Marzo 29, 2020

RITRATTI | Denilson, il talento carioca incapace di lasciare il segno

Denilson de Oliveira Araujo con la maglia del Brasile Denilson de Oliveira Araujo con la maglia del Brasile

E’ stato uno dei più grandi rimpianti del calcio mondiale degli anni novanta. Denílson de Oliveira Araújo, noto semplicemente come Denílson, è stato ad un passo dall’essere considerato uno dei più grandi calciatori del decennio, sul punto di sbocciare, ma poi fallire clamorosamente nell’impatto con il grande calcio europeo.

 

La carriera di Denilson de Oliveira Araujo, dal San Paolo al Betis, passando per il Brasile

 

La carriera di Denilson inizia nel San Paolo, scoperto dal celebre tecnico brasiliano Telè Santana. Non ha mai avuto il gol nel sangue, come dimostra anche negli anni brasiliani, ma a livello di tecnica ha davvero pochi eguali. Sono gli anni in cui si afferma Ronaldo nel calcio mondiale, e Denilson viene visto da molti come il giocatore in grado di eguagliarne le gesta in tutto il mondo. Mancino naturale, giocatore dotato di una tecnica sopraffina, dal fisico esile, dal doppio passo in grado di lasciare sul posto qualsiasi avversario.

Nei quattro anni al San Paolo, dal ’94 al ’98, Denilson gioca 96 partite mettendo a segno 8 gol. Il 13 Novembre del 1996 arriva anche l’esordio in nazionale, in un’amichevole che il Brasile gioca contro il Camerun, terminata zero a zero. Denilson inizia pian piano a far parlare di sé, la sua tecnica non passa inosservata, in Nazionale inizia a giocare con continuità e nella Coppa America del 1997, vinta dal Brasile, segna la sua prima rete con i verdeoro. Quel Brasile, quello del ’97, è un mix di classe e potenza e Denilson è uno dei protagonisti.

Cresce l’attenzione per lui, protagonista anche di un celebre spot televisivo con la sua nazionale. Il suo marchio di fabbrica è il doppio passo, ripetuto più volte fino a stordire il suo diretto avversario. Un funambolo che, però, sembra in grado di abbinare fantasia ad efficacia.

 

Denilson de Oliveira Araujo, le giocate del giocatore brasiliano

 

Il Mondiale del 1998 è la sua competizione. Gioca da titolare come ala sinistra della nazionale verdeoro. Il Brasile, grande favorito, perde la finale con la Francia padrona di casa, ma la stella di Denilson è in piena ascesa. Le grandi squadre europee danno la caccia al talento brasiliano, ci prova anche la Lazio dopo non esser riuscita, l’anno precedente, a prendere Ronaldo. Alla fine, però, la spunta il Betis Siviglia. Denilson si trasferisce in Spagna per la cifra record di 63 miliardi di lire con una clausola rescissoria di ben 750 miliardi. Grandi aspettative che però, Denilson, non ripaga.

 

Denilson de Oliveira Araujo con la maglia del Betis Siviglia
Denilson de Oliveira Araujo con la maglia del Betis Siviglia

 

In Spagna passa due stagioni senza lasciare un grandissimo segno, 65 presenze e solo cinque reti, con la seconda annata chiusa addirittura con la retrocessione del Betis. Viene spedito in Brasile, in prestito al Flamengo, sperando in una sua resurrezione ma questa, purtroppo, non arriverà mai. Torna al Betis l’anno successivo, contribuisce alla promozione della squadra, ma la sostanza non cambia. Denilson non riesce più ad essere il talento cristallino ammirato soprattutto nel ’97 e nel ’98.

 

1997: spot Tv del Brasile in Aereoporto

 

Perde, pian piano, la nazionale, con la sua ultima partita in verdeoro datata 12 febbraio 2003 (nel 2002 partecipa, ma da comprimario, alla vittoria del mondiale nippo-coreano). Rimane al Betis fino al 2005, il suo score nella seconda esperienza spagnola recita 118 gare e 8 reti, tropo poco. Da lì in avanti Denilson si trascina fino a fine carriera con Bordeaux, Al-Nassr, Dallas, Palmeiras, Itumbiara, Hai Phong e Kavala, terminando tra il Vietnam e la Grecia la sua militanza nel professionismo.

Denilson è di fatto uno dei più grandi misteri del calcio brasiliano, visto da tutti come un sicuro crack, il suo talento si è dissolto dopo solo due stagioni di altissimo livello.

Di lui, ad oggi, ci rimangono solo i suoi doppi passi, ancora un piacere da vedere.

Alessandro Grandoni

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile ed Editoriale di CalcioNazionale.it, fondato nel 2013. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione con indirizzo Giornalismo presso l'Università "La Sapienza" di Roma, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti del Lazio dal 2005, ha collaborato con varie testate ed emittenti tra cui Radio Incontro, Italia Sera, Infopress, Corriere dello Sport, Gold Tv. 

Direttore anche del portale di Calcio Giovanile e Dilettante della Regione Lazio www.fuoriareaweb.it

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