Aprile 01, 2020

Inside Atletico Madrid - Liverpool: il nuovo manifesto targato Diego Pablo Simeone

Nessuno più dei colchoneros, certamente in pochi e tra questi non può che esserci Diego Pablo Simeone. Tra le due sfide di Champions andate in scena ieri sera, sicuramente la più affascinante era Atletico Madrid - Liverpool, due scuole di pensiero calcistico totalmente agli antipodi, per storia tecnica dei due allenatori e quindi per costruzione delle due squadre. Ma se c'è un avversario che poteva fermare almeno per una sera i reds (alla seconda vera sconfitta stagionale, dopo il 2-0 subito dal Napoli allora di Ancelotti e il ko in Coppa di Lega con l'Under 23 che onestamente non fà testo), quello è proprio l'Atletico di Simeone.

Forte del sostegno incessante dei suoi tifosi, il tecnico argentino ha disegnato il suo classico 4-4-2, con Lemar a sinistra e Koke a destra molto alti almeno nei primi minuti di gioco. Fondamentali per i padroni di casa, per far scattare il piano seguente. Partenza con grande ritmo, le due ali che con l'aiuto di Lodi e Vrsaljko tenevano bassi sia Alexander-Arnold che Robertson. Risultato, cross insidioso dalla sinistra dopo 2 minuti di Renan Lodi, stessa situazione poco dopo e la conquista del corner, da cui è nato il gol. Perchè è sui calci piazzati, che l'Atletico Madrid poteva colpire e il vantaggio firmato Saul non è un caso. Da quel momento è partita la strategia difensiva dei padroni di casa, che puntava a togliere il più possibile campo e profondità ai reds, temendo esclusivamente i tagli centrali, con Salah e Firmino. Due i cross dalla tre-quarti di Alexander-Arnold tra il 13' e 16', entrambi terminati in maglie rojiblancos, cosi come due le iniziative di Momo Salah di andare in uno contro uno, sempre doppiato o triplicato dalle due linee strette a 4 dei padroni di casa, che in più mettono nel contesto la innata capacità di sporcare qualsiasi iniziativa, spesso ai limiti del consentito. Non a caso la prima vera conclusione del Liverpool arriva con Fabinho a metà primo tempo, mentre l'azione più importante sviluppata dai reds giunge poco prima dell'intervallo, forzando sull'esterno di sinistra con Firmino e inserimento centrale di Salah, con deviazione provvidenziale di Savic in angolo. Veloce era invece la ripartenza dell'Atletico Madrid, cercando immediatamente la profondità, tre lanci lunghi di fila da calcio piazzato, con conseguenti tre off-side e la conclusione di Morata di destro al 25' neutralizzata da Alisson.

                   

Il tutto è stato ancor più amplificato ad inizio secondo tempo, dove Jurgen Klopp inseriva Origi per un nervoso Manè, ammonito sul finire della prima frazione, mentre Simeone mandava in campo Marcos Llorente in luogo di Lemar e abbassando ancor di più il proprio undici. Correa era l'uomo che doveva spezzare il gioco, spegnere il ritmo dei reds (i quali cercavano di tenerlo il più alto possibile, non rischiando di concedere neanche un fallo laterale a proprio favore), mentre Morata ha svolto un gran lavoro di sacrificio, sprecando anche per questo motivo, l'occasione del raddoppio. Liverpool che aumentava il numero degli inserimenti, con Jordan Henderson ad aumentare il peso in area di rigore e un Salah che al 7' sprecava la sua più nitida occasione da gol. In uno dei pochi momenti, in cui le maglie a 4 della retroguardia rojiblancos hanno lasciato spazio. Non a caso il fuoriclasse egiziano è stato sostituito nel finale da Oxlade-Chamberlain (con Origi spostato da sinistra a destra), quindi continuare ad allargare la difesa avversaria e aumentare gli inserimenti e il peso in area di rigore. Una la vere opportunità del Liverpool di arrivare al pari, con cross di Origi e sinistro di Henderson sul fondo.

Completamente diversa sarà ovviamente la gara di ritorno, quando dall'inferno di ieri sera al Wanda Metropolitano, si passerà ad un altro inferno, ossia quello di Anfield Road. Dove il Liverpool giocherà a dei ritmi molto più alti e dove l'Atletico Madrid (che storicamente in trasferta paga caro, quanto raccoglie tra le mura amiche) dovrà giocare una gara ancor più complicata. Ci vorrà il miglior Joao Felix (se riuscirà a recuperare) per avere qualità nella ripartenza, oltre al recupero di Kieran Trippier. Di certo sarà un altro tipo di battaglia.

 

FONTE STATISTICHE: uefa.com

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Last modified on Mercoledì, 19 Febbraio 2020 11:52
Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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