Marzo 29, 2020

RITRATTI | Hristo Stoichkov, l'Ayatollah bulgaro, storia di un genio ribelle

Hristo Stoichkov Barcellona - Pallone d'Oro 1994 Hristo Stoichkov Barcellona - Pallone d'Oro 1994 ItaSportPress

Un fuoriclasse pigro, un genio bulgaro con un carattere piuttosto forte, un fenomeno che per almeno un quinquennio ha insegnato calcio in Spagna e nel mondo intero. Parliamo di Hristo Stoichkov (Stoičkov in bulgaro), autentica sentenza del Barcellona nei primi anni '90, quello allenato da Crujiff per intenderci, quello di Romario e Guardiola, che vinceva e imparava, antesignano ventanni prima del "tiki-taka" che avrebbe poi cambiato il gioco. Come un filo sottile, che lega Michels a Cruijff per arrivare a Pep.

I primi anni - Stoichkov e il Cska

Trequartista o attaccante, all'occorrenza anche esterno di destra, cosi come giocava nei primi anni al Barca. Stoichkov nasce calcisticamente al Maritsa Plovdiv, di piede mancino viene notato dal Cska Sofia. Dal carattere scontroso e se ne accorgeranno praticamente tutti gli allenatori avuti da qui in avanti e non solo. Basti pensare che nel 1985 nel derby di Finale di Coppa di Bulgaria vinta dal Cska contro i rivali del Levski Sofia, 5-0 il risultato finale dove mette a segno all'andata ben 4 reti, decide nel match di ritorno di indossare la maglia numero 4 invece della "solita" 8 (che sarebbe diventato il suo numero storico), scatenando di fatto una rissa e venendo punito con un anno di squalifica (poi ridotto a 6 mesi, saltando di fatto il Mondiale del 1986 in Messico).

Al Cska Sofia, fù capocannoniere del campionato bulgaro al termine della stagione 1988-89 con 23 gol, mentre la stagione successiva fù ancora meglio, con 38 gol in 30 partite totali, utili a vincere il campionato, la Coppa di Bulgaria e ovviamente la Scarpa d'Oro. Arriva all'attenzione del calcio internazionale nel corso della Semifinale di Coppa delle Coppe dell'anno successivo, dove ne è il capocannoniere con 7 reti e dove viene eliminato dal Barcellona (6-3 il doppio confronto). Notato da Johan Cruijff, nell'estate del 1990 sbarca ed è il caso di dirlo in Catalogna.

 

Stoichkov e il Barcellona - La storia

Inizialmente fa fatica ad ambientarsi, tanto da dover esser seguito in campo e fuori dal compagno Bakero su ordine di Cruijff, dopo una squalifica di 6 mesi comminata dopo la Finale di Coppa del Re contro il Real Madrid, dove Stoichkov dà un pestone al direttore di gara in seguito all'espulsione del tecnico blaugrana. Ma in poco tempo diventa l'idolo dei tifosi culès e uno dei leader della squadra, insieme a Zubizarreta, Guardiola e Romario (l'asse portante), venendo definito l'Ayatollah del Barca, per via del suo gesto di alzare le mani dopo ogni gol.

"Oggi Dio ha confermato di essere bulgaro". E' una delle sue frasi più celebri e forse l'emblema di quel territorio dell'est Europa, che in poco tempo porterà ai piedi del podio nei Mondiali del 1994. Tornando al Barcellona, vince nella sua prima esperienza in Catalogna 4 campionati consecutivi (dal 1990-91 al 1993-94), una Coppa dei Campioni (nella Finale di Wembley del '91 contro la Sampdoria, decisa da Koeman ai supplementari), più 3 Supercoppe di Spagna. Perde invece la Finale del '94 contro il Milan di Capello ad Atene, con Barcellona sconfitto per 4-0, ma al termine di quell'anno riceverà dalla rivista France Football il Pallone d'Oro.

La sua media gol nei primi 4 anni di Barcellona è ragguardevole, con 20 reti in 34 partite messe a segno nel 1992-1993, mentre l'anno successivo ne realizza 25 in 50 partite totali tra tutte le competizioni. Un rapporto da sempre conflittuale ma andatosi deteriorando nel tempo con Johan Crujiff, spinge la dirigenza blaugrana a metterlo sul mercato nell'estate del '95, dove viene acquistato dal Parma per 12 miliardi di lire.

