Ci sono cose che in un campo da calcio non impari, ma che hai nel sangue. Una di queste è l’istinto del bomber, l’indole a segnare. Elementi con i quali Alessandro Barbarossa è nato e che sembra potersi portare dietro per tanti anni.

Terminale offensivo della Roma 2001, numero 9 per vocazione, il talento giallorosso ha fatto incetta di trofei con il gruppo da poco lasciato da Valerio D’Andrea, al quale è mancato solamente l’ultimo sigillo tricolore, sfumato in una finale dove proprio una traversa di Barbarossa aveva fatto gridare al gol.

Bravo sotto porta, dotato di quel killer instinct necessario a ogni bomber che si rispetti, il gioiellino romanista è sempre risaltato agli occhi degli addetti ai lavori per una capacità non comune di saper giocare col resto dei compagni, scansando l’egoismo e tramutandosi all’occorrenza anche in uomo assist.

Erede della maglia appartenuta ai veri Roberto Pruzzo e Rudy Voeller? Vedremo, certamente è ancora presto per dirlo. Intanto a Trigoria sperano e lui continua a correre. Ovviamente a suon di gol.