Aprile 01, 2020

Fabrizio Consalvi

Quando è il momento giusto, i tedeschi arrivano sempre. Sarà cosi anche stavolta, perchè per far fuori questo Bayern Monaco, servirà molto di più di quanto proposto da un Chelsea tanto volenteroso quanto fragile, che ha resistito un tempo alle folate offensive di Muller e compagni, per poi cadere inesorabilmente nella ripresa.

Frank Lampard sceglie lo stesso spartito usato lo scorso sabato contro il Tottenham, con la fondamentale importanza dei quinti, ossia James da un lato e Marcos Alonso dall'altro, che nella prima parte di gara, riescono ad offrire in fase di non possesso quei ripiegamenti necessari a coprire le due linee strette, sui cui i blues si aggrappano nella prima frazione. Con Kovacic e soprattutto Jorginho a fare gioco nel mezzo e con la linea a tre composta da Rudiger, Christensen e Azpilicueta. Stupisce invece la scelta dei due esterni a supporto di Giroud, che è colui sul quale i blues si appoggiano in ripartenza, colpo di testa e spizzate veloci, su cui Willian probabilmente sarebbe stato più adatto vista la staticità della retroguardia dei bavaresi, oppure Pedro, con l'ex Barcellona che porta dalla sua certamente più abitudine in queste competizioni. Mentre Mount offre freschezza da un lato, Barkeley dall'altro ha si un buon passo, ma poca qualità.

           

Bayern Monaco che dal canto suo mette sul terreno dello Stamford Bridge tutte le sue certezze o quasi, con Davies a dare spinta sulla fascia sinistra e Pavard dall'altro lato, a supporto del duo difensivo Alaba - Boateng. Thiago Alcantara e Kimmich in mezzo a coadiuvare Thomas Muller, vero regista tutto campo, con Lewandowski unico riferimento offensivo, di fondamentale importanza sono i due esterni e se da un lato, Coman serviva più a livello difensivo, Gnabry è stata la chiave di volta del match.

LO SPARTITO

Uno era il riferimento per entrambe le formazioni nella prima parte. Aldilà di chi avesse in mano il pallino del gioco in un preciso frangente, era di fondamentale importanza il recupero della sfera, per ripartire con transizioni in velocità. Chelsea che si affidava a Giroud, da cui è scaturito il primo vero tentativo del match, con la conclusione di Mount all'esterno dopo otto minuti. Dal fronte tedesco invece, Thomas Muller dava ampia dimostrazione in tutta la prima parte della sua classe. Tra le linee dei blues, inventava la prima occasione, con l'uno-due con Coman all'11' oppure mandando in profondità Lewandowski poco dopo, con Caballero pronto a deviare in corner. Altre tre erano le soluzioni, sempre con il preciso intento di far salire la linea difensiva dei blues per poi cercare la profondità o la conclusione. Come al 28' per il destro a giro di Muller oppure sul finale di frazione, con la traversa sempre dello stesso. Chelsea che invece produceva due vere opportunità, entrambe su errore della retroguardia tedesca e dopo una buona fase di pressing, come al 43' dove Marcos Alonso ha trovato Neuer reattivo tra i pali.

Capito lo spartito intrapreso nella prima parte. Il Bayern Monaco come prevedibile contro avversari con meno spessore tecnico, metteva l'accento su partita e qualificazione ad inizio ripresa. Decisivo in occasione del vantaggio di Gnabry è certamente l'errore non voluto di Azpilicueta, che dava campo a Gnabry per l'uno-due chiesto ed ottenuto con Lewandowski. Ma è proprio il cambio di passo dell'esterno ex Arsenal, ad avere dato un impronta decisiva al match stesso. Nei primi dieci minuti del secondo tempo l'esterno tedesco era sempre in posizione avanzata e con un Lewandowski in versione assist-man l'uno-due è stato quasi una conseguenza. Tardivi sul fronte Chelsea gli ingressi di Willian e Pedro, per un tutto per tutto dei padroni di casa che dava il via anche ad un cambio tattico. Spazio che a quel punto Davies sfruttava alla perfezione, per il tris di Lewandowski che spalanca le porte al Bayern dei Quarti di Finale.

Troppo leggero questo Chelsea per il Bayern Monaco attuale. Percorso quello dei blues di Frank Lampard comunque buono in questa Champions League, con dei principi comunque già ben chiari ed evidenti. Manca esperienza, che i vari Mount, Barkeley e Abraham, entrato ieri nel finale possono solo che acquisire, con l'aiuto di un mercato che dovrà in Estate supportare il processo di crescita. Bayern che invece vola verso la fase cruciale della stagione, facendosi trovare presente come sempre. Una linea difensiva non perfetta e qualche lacuna vista anche ieri in Kimmich, Thiago Alcantara e Coman danno l'idea di una fase di transizione non ancora compiuta e la ricerca costante, di due esterni di affidamento è un fattore decisivo. Se a sinistra Gnabry offre ampie garanzie, lo stesso discorso non può valere per la fascia destra. In chiusura non è certamente una delle favorite alla vittoria finale, ma meglio stare sempre attenti al Bayern Monaco. Perchè i tedeschi quando conta, arrivano sempre.

 

Gol e spettacolo, all'insegna di una cultura calcistica che aldilà del trascorrere del tempo, resta in fondo sempre uguale a se stessa. Chelsea - Bayern Monaco, primo dei due atti validi per gli Ottavi di Finale di Champions League, non può che far tornare alla mente una delle Finali più pazze viste negli ultimi anni e anche ultimo confronto tra le due formazioni. In campo c'era Frank Lampard da protagonista, mentre l'eroe di quella serata all'Allianz Stadium di Monaco, fù ovviamente Drogba, pronunciato "meravigliosamente" da un fantastico Massimo Marianella in telecronaca.

Di tempo ne è trascorso da quel 2012 e se il Chelsea nella sua ossatura è profondamente cambiato, il Bayern Monaco, passando da una Champions vinta l'anno successivo sul Borussia Dortmund con Heynckes in panchina, al ciclo di Guardiola che in parte ma non del tutto, ha provato a cambiare le granitiche certezze di un calcio, quello tedesco che si apprestava a dominare il mondo, come poi visto in Brasile nel 2016. Da allora tanto è passato, ma stasera sul prato verde dello Stamford Bridge sarà un pò come tornare per qualche ora indietro nel tempo. Con due cicli totalmente opposti, al principio quello dell'ex capitano, ora allenatore dei blues, mentre ancora alle prese con una lunga transizione, quello del Bayern Monaco di Flick, che in mano ha però dalla sua più certezze. A partire da uno dei migliori attaccanti al mondo.

