Giugno 01, 2020

INSIDE | Roma - Inter (Primavera), giallorossi bene a metà, Madonna cambia e rimonta due volte

Sei gol e tanto spettacolo tra Roma e Inter, che tornano in campo per la 22° giornata del campionato Primavera TIM. Scontro diretto che non delude le attese, sia dal punto di vista qualitativo che tecnico, 3-3 che alla fine lascia l'amaro in bocca ai giallorossi che a lungo avevano assaporato il gusto di una vittoria pesante, in chiave play-off, ma che da spunti importanti ad entrambe, specialmente per quanto riguarda la fase difensiva, da rivedere in ambo i lati.

Roma di Alberto De Rossi che si schiera con un 4-3-3 con Diawara (in campo per 60 minuti), come fulcro, in grado di schermare e lasciare qualità e iniziativa sui due lati, con il duo Simonetti - Riccardi a destra, che specialmente nella prima parte di gara fa il bello e cattivo tempo, mentre D'Orazio agisce sulla sinistra e da lì nasce il gol dell'1-0. Parodi, Trasciani, Bianda, Semeraro è la linea difensiva, mentre Providence è l'uomo indicato nel dare profondità e velocità in fase di ripartenza. Inter che invece opta per un 3-5-2 che porta si superiorità numerica sui lati in fase offensiva, ma che costringe spesso la retroguardia a scappare all'indietro in caso di palla persa a metà campo e nella prima parte di gara, succede spesso. Kinkoue, Cortinovis, Pirola formano la linea a 3, mentre Persyn e Vezzoni sono i due esterni, Agoume con Schirò e Gianelli ai lati, con Mulattieri alle spalle di Satriano.

          

E' questo il leit-motiv per 45 minuti. Con possesso palla in mano ai nerazzurri di Madonna, ma ritmi e intensità di gara che sono decisamente decisi dai giallorossi, che come detto in precedenza, sfruttano la velocità alle spalle del folto centrocampo nerazzurro, Persyn ha fatica nel rientrare e D'Orazio mette una splendida palla al centro, per Riccardi che arriva da dietro, 1-0. Il risvolto della medaglia dell'Inter è che dal suo lato sinistro, ha spazio Vezzoni (uno dei migliori nei primi 45 per i nerazzurri), ma non appena Diawara e compagni catturano la sfera, la Roma si trova tanto spazio davanti per attaccare e più volte, Simonetti e Riccardi mettono in difficoltà la retroguardia ospite. Inter che dal suo canto trova spazio vero solo nel finale, con Schirò che nell'occasione si infortuna.

La svolta tattica del match arriva comunque nella ripresa ed è esattamente dopo il raddoppio giallorosso, con cross di Riccardi e indecisione fatale tra Stankovic e Pirola, che lasciano a Bianda, la facile conclusione a porta vuota. Il 2-0 subito costringe Armando Madonna al cambio tattico ed è quello giusto, mentre poco prima Mulattieri aveva accorciato le distanze d'infilata. Con l'ingresso di Oristanio in luogo di Kinkoue al 59', il 3-5-2 di partenza viene trasformato, in un più equilibrato 4-4-2, con Persyn adesso più basso e la coppia Oristanio - Satriano, supportata da Mulattieri e Gnonto, con quest'ultimo entrato ad inizio ripresa al posto di Schirò e fondamentale sul lungo periodo nel pari finale dei nerazzurri.

Il cambio di Armando Madonna porta subito i suoi frutti, infatti l'Inter inizia a far girare la sfera molto più rapidamente, trovando con più facilità i due esterni e il 2-2 arriva due minuti dopo la sostituzione, con il tiro di Gianelli deviato. La facilità offensiva dei nerazzurri, porta invece ad una Roma che ha perso poco a poco la solidità portata da Diawara (60 minuti comunque di buon livello al suo rientro, in un match che è un ottimo test), cosi che la retroguardia adesso soffre. Come le due facce di una stessa medaglia, se da un lato i nerazzurri attaccano con più decisione, lasciando anche spazio alle spalle, ed è li che D'Orazio e Simonetti danno vita al gol del 3-2, finalizzato da Bove.

E' però l'ultimo vero sussulto offensivo dei giallorossi, che poi hanno una successiva opportunità con Riccardi in contropiede, mentre l'Inter toglie Satriano per Moretti e Vezzoni per Burgio, ri-equilibrando il 4-4-2, con Persyn e Gnonto che sui lati non lasciano più spazi e aumentano l'iniziativa. Il 3-3 finale siglato da Agoume con un bel destro da poco fuori l'area di rigore, è figlio di 20 minuti finali ad alta intensità da parte di nerazzurri, che colpiscono anche una traversa nel recupero.

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Last modified on Sabato, 07 Marzo 2020 15:32
Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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