, abbassando cosi le differenze con le altre due big del campionato che si sono potute permettere investimenti di altissimo livello (bilancio di – 110 milioni di euro per l’Inter nel mercato estivo, -22 milioni per la Juventus).

Alessandro Grandoni

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

Direttore anche del portale di Calcio Giovanile e Dilettante della Regione Lazio www.fuoriareaweb.it

www.calcionazionale.it
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