PRECEDENTI

Quattro sono i precedenti tra le due formazioni, contando tutte le competizioni europee, con una vittoria a testa e due pareggi (Finale Champions 2012 poi vinta dal Chelsea e Supercoppa Europea 2013, poi vinta dal Bayern di Guardiola). Il primo doppio confronto andò in scena nel 2005 ed era valido per i Quarti di Finale di Champions League, in panchina c'era Jose Mourinho al primo ciclo con il Chelsea, mentre i bavaresi erano allenati da un certo Felix Magath. All'andata il match finì 4-2 con doppietta di Lampard e gol di Drogba, mentre al ritorno disputato a Monaco, il Bayern vinse 3-2 ma non bastò per evitare l'eliminazione. Chelsea che poi in Semifinale venne a sua volta eliminato dal Liverpool di Rafa Benitez, futuro Campione d'Europa in un'altra storica Finale vinta con rimonta sul Milan, disputata in quel Istanbul.

VIDEO, QUARTI DI FINALE CHAMPIONS LEAGUE 2005, ANDATA: CHELSEA - BAYERN MONACO 4-2

 

Eccolo ovviamente il precedente più famoso e che già a più riprese, abbiamo citato. Nella Finale di Champions League 2012 disputata a Monaco, il Bayern di Jupp Heynckes si è portato in vantaggio al 38' della ripresa con un colpo di testa di Thomas Müller, in campo stasera, ma 5' più tardi Drogba ha firmato il pareggio per la squadra allora guidata da Roberto Di Matteo. Ai supplementari, Arjen Robben (ex Chelsea) si è fatto parare un rigore da Petr Čech, quindi la gara è proseguita ai penalty. Nonostante l'errore di Juan Mata, Čech ha parato i rigori di Ivica Olić e Bastian Schweinsteiger, con Drogba che ha infine consegnato la prima Coppa della storia del Chelsea. Lampard ha trasformato il terzo rigore, mentre Manuel Neuer è andato a segno per il Bayern.

VIDEO, FINALE CHAMPIONS LEAGUE 2011-12: BAYERN MONACO - CHELSEA 3-4 dtr (1-1)

 

Chiusura con la Supercoppa Europea del 2013, vinta dal Bayern Monaco alla Eden Arena di Praga. La squadra allora di Guardiola è passata in svantaggio con Fernando Torres ma ha pareggiato puntualmente con Ribéry. Ai supplementari stessa dinamica, con gol di Hazard ora al Real e rete di Javi Martínez, mandando di nuovo ai rigori la sfida contro il Chelsea di José Mourinho, al suo secondo ciclo in blues. A imporsi è stato il Bayern per 5-4 grazie alla parata di Neuer sul decimo tiro di Romelu Lukaku.

VIDEO, SUPERCOPPA EUROPEA 2013-14: BAYERN MONACO - CHELSEA 5-4 dtr (2-2)

 

LO STATO DI FORMA

Chelsea che arriva a questo appuntamento dopo due vittorie, due pareggi e una sconfitta, nelle ultime cinque gare tra Premier League ed FA Cup. Alle prese con un ciclo di ferro, i blues di Lampard hanno impattato per 2-2 in casa con l'Arsenal, per poi eliminare dalla Coppa d'Inghilterra l'Hull City per 1-2. Pari con il Leicester per 2-2, quindi il ko nel terzo scontro diretto di fila, contro il Manchester United di Solskjaer. Infine la vittoria di sabato scorso con il Tottenham di Mourinho per 2-1. Tre saranno gli assenti questa sera tra i blues, ma tutti importanti, da Pulisic e Hudson-Odoi a Kante.

VIDEO, PREMIER LEAGUE: CHELSEA - TOTTENHAM 2-1

 

Bayern Monaco che invece vola a Londra dopo un periodo certamente più soft rispetto all'avversario, ma sempre alle prese con una fase di transizione da un ciclo ormai chiuso, ad un altro che stenta a decollare, quanto meno a livello europeo. Primo in Bundesliga con un punto di vantaggio sul Lipsia, con 4 vittorie nelle ultime 5 gare, unico 0-0 proprio nel confronto diretto. Bayern che lo scorso venerdi ha sconfitto con più di qualche patema e una papera di Neuer il Paderborn, 3-2 con gol decisivo di Lewandowski. Tre saranno infine gli indisponibili, da Martinez e Sule, all'ex Inter Ivan Perisic.

VIDEO BUNDESLIGA: BAYERN MONACO - PADERBORN 3-2

 

LE PROBABILI FORMAZIONI

Detto degli assenti da ambo le parti, Chelsea che dovrebbe schierarsi con Caballero tra i pali, linea difensiva a tre, composta da Azpilicueta, Christensen e Rudiger, centrocampo retto da Jorginho con l'aiuto di Kovacic, mentre sui lati James e Marcos Alonso. Infine Willian e Mount a supporto di Abraham, con Giroud che partirà dalla panchina. Bayern Monaco che invece dovrebbe presentarsi con Neuer tra i pali, Davies, Alaba, Boateng e Pavard in difesa, il duo Kimmich - Thiago Alcantara a centrocampo, a supporto di Gnabry, Coman e Muller, con Robert Lewandowski unica vera punta. Dalla panchina infine due dei colpi di mercato estivi dei bavaresi, ossia Coutinho e Lucas Hernandez.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

 

Da crocevia fondamentale della stagione a match che evoca ricordi da entrambe le parti. Quando si parla di Fiorentina - Milan non si può che far inizialmente riferimento ad una gara cruciale per l'obiettivo salvezza dei viola di Iachini e per la rincorsa verso l'Europa League del Milan di Pioli, grande ex in visita al Franchi. Un successo di Federico Chiesa e compagni, visti i match in calendario per Sampdoria, Genoa, Brescia e Spal sarebbe di fondamentale importanza per allontanarsi definitivamente dalla zona calda. Una vittoria invece dei rossoneri guidati da Ibrahimovic (che al Franchi ha sempre disputato ottime partite), darebbe quella spinta necessaria nella corsa al 5° / 6° posto, tenendo infine conto della Semifinale di ritorno, che il Milan dovrà giocare a Torino contro la Juventus (1-1 all'andata).

