Marzo 29, 2020

STORIE | Porto Campione d'Europa 2004, l'impresa di Jose Mourinho

Il Porto di Jose Mourinho vince la Champions League 2003-2004 Il Porto di Jose Mourinho vince la Champions League 2003-2004

Due Champions League con due squadre diverse, due Europa League con due squadre diverse, campionati vinti in Portogallo, Inghilterra, Italia e Spagna. Parliamo ovviamente di Jose Felix Mourinho, attuale allenatore del Tottenham e uno dei migliori tecnici in circolazione. Andiamo indietro nel tempo però, ripercorrendo le tappe della sua prima vera avventura, quella che gli ha permesso di arrivare immediatamente al grande calcio, di imporsi all'attenzione internazionale e di approdare al Chelsea di Abramovich. Parliamo del Porto, che in due anni fece il double europeo, Coppa Uefa prima - Champions League poi, dentro una stagione tutta particolare, con l'Europeo del 2004 finito in mano alla Grecia di Otto Rehhagel.

CELTIC GLASGOW - PORTO 2-3, LA COPPA UEFA

La prima grande perla di Jose Mourinho al Porto, oltre al campionato portoghese e alla Coppa Nazionale vinta nello stesso anno, fù la Coppa Uefa 2002/2003 (si chiamava ancora cosi), perchè è da quel punto che nacque la base di fondo su cui il tecnico diede poi vita alla stagione successiva. Una squadra prettamente portoghese, con due sole eccezioni, nel russo ex Roma Alenichev, rivitalizzato letteralmente dall'allenatore lusitano e da Derlei, attaccante brasiliano. Il modulo era com'è ovvio che sia il 4-3-3 che sarebbe diventato poi il suo marchio di fabbrica, 10 uomini dietro la linea della palla e ripartenze rapide. Vitor Baia in porta (un istituzione all'epoca in Portogallo). Linea a quattro formata da Paulo Ferreira e Nuno Valente ai lati, con Jorge Costa e Ricardo Carvalho, che segui il tecnico anche al Chelsea, dove formò un'ottima coppia difensiva con John Terry. Alenichev e Maniche le due mezzali, con Costinha play-maker. Le due punte erano Nuno Capucho e Derlei, dietro un certo Deco, altro elemento fondamentale nella costruzione del tecnico portoghese, portato al Chelsea come Carvalho e cercato nella sua prima estate all'Inter.

Il cammino verso la Finale di Siviglia diede al Porto il Polonia Varsavia prima e l'Austria Vienna poi, mentre dai sedicesimi gli avversari furono i francesi del Lens, poi agli Ottavi il Denizlisport e ai Quarti il Panathinaikos. In Semifinale il Porto eliminò la Lazio di Mancini (prima sfida tra i due). In quel di Siviglia dall'altro lato c'era invece il Celtic Glasgow di Larsson (una vera e propria macchina da gol all'epoca). Vantaggio portoghese con Derlei prima dell'intervallo, pari di Larsson ad inizio ripresa, 1-2 Porto con Alenichev, 2-2 ancora di Larsson, servirono i tempi supplementari e il gol decisivo ancora di Derlei. I lusitani tornarono a vincere un trofeo continentale dopo la Coppa dei Campioni 1986-1987, giocando una partita che è definita da Mourinho come "un grande esempio per quanti amano il calcio".

PORTO CAMPIONE D'EUROPA 2003-2004

Fù la stagione delle sorprese nel pieno senso della parola. La compagine di Mourinho aggiunse al suo arsenale Pedro Mendes (mezzala) e l'attaccante brasiliano Carlos Alberto, con Alenichev dalla panchina, cosi come Benni McCarthy, punta sudafricana. Il percorso del Porto ai gironi fù brillante, nonostante fosse inserito con Real Madrid e Olimpique Marsiglia. Pari all'esordio in casa del Partizan Belgrado e ko con le merengues in casa (1-3). Da li una serie di tre vittorie di fila e il pari a Madrid (1-1), che diede la qualificazione agli Ottavi di Finale, vera e propria svolta della stagione sia per il Porto, che forse dell'intera carriera per Jose Mourinho.

IL MANCHESTER UNITED - MOURINHO e LA CORSA

Fù la prima grande impresa all'Old Trafford, con qualificazione acciuffata all'ultimo istante, con la famosa ormai corsa del tecnico portoghese verso i suoi giocatori. All'andata era terminata 2-1 per il Porto e il ritorno contro Sir Alex Ferguson (che sarebbe diventato successivamente un grande amico-avversario) fù una gara ormai storica. United in vantaggio con Paul Scholes al 32' del primo tempo, pari e gol qualificazione di Costinha al 90'.

VIDEO, CHAMPIONS 2003-04: MANCHESTER UTD - PORTO 1-1

 

IL PORTO e LA CAVALCATA VERSO LA FINALE

Agli Ottavi si persero per strada Juventus e Bayern Monaco, eliminate rispettivamente da Deportivo La Coruna e Real Madrid. Il meglio di quell'edizione della Champions stava però per arrivare, perchè ai Quarti di Finale il super-Depor fece addirittura meglio. Da sempre squadra ostica per le italiane, rimontò il Milan di Carlo Ancelotti (quello di Maldini, Nesta, Pirlo, Gattuso, Kaka appena arrivato, Sheva, Inzaghi, Seedorf) dal 4-1 subito all'andata a Milano, con un sonoro 4-0 a La Coruna. Il Real non fece di certo meglio, venendo eliminato dal Monaco del momentaneo ex Morientes (era in prestito), mentre il Chelsea allora di Ranieri (l'ultimo anno in blues), fece fuori nel derby londinese l'Arsenal. Il Porto di Mourinho superando il Lione (2-0 in casa, 2-2 in Francia) si apri una strada in discesa verso la Finale di Gelsenkirchen. Nel penultimo atto arrivò proprio il Deportivo La Coruna, liquidato dopo lo 0-0 in Spagna, con il minimo sforzo ad Oporto.

PORTO - MONACO 3-0, MOU SUL TETTO D'EUROPA

L'ultimo atto fù anche il lascito su quella che sarebbe stata la sua carriera dopo quella Finale. Dall'altro lato il Monaco di Didier Deschamps allenatore, in certo Giuly, poi al Barcellona e anche al Milan e un giovane Evra. In porta c'era Flavio Roma, dalla panchina anche un esordiente Adebayor, che in quella Finale non mise piede in campo. Monaco che eliminò quello che di li a poco darebbe diventato il suo "futuro" Chelsea (storia che con altre squadre si ripeterà). Il Porto scese in campo con il suo classico undici, passando in vantaggio al 39' con Carlos Alberto, mentre nella ripresa fecero il resto Deco e Alenichev.

La conclusione con Mourinho che si toglie la medaglia è entrato di diritto nelle pagine di storia di questo sport, cosi come le successive dichiarazioni (alla presentazione da tecnico del Chelsea). "Please don't call me arrogant, but I'm European champion and I think I'm a special one", senza bisogno di traduzione, oppure: "Non sono preoccupato dalla pressione. Se avessi voluto un lavoro facile, lavorando con la grande protezione di quello che avevo già fatto, sarei rimasto al Porto – una bella sedia blu, una Uefa Champions League, Dio, e dopo Dio, io".

VIDEO, FINALE CHAMPIONS LEAGUE 2003-04: PORTO - MONACO 3-0

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

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Last modified on Giovedì, 26 Marzo 2020 16:40
Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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