Marzo 29, 2020

FOCUS | L'Italia non si fida dei suoi giovani: solo 9 esordienti nel calcio professionistico nel 2019-20

Dopo ventisei giornate di campionato, in Serie A, facciamo il punto della situazione sullo stato del calcio italiano per quanto riguarda la fiducia e l’investimento sui giovani.

Se è vero, infatti, che per contenere i costi e puntare sui propri prodotti è necessario investire e dare fiducia ai propri giovani, è altrettanto vero che le società italiane, tranne rari casi, da sempre sono restie nel lanciare i prodotti del proprio settore giovanile.

Rispetto alla situazione nel resto d’Europa, infatti, da sempre in Italia si fa fatica a mettere in campo ragazzi senza esperienza ma che, spesso e volentieri, non hanno nulla da invidiare ai tanti stranieri che vengono presi, e pagati, ogni estate.

Al momento, infatti, sono 11 i giocatori che hanno fatto il loro esordio nel calcio professionistico nella stagione 2019-20, anche se di questi due non sono prodotti del settore giovanile delle squadre italiane ma ragazzi prelevati dall’estero e lanciati.

I due casi sopracitati sono quelli di Denilho Cleonise, del Genoa, e Bobby Adekanye della Lazio. Il primo, infatti, di nazionalità olandese, arriva al Genoa dall’Ajax dopo aver svolto il settore giovanile dividendosi tra Zeeburgia, Az e i lancieri. In questa stagione fa parte della squadra Primavera rossoblù, dove ha collezionato 11 presenze, togliendosi però lo sfizio di esordire anche in A e di mettere insieme 4 presenze (esordio contro il Napoli a 17 anni e 11 mesi, per un totale di 43 minuti).

Discorso simile per Bobby Adekanye, anche se qui parliamo di un giocatore sicuramente più esperto e più grande dal punto di vista anagrafico. Olandese, Bobby è partito dal settore giovanile dell’Ajax per poi passare al Barcellona, al Psv ed infine al Liverpool, da dove la Lazio lo ha prelevato nella scorsa estate. Per lui fino ad ora 7 presenze in totale divise tra Serie A, Europa League e Coppa Italia, con un gol messo a segno nella sfida interna con la Spal.

Questi sono gli unici due casi di giocatori presi all’estero e fatti esordire nel calcio professionistico in Italia.

Gli altri 9 sono i giocatori che veramente sono stati lanciati dalle formazioni italiane, o quanto meno quelli che hanno avuto il privilegio di poter calciare i campi di Serie A.

Il caso più significativo è sicuramente quello di Sebastiano Esposito, attaccante classe 2002 dell’Inter, capace di mettere insieme 5 presenze dopo un ottimo precampionato. Esposito è anche andato in gol su rigore nella sfida interna con il Genoa, ed è indubbiamente un investimento per il futuro della società nerazzurra, ripercorrendo un po’ le orme di Pinamonti, altro elemento lanciato dall’Inter e poi ceduto. Si è tolto lo sfizio di segnare, all’esordio, Amad Traorè, attaccante esterno dell’Atalanta, che nella sfida interna con l’Udinese, all’età di 17 anni, 3 mesi e 16 giorni, ha siglato la prima rete in Serie A.

Dopo quella partita altre due presenza per un predestinato che ormai da molto tempo fa parlare di sé sui campi di settore giovanile. Per loro due si può parlare tranquillamente di un investimento da parte delle due società, che ci hanno creduto e che li hanno lanciati in fasi importanti del campionato. Per gli altri 7 esordienti, invece, sembra trattarsi più che altro di un caso isolato, piuttosto che di un vero e proprio percorso.

Turati, portiere del Sassuolo, ha fatto il suo esordio nella gara contro la Juventus, terminata due a due, dimostrandosi pronto per il grande calcio, così come Matteo Gabbia, difensore centrale del Milan, che dopo una stagione alla Lucchese, è riuscito a strappare una presenza in Coppa Italia e due in campionato, di cui una dal primo minuto contro la Fiorentina, con buoni risultati. Chiudono il quadro cinque giocatori che per ora sono riusciti solo a fare il loro esordio, con una sola presenza.

Si tratta del centrocampista del Genoa Nicolò Rovella (Inter – Genoa 4-0), del trequartista e figlio d’arte del Milan Daniel Maldini (Milan – Parma 1-1), del centrocampista difensivo Adopo del Torino (Roma – Torino 0-2), dell’attaccante dell’Atalanta e stella della Primavera Ebrima Colley (Bologna – Atalanta 2-1) e del difensore esterno del Cagliari Simone Pinna (Cagliari – Brescia 0-1).   

Una situazione, questa, che evidenzia come le formazioni italiane siano ancora frenate dal puntare sui propri giovani, andando spesso a cercare elementi di nome all’estero, con un aumento dei costi.

Nel resto d’Europa la situazione è diversa, negli altri paesi si punta sul settore giovanile e si rischia, avendo ben presente che investire sul proprio settore giovanile è il primo passo per strutturare una società forte e duratura nel tempo.

Alessandro Grandoni

Fonti Statistiche: transfermarkt.it

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

Direttore anche del portale di Calcio Giovanile e Dilettante della Regione Lazio www.fuoriareaweb.it

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