DOPPIO EX AL PASSATO

Parlavamo di ex da ambo le parti e allora, non si può che partire da Kurt Hamrin, con lo svedese che in viola vinse una Coppa delle Coppe e due Coppe Italia, prima di trasferirsi al Milan di Nereo Rocco ed aggiungere al suo palmares, un'altra Coppa delle Coppe, più uno Scudetto e una Coppa dei Campioni, la seconda nella storia rossonera.

           

Compagno di squadra fù un certo Giovanni Trapattoni, che iniziò la sua lunga carriera di allenatore proprio al Milan prima ad interim, poi da vice, infine da capo-allenatore nella stagione 1975-76. Carriera che in Italia a livello di club, si è chiusa proprio con l'avventura alla Fiorentina. Tanti i doppi ex storici, da Rui Costa e Roberto Baggio, da Stefano Borgonovo a Davide Astori, da Daniele Massaro ad Alberto Gilardino, per chiudere con gli attuali Cutrone e Rebic. Chiudiamo il preambolo, andando a rievocare con l'ausilio delle immagini, le cinque gare storiche disputate all'Artemio Franchi tra Fiorentina e Milan, più una perla targata 1995/1996.

Partiamo da una delle rimonte più clamorose. E'il 4 Febbraio del 1990 e i Mondiali in Italia sono praticamente alle porte. Per la 23° giornata del campionato e sul neutro di Perugia la Fiorentina di Bruno Giorgi chiude in vantaggio il primo tempo per 2-0, frutto dei gol di Roberto Baggio su calcio di rigore e di Lubos Kubik. Nella ripresa il Milan di Sacchi prima accorcia le distanze con Alberigo Evani, poi con la doppietta di Marco Van Basten trova il trionfo per 2-3. Piccolo particolare, nei viola sono in campo sia Pioli che Iachini, domani sera uno contro l'altro sulle rispettive panchine.

FIORENTINA - MILAN 2-3

FIORENTINA: Landucci, Volpecina, Pioli, Battistini, Kubik, Dell'Oglio, Iachini (37'st Banchelli), Buso, Dunga, Nappi, Baggio. All.: Giorgi.

MILAN: Pazzagli, Galli, Tassotti, Maldini, Rijkaard, Baresi, Colombo (1'st Evani), Donadoni, Ancelotti, Massaro (40'st Simone), Van Basten. All.: Sacchi.

MARCATORI: 23'pt Baggio (Rig.) (Fi), 47'pt Kubik (Fi), 10'st Evani (Mi), 15'st Vnn Basten (Rig.) (Mi), 21'st Van Basten (Mi)

 

Andiamo avanti nel tempo e non possiamo che fermarci in quel 4 Ottobre 1992. Fiorentina -Milan di quei tempi era una gara che prometteva spettacolo vista la sfida tra i due bomber Van Basten e Batistuta. Inizio sprint per la squadra viola allenata allora da Gigi Radice che trova il vantaggio con Baiano. Il gol preso sveglia i rossoneri che trovano poco dopo il pari con Massaro. Da quel punto partì la goleada rossonera, che passò sull'1-2 al 33' con Lentini, salvo poi chiudere la prima frazione sull'1-4 con i gol in sequenza di Ruud Gullit e Daniele Massaro (doppietta). L'inizio di ripresa vide la Fiorentina accorciare le distanze con Stefan Effenberg, ma nel finale ecco il 2-5 di Van Basten al 34' e il 2-4 di Gullit (doppietta anche per lui) al 41'. Infine 3-6 di Di Mauro nel recupero e 3-7 conclusivo con la doppietta di Marco Van Basten. Nota a margine, in quella Fiorentina giocava un certo Brian Laudrup, appena diventato Campione d'Europa con la Danimarca e che la stagione successiva sarebbe passato tra le fila rossonere.

FIORENTINA - MILAN 3-7

FIORENTINA: Mannini, Faccenda, Carnasciali, Carobbi, Verga, Di Mauro, Orlando, Effenberg, Baiano, Laudrup, Batistuta. All.: Radice.

MILAN: Antonioli (1'st Rossi), Tassotti, Costacurta, Maldini, Rijkaard, Baresi, Albertini, Gullit, Lentini, Massaro, Van Basten (34'st Evani). All.: Capello.

MARCATORI: 13'pt Baiano (Fi), 25'pt Massaro (Mi), 33'pt Lentini (Mi), 45'pt Massaro (Mi), 3'st Effenberg (Fi), 34'st Van Basten (Mi), 41'st Gullit (Mi), 45'st Di Mauro (Fi), 46'st Van Basten (Mi)

 

Andiamo ancora avanti e arriviamo alla stagione 1995/1996. E' sabato 23 Dicembre 1995 ed è la giornata prima della sosta natalizia. Al Franchi le due formazioni danno vita ad un match altamente spettacolare. Rossoneri avanti con Weah, pronta risposta viola di Anselmo Robbiati, 1-2 nella ripresa ancora per il Milan, a segno su calcio di rigore va Roberto Baggio. 2-2 nel finale di Francesco Baiano. Milan che al termine di quella stagione si sarebbe laureato Campione d'Italia, quarto titolo in cinque anni con Fabio Capello in panchina. Viola che invece con Ranieri avrebbero raggiunto la "coccarda", con la conquista della Coppa Italia.

FIORENTINA - MILAN 2-2

FIORENTINA: Toldo, Serena, Amoruso, Padalino, Piacentini, Schwarz, Rui Costa, Bigica, Baiano, Batistuta (45'st Malusci), Robbiati (32'st Cois). All.: Ranieri

MILAN: Rossi, Panucci, Maldini, Baresi, Desailly, Albertini, Boban, Eranio (1'st Tassotti), Di Canio, Weah, Baggio (25'st Simone). All.: Capello.

