Marzo 29, 2020

INSIDE | Real - Barça, tutti in piedi. Abbiamo assistito a una lezione di calcio

E’ sempre uno spettacolo. Real Madrid contro Barcellona non è e non potrà mai essere una partita come le altre. La sfida di ieri sera, però, è stata qualcosa di più. L’apoteosi della tecnica, della velocità, dell’intensità. Se qualcuno vuole sapere come si gioca a calcio deve mettersi comodo, rivedersi questa partita, e studiare. Due squadre che volevano sottomettere l’avversario, che non volevano arretrare, che non volevano far respirare la controparte. Una partita a tratti incredibile per il ritmo che i ventidue in campo sono stati in grado di tenere, senza mai abbassare la qualità tecnica delle loro giocate.

Zidane, che arriva al confronto sotto di due punti in classifica, si affida ai suoi fedelissimi, confermando in blocco la squadra che aveva perso contro il City con l’unica variante dell’ingresso sulla sinistra di Marcelo, che compone con Carvajal, Varane e Ramos il pacchetto arretrato. Casemiro è il perno davanti alla difesa con Kroos da una parte e Valverde dell’altra, in avanti Isco è libero di svariare e fare gioco con Vinicius Jr sulla sinistra e Benzema al centro dell’attacco.  

Setien dall’altra parte non è molto diverso, rispetto all’undici del San Paolo entra solo Jordi Alba in difesa sulla sinistra, con Semedo, Pique e Umtiti a completare la linea, a centrocampo Busquets è il perno con Arthur e De Jong ai lati, mentre in avanti Vidal è il finto trequartista (ma più spesso diventa il quarto centrocampista in fase di non possesso), con Messi e Griezmann di punta. Dopo una prima fase di studio è il Real a prendere in mano la gara, con il Barca che in fase difensiva si sistema con un più guardingo 4-4-2.

I ragazzi di Zizou presano alto, impediscono al Barca di ragionare con la squadra di Setien che si trova in pratica a giocare una gara esattamente opposta a quella contro il Napoli. I blaugrana faticano ad uscire palla al piede, Messi e Griezmann non entrano nel vivo del gioco con il Real che prende il possesso della gara.

Quello che più impressiona, però, è il ritmo che le due squadre sono capaci di imporre alla partita. Continui capovolgimenti di fronte, giocatori che vanno a mille all’ora e pallone che viaggia ad una velocità a dir poco imbarazzante per chi è abituato a vedere le partite del campionato italiano. Velocità che da sola non basta, ma che abbinata alla tecnica fa di questo Real – Barca una gara da ricordare. Palla che rimane sempre incollata al piede dei giocatori, palla che viaggia perché guai a tenere troppo la sfera tra i piedi, due squadre che giocano da collettivo ma che hanno al loro interno interpreti di una fattura straordinaria. Il primo tempo si chiude sullo zero a zero ed è davvero strano. Nella ripresa ti aspetti una gara simile, equilibrata, ma il Real deve dimostrare di essere il Real.

Nella ripresa la formazione di Zidane domina letteralmente l’avversario, pressa, riconquista, gioca in velocità, cerca la porta, ed il Barca deve ringraziare San Ter Stegen per essere ancora nel match. Setien prova a cambiare qualcosa e mai cambio fu pù nefasto. Entra Braithwaite, si sistema sulla destra al posto di Vidal, e da quella parte il Real buca con Kroos che mima lo scatto a Vinicius, il classe 2000 parte, riceve il pallone, entra in area e batte ter Stegen con la complicità della deviazione di Pique.

Il vantaggio non arresta la fame dei padroni di casa, il Barca prova qualche cosa in avanti ma Messi non appare nella sua migliore giornata, Griezmann non lo aiuta e la difesa madridista ha sempre la meglio. Nel finale Zidane si può permettere il lusso di mettere gente come Vasquez e Modric per addormentare la gara, Setien punta su Fati e Rakitic con poca fortuna ed alla fine Mariano, appena entrato per Benzema, si toglie lo sfizio di siglare il due a zero al suo esordio nel “clasico”. Finisce due a zero, ma il risultato conta poco.

Conta aver visto un livello di calcio davvero altissimo, un ritmo, una tecnica, una capacità di giocare fuori dalla norma. Se il calcio italiano vorrà, un giorno, prendersi il palcoscenico, certamente non potrà fare a meno di adeguarsi, perché nel resto d'Europa, a volte, sembra si giochi un altro sport.

Alessandro Grandoni

CREDIT IMMAGINE

Autore: Gonzalo Arroyo Moreno, Gonzalo Arroyo Moreno

Rate this item
(0 votes)
Last modified on Lunedì, 02 Marzo 2020 10:40
Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

Direttore anche del portale di Calcio Giovanile e Dilettante della Regione Lazio www.fuoriareaweb.it

www.calcionazionale.it

Ultimi Tweets

#CampionatoPrimavera #Primavera1TIM #LegaSerieATIM https://t.co/D1aq3KXgJ9
#Giovanili #Under16SerieAeB https://t.co/R3BhPDrvI7
#Giovanili #LazioCUP https://t.co/wExfD2GDqk
Follow Calcio Nazionale on Twitter
I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Ok