Marzo 29, 2020

INSIDE | Real - City, qualità e velocità, ma Guardiola ci mette le idee

Alla fine l’ha spuntata. Guardiola batte Zidane, ma soprattutto Manchester City e Real Madrid danno vita ad una gara piacevole da vedere, con contenuti tattici e tecnici, con due squadre che giocano, che rischiano e che provano sempre a vincerla la partita. Vince il Ciy, ma la squadra di Guardiola ha rischiato e non poco, salvo poi andare a prendersi la vittoria e la qualificazione continuando a perseguire il suo credo.

LE SCELTE

In avvio i due tecnici sorprendono con le loro scelte. Rispetto alla vigilia Zidane lascia fuori Kroos e Bale, e si affida a Isco e Valverde, dalla parte opposta Guardiola in difesa preferisce Otamendi a Fernandinho accanto a Laporte, mentre in avanti fuori Aguero e dentro Gabriel Jesus, mossa tutt’altro che scontata ma dal rendimento incredibile. Pronti via e subito City a provare a prendere il controllo del match ma il Real non ci sta e nei primi quindici minuti è lui a condurre la gara, con la squadra di Guardiola che deve pressare e provare a ripartire.

 

Le soluzioni tattiche ospiti sono quelle che stupiscono. De Bruyne, infatti, non stazione nei tre di centrocampo ma va quasi sempre in appoggio alla prima punta e talvolta è persino il terminale offensivo, con Gabriel Jesus che si sacrifica e non poco sulla sinistra per contenere Carvajal. Dalla parte opposta il Real pur dominando fatica a trovare spazi, con Vinicius che sembra l’unico in grado di spezzare l’equilibrio. Dal punto di vista delle occasioni poco da segnalare, ci prova Jesus da una parte e Benzema dall’altra, ma il match rimane in grande equilibrio anche se Guardiola è costretto a rivedere i suoi piani.

CAMBIA LA PARTITA

Laporte si infortuna, e purtroppo non è una novità per questa stagione, il tecnico opta per Fernandinho con il City che ne guadagna in fase di impostazione ma perde in solidità difensiva. Le due squadre giocano un calcio molto veloce, fanno viaggiare il pallone con grande tecnica e pressano senza tuttavia quasi mai scoprirsi. Il City ha il pregio di giocare sempre per vincerla, anche quando attaccato raramente scappa all’indietro, con una squadra cortissima pronta a ripartire. Nella ripresa la gara cambia. Il City parte meglio, De Bruyne e Gundogan (partita incredibile), entrano nel match e si accende Mahrez. L’ex stella del Leicester ha il pregio di mettere paura ai madridisti con velocità e tecnica, con Mendy che raramente riesce a prenderlo.

La gara sembra in assoluto controllo ma contro un avversario del genere non devi mai perdere concentrazione. Il City gioca ma sbaglia in fase di impostazione, Vinicius è un fulmine sulla sinistra e serve Isco che prende la mira e fa uno a zero. Tutto da rifare e la maledizione Champions sembra nuovamente abbattersi sulla squadra di Guardiola. Il City alza il baricentro, il Real riparte in contropiede, ma la formazione di Guardiola ha il grande merito di crederci, di rischiare, di andare a giocare con dieci elementi nella trequarti madridista al Bernabeu.

IL CITY RISCHIA E VINCE

Un atteggiamento da grande squadra, da formazione che crede nei propri mezzi e nel lavoro del suo tecnico. Gli ospiti continuano a spingere e da un’invenzione di De Bruyne sulla sinistra parte il cross che Jesus mette dentro di testa. E’ l’uno a uno, la rete che permette al City di tirare un sospiro di sollievo. L’atteggiamento non cambia, il Real fatica a riprendere in mano la gara, la formazione di Guardiola continua a padroneggiare con uno Sterling in più in mezzo al campo entrato al posto di Bernardo Silva. Proprio la stessa del City si va a prendere un rigore approfittando dell’ingenuità di Carvajal, De Bruyne fredda Courtois ed ecco il sorpasso. Il Real, nonostante in cambi, non riesce più a limitare il City, una squadra sembra andare in confusione, senza un piano B, l’altra amministra, gioca, pressa e riparte. Nel finale Ramos taglia la strada a Jesus lanciato a rete e si prende il rosso, ed è forse la tegola finale per Zidane che al ritorno dovrà compiere un’impresa per uscire dall’Inghilterra con una qualificazione senza il suo capitano.

Il City e Guardiola dimostrano che se lavori, se credi in quello che fai, sempre, alla fine il risultato arriva. Ha vinto il City, ma la sensazione è che abbia vinto soprattutto Guardiola contro Zidane, perché la sua idea di calcio ha prevalso, il suo coraggio, il suo non voler mai abdicare alle sue idee. A Zizou è mancato il colpo di qualche campione, se Vinicius è sembrato l’unico in grado di far male al City vuol dire che elementi come Benzema, Isco e Modric, qualcosa hanno lasciato. Manca ancora il secondo round, ma alla fine del match di ieri Guardiola vince con il sorriso, Zidane fatica a rialzarsi e deve pensare a come poter battere un rivale che ieri si è nuovamente preso la scena al Bernabeu, come aveva già fatto tante volte da giocatore e da allenatore.

Alessandro Grandoni

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

Direttore anche del portale di Calcio Giovanile e Dilettante della Regione Lazio www.fuoriareaweb.it

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