MARCATORI: 11'pt Weah (Mi), 12'pt Robbiati (Fi), 9'st Baggio (Rig.) (Mi), 29'st Baiano (Fi)

 

Non si è giocata a Firenze, ma per i tifosi viola e non solo, evoca ricordi indelebili. Finale di Supercoppa Italiana, il teatro è San Siro. La Fiorentina di Claudio Ranieri alla Coppa Italia vinta la stagione precedente aggiunge un altro trofeo, sui gol di Batistuta e sulla sua esultanza (te amo Irina), rimasta nei ricordi di ogni appassionato. Piccolo dettaglio, sulla panchina dei rossoneri c'era un certo Oscar Tabarez, entrato nella storia del suo Uruguay. Mentre i viola schieravano Lulu Oliveira e nella ripresa, entrò l'attuale tecnico della Primavera viola Emiliano Bigica.

MILAN - FIORENTINA 1-2

MILAN: Rossi, Maldini, Baresi, Desailly, Costacurta, Reiziger, Tassotti, Albertini, Savicevic (21'st Davids), Boban, Simone. All.: Tabarez.

FIORENTINA: Toldo, Carnasciali, Amoruso, Firicano, Falcone, Piacentini, Schwarz, Rui Costa (36'st Robbiati), Cois (45'st Pusceddu), Batistuta, Oliveira (42'st Bigica). All.: Ranieri.

MARCATORI: 12'pt Batistuta (Fi), 22'pt Savicevic (Mi), 37'st Batistuta (Fi)

 

Chiudiamo con due vittorie viola. La prima è targata 2000/2001, precisamente domenica 14 Gennaio. Al Franchi arriva il Milan di Alberto Zaccheroni, ma sulla panchina viola c'è l'Imperatore Faith Terim, che di li a poco sarebbe passato esattamente dall'altra parte. Fiorentina che passò in vantaggio con Nuno Gomes, salvo poi raddoppiare con Cois e chiudere il match con Enrico Chiesa e Rui Costa.

FIORENTINA - MILAN 4-0

FIORENTINA: Toldo, Repka (37'st Lassissi), Vanoli, Pierini, Torricelli, Di Livio, Rui Costa, Cois, Bressan, Chiesa (33'st Rossi), Nuno Gomes (39'st Amaral). All.: Terim.

MILAN: Abbiati, Helveg, Maldini, Costacurta, Chamot, Coco (15'st Serginho), Giunta, Ambrosini, Garcia, Shevchenko (32'st Comandini), Bierhoff (25'st Jose Mari). All.: Zaccheroni.

MARCATORI: 14'pt Nuno Gomes (Fi), 2'st Cois (Fi), 26'st Chiesa (Fi), 41'st Rui Costa (Fi)

 

Chiudiamo definitivamente con la stagione 2010/2011. Era esattamente domenica 10 Aprile e il tabellino dei marcatori ci porta al match di domani sera. Al Franchi la Fiorentina di Mihajlovic, in seguito divenuto tecnico anche dei rossoneri, ospitava il Milan di Allegri, che a fine stagione avrebbe vinto il tricolore. Milan subito in vantaggio con Seedorf, poi raddoppio di Pato, infine gol viola nella ripresa di Vargas. Tra i rossoneri c'era, cosi come sarà in campo domani sera Zlatan Ibrahimovic.

FIORENTINA - MILAN 1-2

FIORENTINA: Boruc; Comotto, Gamberini, Natali (11'st Kroldrup), Pasqual; Donadel (17'st Behrami), Montolivo, Vargas; Santana, Ljajic (1'st Babacar); Gilardino. A disp.: Neto, D'Agostino, Camporese, Cerci. All.: Mihajlovic.

MILAN: Abbiati; Abate, Yepes, Thiago Silva, Zambrotta; Flamini, Van Bommel, Seedorf; Boateng (32'st Gattuso); Pato, Ibrahimovic. A disp.: Amelia, Papastathopoulos, Antonini, Gattuso, Emanuelson, Oddo, Robinho. All.: Allegri.

MARCATORI: 8'pt Seedorf (Mi), 41'pt Pato (M), 39'st Vargas (Fi)

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

 

"L’Italia è stata uno dei primi Paesi al mondo a sperimentare la tecnologia nel calcio. L’adozione del Var da parte dell’IFAB, infatti, è stata preceduta da un periodo di prova off line nel massimo campionato italiano che ha generato risultati eccezionali, contribuendo in maniera determinante all’implementazione del protocollo definitivo. Animata dallo stesso desiderio di innovare e con il medesimo spirito di servizio dell’epoca, la FIGC si è fatta interprete delle richieste pervenute nelle ultime settimane da numerose Società di Serie A ed ha anticipato informalmente alla FIFA la propria disponibilità a sperimentare l’utilizzo del challenge (la chiamata all’on field review da parte delle squadre), nei tempi e nei modi che l’Ifab eventualmente stabilirà. La Federcalcio è convinta che, continuando il percorso già intrapreso, si possa portare il calcio in una dimensione sempre più vicina ai milioni di appassionati, senza intaccare l’autorevolezza dell’arbitro bensì fornendogli strumenti concreti di ausilio."

Questo è quanto recitava il comunicato emesso dalla Figc lo scorso 13 Febbraio, aprendo di fatto la strada per la prima volta in assoluto al cosiddetto "Challenge", ossia la chiamata da parte delle due panchine, ristretto nello specifico calcistico agli allenatori, dell'on-field-review, vale a dire la revisione di un episodio dubbio da parte dell'arbitro al Var, per essere il più diretti possibile. Già conosciuto e regolamentato in altri sport di squadra con il Basket e la NBA soprattutto a fare da esempio migliore.

VIDEO, NBA - INSTANT REPLAY - CHALLENGE

 

Prontamente rispedita al mittente è stata la candidatura della FIGC a fare da apripista all'esperimento, cosi come successo con il Protocollo Var, ora adottato nei maggiori campionati europei, Champions League ed Europa League (a partire dai Sedicesimi di Finale che inizieranno questa sera). Sia l'IFAB (International Football Association Board, organo internazionale, composto di soli 8 membri, indipendente dalla FIFA e dalle quattro Federazioni britanniche che la compongono, inglese, scozzese, gallese e nord-irlandese) e che ha il potere di stabilire qualsiasi modifica e innovazione delle regole del gioco del calcio a livello internazionale e nazionale, sia in maniera più diretta gli allenatori, hanno di fatto bocciato la richiesta, spenta praticamente sul nascere.

VIDEO, CALCIO - VAR (Video Assistant Referee)

 

Ma come viene applicato l'Instant Replay in NBA?