 

Stoichkov - La Bulgaria e il suo Kamata

E' in quegli anni che c'è il meglio di Hristo Stoichkov, tanto da condurre la sua Nazionale a traguardi mai visti prima e che non si sono più ripetuti dopo, nonostante ottimi attaccanti come ad esempio Dimitar Berbatov. Ma quella Bulgaria allenata da Dimitar Penev e con in campo anche Leckov e Balakov, nel Novembre del '93 si permise di far fuori dai successivi Mondiali americani la Francia allenata allora da Platini, battendola al Parco dei Principi per 1-2. Per poi arrivare fino alla Semifinale che tutti ricordiamo per la doppietta di Roberto Baggio, ma dove Stoichkov realizzò un calcio di rigore nel finale. Quella Bulgaria battè Grecia e Argentina nella fase a gironi, la Nigeria ai rigori negli Ottavi di Finale e la Germania in rimonta per 1-2 ai Quarti. Stoichkov fù capocannoniere di quell'edizione dei Mondiali insieme al russo Salenko con 6 gol (3 su calcio di rigore).

Il Kamata (pugnale) bulgaro non si ripetè invece nel '96 dove nell'Europeo pur con un buon cammino nel girone eliminatorio (pari con la Spagna, vittoria con la Romania), venendo sconfitta nella terza gara dalla Francia. Chiudendo di fatto il ciclo d'oro del calcio bulgaro ai Mondiali del '98 proprio in terra transalpina, venendo eliminata in malo modo già al primo turno. Stoichkov può vantare 37 gol realizzati in 83 partite, al terzo posto della classifica dei marcatori della Nazionale, dietro Bonev e Berbatov, venendo insignito per ben 5 volte come Miglior calciatore bulgaro dell'anno.

 

Stoichkov - L'esperienza al Parma

Arrivato in gialloblu nel 1995 s'infortuna subito durante il pre-campionato, legando poco in campo con Inzaghi e Zola, nel 4-3-3 disegnato per il Parma da Nevio Scala. Nonostante ciò segna 5 gol in 23 partite di campionato (con l'Inter la sua miglior partita nell'esperienza italiana), con 2 reti messe a segno in Coppa delle Coppe. Chiude l'esperienza italiana dopo una sola stagione, ma praticamente già dal Marzo di quell'anno la strada verso la cessione è ben indirizzata.

Il ritorno al Barca e il declino

Stoichkov torna quindi al Barcellona dove è perfettamente in tempo per giocare con il "Fenomeno". Ossia Luis Nazario da Lima (Ronaldo), vincendo una Coppa di Spagna, una Supercoppa e una Coppa delle Coppe. Al ritorno in blaugrana viene allenato da un certo Bobby Robson, che quell'anno ha come assistente un giovane Mourinho che gli fa anche da interprete. Chiude definitivamente l'esperienza in Spagna nell'estate del '98, dopo alcune divergenze con Van Gaal (non certo un tipo facile), tornando al Cska Sofia, per poi chiudere la carriera tra Arabia Saudita, Giappone e Stati Uniti d'America, dove vince tra l'altro una Major League Soccer con il DC United.

 

Stoichkov allenatore - La Carriera

Meno fortunata è stata per ora la carriera da tecnico, inizia come assistente al Barcellona nel 2003, ma dopo la brutta esperienza della Bulgaria agli Europei del 2004, viene chiamato a dirigere la sua Nazionale, con risultati piuttosto deludenti. Si trasferisce infine prima al Celta Vigo (che porta alla retrocessione in Segunda Division), poi al Cska Sofia che lascia dopo un solo mese.

Quando il genio e il carattere si mescolano, nascono campioni del genere che provocano una luce d'intensa e breve durata, tale da essere ricordati comunque in eterno. Stoichkov è una rappresentazione perfetta di tutto questo, quando al talento ha unito la costanza di rendimento ne è uscito fuori un fenomeno vero.

 

Fabrizio Consalvi

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Last modified on Domenica, 22 Marzo 2020 08:30
Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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