In quali casi?

Soprattutto come funziona il Challenge a disposizione delle due panchine?

Proviamo a dare delle risposte, partendo dal regolamento in atto a partire da questa stagione in USA, mostrando come abbiamo visto nel video su Portland - Dallas di NBA degli esempi in positivo, ossia quando è stata effettivamente cambiata le decisione degli arbitri dopo una chiamata da parte di un tecnico, sia in negativo con il caso più eclatante avuto in San Antonio Spurs - Houston Rockets. Poi sposteremo l'attenzione sul calcio, chiarendo dal Regolamento FIGC come viene usato il VAR e in quali casi, per arrivare alla possibile o meglio dire, futuribile applicazione del Challenge.

NBA - INSTANT REPLAY

REGOLAMENTO - METODI DI APPLICAZIONE

Sull’ultima azione di ogni quarto o supplementare

-Validità o meno di un canestro segnato sulla sirena di fine periodo

SE si è verificata (e QUANTO TEMPO resta sul cronometro dopo):

-Uscita dal campo del tiratore
-Infrazione di 24”
-Infrazione di 8”
-Un fallo prima dello scadere

Negli ultimi due minuti di gara e del supplementare

-Infrazione di 24” o meno sul tiro
-Se il tiro è arrivato prima o dopo un fallo fischiato
-Chi ha toccato per ultimo la palla

In ogni momento della gara

-Decidere se un canestro è da 2 o da 3 punti
-Ripristinare il tempo esatto sul cronometro di gara o dei 24” dopo un malfunzionamento
-Identificare il giocatore che deve tirare i tiri liberi
-Identificare i coinvolti in una rissa

Come si può evincere essendo il basket un gioco già di per se dal tempo effettivo e con situazioni quasi del tutto oggettive, l'applicabilità dell'Instant Replay è molto precisa che difficilmente lascia spazio ad interpretazioni. Ora vediamo come viene invece regolamentato il challenge a disposizione delle due allenatori/coach.

NBA - CHALLENGE

Gli allenatori hanno a disposizione una sola chiamata a partita, senza altri criteri di assegnazione o revoca.

La lega ha stabilito le circostanze ed i limiti della nuova regola: i coach devono avere ancora un time-out disponibile per chiamare il “challenge”, e possono chiedere la revisione di: falli personali, stoppate illegali e possesso sulla rimessa in gioco.
Dopo la richiesta, la panchina deve spendere un time out per permettere agli arbitri di verificare la chiamata, ed in caso di chiamata arbitrale corretta la squadra perderà il time-out.

In caso di “overrule”, la panchina richiedente ha invece indietro il time-out speso. Alla terna arbitrale è affidato il solo compito di revisionare le chiamate di fallo personale, mentre spetta agli ufficiali del NBA Replay Center rivedere le altre fattispecie, gli allenatori possono “contestare” solo le chiamate arbitrali, e non eventuali fischi mancati.

NBA INSTANT REPLAY/CHALLENGE - ERRORE e IMPOSSIBILITA' DI APPLICAZIONE (SAN ANTONIO - HOUSTON)

 

Partiamo da un presupposto semplice, il supporto video, Instant Replay o Var che sia non toglie del tutto l'errore, cosi come la soggettività dei direttori di gara nel rivedere o meno un determinato episodio. Come si può capire dal filmato sovrastante James Harden va a canestro in schiacciata, per i direttori di gara la palla "sembra essere rimbalzata fuori dalla retina". La fattispecie della giocata era soggetta a un possibile review, ma il regolamento concede 30 secondi all’allenatore per chiamare il challenge, 30 secondi trascorsi dalla panchina di Houston e dall'allenatore Mike D'Antoni a protestare, quindi nessuna revisione da parte dei direttori di gara in primis e nessuna possibilità di chiamata da parte del coach in seconda battuta.

CALCIO - PROTOCOLLO VAR - PRINCIPI REGOLAMENTO IFAB / AIA / FIGC 2019/2020

              

 

CLICCA QUI PER IL REGOLAMENTO COMPLETO AIA / FIGC con PROTOCOLLO VAR 2019/2020

Da qui in poi, entreremo nel campo delle "ipotesi". Ossia nel caso come detto in precedenza di un "futuro" in cui il Challenge venisse applicato anche nel calcio e quindi nel protocollo VAR. Innanzitutto dovrebbe essere modificato il punto numero 12 che dice: poiché il VAR controllerà automaticamente ogni situazione / decisione, non vi è necessità che gli allenatori o i calciatori richiedano una “revisione”.

Secondo assunto, qualora il Challenge venisse applicato anche nel calcio, dovrebbe venire richiesto una sola volta a partita ed esclusivamente su casi pienamente oggettivi, ossia: punto a. rete segnata / non segnata, punto d. scambio d’identità (quando l'arbitro ammonisce o espelle il calciatore sbagliato).

Di diversa natura invece sono i due punti centrali, i quali rientrano in ogni caso nell'ambito della soggettività del direttore di gara. Ossia: punto b. calcio di rigore / non calcio di rigore, punto c. espulsione diretta (non seconda ammonizione).

Il caso di un intervento scomposto in area di rigore, dove comunque l'entità del fallo è sempre soggetta ad interpretazioni che vanno da arbitro a arbitro, dalla nazionalità dello stesso (se è un arbitro inglese di norma sappiamo che tende a lasciar proseguire, se italiano o spagnolo meno) e dalla tendenza del direttore di gara a fischiare, sia in area che fuori contatti a limite o meno.

VIDEO ESEMPIO NEI CASI DI FALLO DI MANO 

 

C'è infine una specifica situazione, in cui il Challenge potrà essere applicato, ma qui andiamo di molto oltre con la fantasia, di un calcio visto sempre più futuro. Cosa dice il nuovo regolamento adottato da questa stagione ed il più delle volte soggetto ad intepretazione: 

FALLO DI MANO: Sarà considerato fallo di mano al verificarsi di una di queste condizioni : 1) Tocco volontario. 2) Posizione innaturale, anche se involontaria, quando il braccio è in linea con le spalle, o sopra le spalle, o lontano dal corpo. A prescindere dalla distanza tra chi tira e chi colpisce di mano. Unica eccezione avviene nel caso in cui chi calcia il pallone colpisca la sua stessa mano, in quel caso non è fallo.

FALLO DI MANO CON SCIVOLATA: E' stata infine chiarita la casistica relativa ai falli di mano avvenuti durante una scivolata: 1) se tocca la palla con il braccio in appoggio e questo è attaccato al corpo, non è fallo 2) se il braccio in appoggio è lontano dal corpo, è fallo 3) se tocca con l'altro braccio e questo è lontano dal corpo, è fallo.

In questo specifico caso, incrociando il tutto con il protocollo VAR e sempre restando nel pieno campo delle mere "ipotesi", il Challenge potrebbe venire applicato solo ed esclusivamente in caso di: calcio di rigore / non calcio di rigore (con un non ausilio della on-field-review, ossia la revisione in campo dell'arbitro).

 

 

Chiudiamo con le parole del tecnico dell'Inter Antonio Conte, il quale nella conferenza stampa pre Lazio - Inter, si era espresso in questa maniera sul Var a chiamata. Non l'unico allenatore ad esprimere dei dubbi in merito: "Non mi piace. Io non devo chiamare nessuno, se c'è una situazione sotto gli occhi di tutti che è chiara, che devo chiamare? La devono vedere loro. Parliamoci chiaro. Abbiamo già tanti pensieri durante la partita. La gente che sta lì che fa?. Quando vedo le partite in tv mi sembra che le immagini siano abbastanza chiare e nitide per prendere una decisione uniforme al 95%. Il Var a chiamata è una cosa non utile. Sei lì, hai le immagini, non puoi essere sempre sicuro al 100%, però...".

Come abbiamo visto, pur entrando nel semplice campo delle ipotesi, il Challenge può essere uno strumento adatto a supportare il VAR ma con dei limiti ben precisi. Non eliminerebbe di fatto la soggettività in molte situazioni, anche in caso di chiamata. Cosi come nel basket non toglie l'errore, anche di quelli chiari e clamorosi, cosi anche e soprattutto nel calcio (dove non esiste un tempo effettivo di gioco e dove la distanza tra allenatori e arbitri è molto più accentuata, date le dimensioni del campo) non eliminerebbe problemi ed episodi controversi. Aumentando invece le responsabilità di ogni allenatore.  

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Nessuno più dei colchoneros, certamente in pochi e tra questi non può che esserci Diego Pablo Simeone. Tra le due sfide di Champions andate in scena ieri sera, sicuramente la più affascinante era Atletico Madrid - Liverpool, due scuole di pensiero calcistico totalmente agli antipodi, per storia tecnica dei due allenatori e quindi per costruzione delle due squadre. Ma se c'è un avversario che poteva fermare almeno per una sera i reds (alla seconda vera sconfitta stagionale, dopo il 2-0 subito dal Napoli allora di Ancelotti e il ko in Coppa di Lega con l'Under 23 che onestamente non fà testo), quello è proprio l'Atletico di Simeone.

Forte del sostegno incessante dei suoi tifosi, il tecnico argentino ha disegnato il suo classico 4-4-2, con Lemar a sinistra e Koke a destra molto alti almeno nei primi minuti di gioco. Fondamentali per i padroni di casa, per far scattare il piano seguente. Partenza con grande ritmo, le due ali che con l'aiuto di Lodi e Vrsaljko tenevano bassi sia Alexander-Arnold che Robertson. Risultato, cross insidioso dalla sinistra dopo 2 minuti di Renan Lodi, stessa situazione poco dopo e la conquista del corner, da cui è nato il gol. Perchè è sui calci piazzati, che l'Atletico Madrid poteva colpire e il vantaggio firmato Saul non è un caso. Da quel momento è partita la strategia difensiva dei padroni di casa, che puntava a togliere il più possibile campo e profondità ai reds, temendo esclusivamente i tagli centrali, con Salah e Firmino. Due i cross dalla tre-quarti di Alexander-Arnold tra il 13' e 16', entrambi terminati in maglie rojiblancos, cosi come due le iniziative di Momo Salah di andare in uno contro uno, sempre doppiato o triplicato dalle due linee strette a 4 dei padroni di casa, che in più mettono nel contesto la innata capacità di sporcare qualsiasi iniziativa, spesso ai limiti del consentito. Non a caso la prima vera conclusione del Liverpool arriva con Fabinho a metà primo tempo, mentre l'azione più importante sviluppata dai reds giunge poco prima dell'intervallo, forzando sull'esterno di sinistra con Firmino e inserimento centrale di Salah, con deviazione provvidenziale di Savic in angolo. Veloce era invece la ripartenza dell'Atletico Madrid, cercando immediatamente la profondità, tre lanci lunghi di fila da calcio piazzato, con conseguenti tre off-side e la conclusione di Morata di destro al 25' neutralizzata da Alisson.

                   

Il tutto è stato ancor più amplificato ad inizio secondo tempo, dove Jurgen Klopp inseriva Origi per un nervoso Manè, ammonito sul finire della prima frazione, mentre Simeone mandava in campo Marcos Llorente in luogo di Lemar e abbassando ancor di più il proprio undici. Correa era l'uomo che doveva spezzare il gioco, spegnere il ritmo dei reds (i quali cercavano di tenerlo il più alto possibile, non rischiando di concedere neanche un fallo laterale a proprio favore), mentre Morata ha svolto un gran lavoro di sacrificio, sprecando anche per questo motivo, l'occasione del raddoppio. Liverpool che aumentava il numero degli inserimenti, con Jordan Henderson ad aumentare il peso in area di rigore e un Salah che al 7' sprecava la sua più nitida occasione da gol. In uno dei pochi momenti, in cui le maglie a 4 della retroguardia rojiblancos hanno lasciato spazio. Non a caso il fuoriclasse egiziano è stato sostituito nel finale da Oxlade-Chamberlain (con Origi spostato da sinistra a destra), quindi continuare ad allargare la difesa avversaria e aumentare gli inserimenti e il peso in area di rigore. Una la vere opportunità del Liverpool di arrivare al pari, con cross di Origi e sinistro di Henderson sul fondo.

Completamente diversa sarà ovviamente la gara di ritorno, quando dall'inferno di ieri sera al Wanda Metropolitano, si passerà ad un altro inferno, ossia quello di Anfield Road. Dove il Liverpool giocherà a dei ritmi molto più alti e dove l'Atletico Madrid (che storicamente in trasferta paga caro, quanto raccoglie tra le mura amiche) dovrà giocare una gara ancor più complicata. Ci vorrà il miglior Joao Felix (se riuscirà a recuperare) per avere qualità nella ripartenza, oltre al recupero di Kieran Trippier. Di certo sarà un altro tipo di battaglia.

 

FONTE STATISTICHE: uefa.com

Sono stati sorteggiati stamane gli Ottavi di Finale di Uefa Youth League, principale manifestazione europea per formazioni Primavera. Urna benevola per quel che riguarda l'Inter di Armando Madonna, che se la vedrà in casa contro il Rennes. Per quanto concerne invece l'Atalanta di Brambilla, sarà il Lione l'avversario da battere, match che si disputerà a Bergamo. Infine urna meno benevola per la Juventus di Lamberto Zauli, che in quel di Vinovo ospiterà il Real Madrid. Tutti i match saranno in gara unica e si disputeranno il 3 e 4 Marzo. Gi stabiliti inoltre i successivi accoppiamenti per i Quarti di Finale (gara unica il 17/18 Marzo), con Inter - Juventus che si sfideranno in caso di passaggio del turno di entrambe. Per l'Atalanta invece, in caso di vittoria sul Lione, ci sarà la vincente tra Salisburgo e Derby County.

UEFA YOUTH LEAGUE: OTTAVI DI FINALE - MARTEDI/MERCOLEDI 3/4 MARZO

BAYERN MONACO - DINAMO ZAGABRIA

AJAX - ATLETICO MADRID

ATALANTA - LIONE

INTER - RENNES

SALISBURGO - DERBY COUNTY

BENFICA - LIVERPOOL

STELLA ROSSA - MIDTJYLLAND

JUVENTUS - REAL MADRID

 

UEFA YOUTH LEAGUE: ACCOPPIAMENTI QUARTI DI FINALE - MARTEDI/MERCOLEDI 17/18 MARZO

INTER - RENNES vs JUVENTUS - REAL MADRID

SALISBURGO - DERBY COUNTY vs ATALANTA - LIONE

STELLA ROSSA - MIDTJYLLAND vs AJAX - ATLETICO MADRID

BAYERN MONACO - DINAMO ZAGABRIA vs BENFICA - LIVERPOOL

Dopo i raduni territoriali, una prima selezione tra fine ottobre e gennaio, la Rappresentativa LND Under 17 è pronta per il primo stage nazionale in programma dal 17 al 19 Febbraio al Centro Sportivo “William Venturelli” di Castelvetro di Modena. 23 giocatori classe 2003 appartenenti ai club regionali ed a quelli Serie D lavoreranno per tre giorni con il selezionatore Calogero Sanfratello e il suo staff. Il raduno si concluderà con la gara amichevole con i pari età del Sassuolo in programma mercoledì 19 Febbraio alle ore 15.30 sempre sul campo del Centro Sportivo di Castelvetro di Modena.

Programma stage

Lunedì 17 Febbraio

Entro le ore 13.00 raduno presso Hotel Guerro (Castelvetro di Modena)

ore 15.30/17.30 – allenamento

 

Martedì 18 Febbraio

ore 10.00-12.00 allenamento

ore 15.00-16.30 allenamento

 

Mercoledì 19 Febbraio

ore 10.00-11.30 allenamento

ore 15.30 - amichevole vs Sassuolo U17 (C.S. “William Venturelli” - Via Costituzione, 7 - Castelvetro di Modena)

 

I convocati

Portieri

Alessio Campagna (Vigor Perconti), Hannes Uberegger (Campo Trens vs Freienfeld), Davide Congiunti (Latte Dolce Sassari). 

Difensori

Filippo Magnaldi (Bra), Francesco Parisi (Palermo), Federico Gai (Chieri), Francesco De Marco (Cassino), Riccardo Cantarini (Porto S. Elpidio), Anxhelo Kojdheli (Levico Terme), Emanuele Belloni (Bastia), Ruben Semola (Fabrizio Miccoli).

Centrocampisti

Leonardo Pierro (Arco), Giacomo Serafin (Liventina), Gianmarco De Crescenzo (Itri), Matteo Silvano (Tau Altopascio), Marco Manzini (Sanmichelese), Pietro Jr Santapaola (FC Messina).

Attaccanti

Edoardo Grosso (Varesina), Lorenzo Berra (Masseroni Marchese), Gabriele Giacchino (Savona), Alex Forcini (Real Giulianova), Davide Tollardo (Chieri), Riccardo Giovanni Spader (Liapiave).

 

FONTE: lnd.it

 

  

 

Staff Tecnico/Dirigenziale

Capo Delegazione: Arcangelo Pezzella
Allenatore: Calogero Sanfratello
Allenatore in 2^: Paolo Ammoniaci
Allenatore dei portieri: Calogero Giardina
Medico: Gaetano Schiavottiello
Osteopata: Caterina Giuliani
Segreteria Organizzativa: Edoardo Gallegati
Magazziniere: Walter Ciolli

Si chiude a Coverciano lo stage che dallo scorso lunedì, 10 febbraio, ha coinvolto gli Azzurrini dell’Under 17: per i ragazzi di Carmine Nunziata si è trattato dell’ultima tappa di avvicinamento alla Fase Élite, il secondo step di qualificazione agli Europei di categoria che si disputerà dal 25 al 31 marzo prossimo in Polonia.“In questi giorni – ha commentato l’allenatore della Nazionale Under 17, Nunziataabbiamo lavorato in modo molto intenso. Abbiamo limato alcuni difetti e su altri punti dobbiamo ancora migliorarci, ma sono fiducioso in vista dei nostri prossimi impegni”.

Lo stage degli Azzurrini si è concluso con una partita amichevole disputata contro i pari età della Fiorentina. Sul campo ‘Enzo Bearzot’ del Centro Tecnico Federale, l’Italia ha impattato per 2-2 contro la formazione viola: Carboni (25’ pt) e Bertola (10’ st) sono stati i marcatori azzurri che hanno risposto alla doppietta di Aliboni (3’ pt e 46’ pt). 

L’elenco dei convocati

Portieri: Matteo Carnelos (Udinese), Sebastiano Desplanches (Milan), Gioele Zacchi (Sassuolo);
Difensori: Nicolò Bertola (Spezia), *Andrea Ceresoli (Atalanta), Ramen Cepele (Inter), Filippo Fiumanò (Juventus), Alessandro Fontanarosa (Inter), Davide Gentile (Benevento), Daniele Ghilardi (Fiorentina), *Giorgio Scalvini (Atalanta), Riccardo Turicchia (Juventus);
Centrocampisti: Tommaso Baldanzi (Empoli), Gabriele Berto (Atalanta), Federico Casolari (Sassuolo), Giovanni Fabbian (Inter), Samuel Giovane (Atalanta), Fabio Miretti (Juventus), Marco Bontempi (Chievo), Federico Zuccon (Atalanta);
Attaccanti: Andrea Bonetti (Juventus), Franco Ezequiel Carboni (Inter), Wilfried Gnonto (Inter), Alessio Rosa (Atalanta), Luca Magazzù (Inter), Alessio Pinotti (Novara).

*sconvocati , al loro posto convocati Filippo Missori (Roma) e Filippo Terracciano (Hellas Verona)

Staff - Capo Delegazione: Gianfranco Serioli; Allenatore: Carmine Nunziata; Vice Allenatore: Emanuele Filippini; Segretario: Massimo Petracchini; Preparatore dei Portieri: Fabrizio Ferron; Preparatore Atletico: Marco Montini; Medico: Andrea Redler; Fisioterapista: Enrico Matera; Nutrizionista: Maria Luisa Cravana.

 

FONTE: figc.it

 

  

“Ci è mancato solo il gol”. La sintesi dello 0-0 tra la Nazionale Under 19 e la Svizzera è nelle parole di Alberto Bollini, il tecnico azzurro soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi nell’ultima amichevole prima della Fase élite del Campionato Europeo, che dal 25 al 31 marzo vedrà l’Italia di scena ad Abano Terme, Mogliano Veneto e Padova contro i pari età di Slovenia, Islanda e Norvegia. Allo stadio ‘Rigamonti Ceppi’ di Lecco l’Italia domina in lungo e in largo, va vicinissima al vantaggio al 25’ con la traversa colpita da Alessandro Cortinovis e trova in giornata di grazia i due portieri elvetici De Mol e Falk, più volte decisivi sulle conclusioni di Riccardi, Tongya e Okoli. Lo 0-0 finale è un risultato bugiardo, ma Bollini ha diversi motivi per guardare con fiducia alla seconda fase del torneo continentale: “E’ stata un’ottima prestazione, i ragazzi hanno giocato con carattere e autorità: nel primo tempo abbiamo avuto due palle gol limpidissime e anche nella ripresa la squadra ha creato altre tre o quattro occasioni rischiando praticamente nulla. Ci è mancato solo il gol, dobbiamo lavorare per riuscire ad essere più cattivi e determinati sotto porta”. 

Undici le sostituzioni effettuate dal tecnico, che nella ripresa ha fatto esordire anche Ruggeri, Belardinelli, Zuelli e Colombo: “Hanno retto bene – sottolinea Bollinicontro una Svizzera molto compatta”. Dopo aver chiuso la prima fase delle qualificazioni europee con la porta inviolata, l’Italia continua a concedere poco agli avversari: “Quando non subisci gol vuol dire che tutti lavorano bene in fase di non possesso. Ma non siamo una squadra difensivista, anzi…”. Il pensiero va ora all’Elite Round, con l’Italia che tra poco più di un mese dovrà vincere il proprio girone per accaparrarsi l’unico posto utile accedere alla fase finale dell’Europeo in programma dal 19 luglio al 1° agosto in Irlanda del Nord: “Ai ragazzi chiederò mentalità, autorità e senso del gruppo, tre qualità che vedo sempre di più in questa squadra”.

 

FONTE: figc.it

 

  

Prima uscita nazionale per il selezionatore Roberto Chiti e il suo staff con la Rappresentativa Under 15 LND. Al Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia 33 ragazzi classe 2005 provenienti dai club di tutta Italia hanno lavorato per due giorni sotto gli occhi attenti dello staff LND con la collaborazione del selezionatore dell’U16 Andrea Albanese. Al termine della prima giornata si è tenuto un incontro importante tra i ragazzi e l’area tecnica. Prima delle gare altro confronto fondamentale tra i referenti Regionali ed i rappresentanti della Rappresentativa Nazionale. Lo stage si è concluso con un triangolare che ha coinvolto il gruppo diviso in tre squadre impegnate in due partite ciascuna da 30’. Soddisfatto Roberto Chiti:” Mi è piaciuta la voglia di fare dei ragazzi, in campo c’è stata tanta intensità, i calciatori hanno dato il meglio, si vede che ci tengono, è un buon segno. C’è già un buon gruppo che nel tempo verrà integrato grazie alle segnalazioni dei Referenti Regionali. Ci sono tutti i presupposti per far bene”.  

Rappr. U15 sel. A vs Rappr. U15 sel. B 0-0

Rappr. U15 sel. B vs Rappr. U15 sel. C 0-1

Reti: 11’ rig. Oppi

Rappr. U15 sel. A vs Rappr U15 sel. C 0-0

Selezione A: Gaggini (Canaletto), Ferrari G. (Matelica), Di Bartola (Academy Barcellona), Ebnicher (Virtus Bolzano), De Pasquale (Enotria), Masini (Enotria), Michelucci (Tau Altopascio), Piermarini (Foligno), Ferrari N. (Ponte S. Pietro), Lari (Tau Altopascio), Oppi (Zola Predosa).

Selezione B: Bertini (Margine Coperta), Benedetti (Trento), Pipoli (Audace Cerignola), Celia (Trento), Marangoni (Cervia), Pilo (Sassari Latte Dolce), Bernabei (Grifone Monteverde), Mollica (Segato), D’Aloia (Audace Cerignola), Sellati (Montebelluna), Boccalon (Aquileia)

Selezione C: Accardo (Luigi Vitale), Ianniello (Real Casarea), Fraraccio (San Leucio), Porzi (Cannara), Zumpano (Invicta Matera), Sinopoli (Tor Di Quinto), Salvato (Tombolo Vigontina), D’Angelo (Camaro), Attanasio (Sebastiano Mazzeo), Cantoni (Savio), Carnà (C.S.P.R.).

 

FONTE: lnd.it

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